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“Area Indesit, sei aziende interessate”

Potrebbe ripartire dalla logistica la reindustrializzazione dell’area di 120mila metri quadrati dello stabilimento Indesit di Brembate Sopra.

Potrebbe ripartire dalla logistica la reindustrializzazione dell’area di 120mila metri quadrati dello stabilimento Indesit di Brembate Sopra, secondo la proprietà del Gruppo Merloni destinato a chiudere i battenti nell’ambito della riorganizzazione a livello nazionale prevista dal piano industriale per il triennio 2010-2012. Il dato è emerso nel corso dell’incontro svoltosi mercoledì 10 presso il ministero delle Attività produttive a Roma dove le organizzazioni sindacali e l’azienda sono tornate ad incontrarsi per proseguire le trattative. “In base a quanto abbiamo appreso dalla società di servizi che sta operando per il ricollocamento dei 432 addetti dello stabilimento bergamasco – ha spiegato al termine Emilio Lollio, presente alla discussione per la Uilm di Bergamo – sono attualmente 6 le aziende, tutte della provincia, che hanno manifestato interesse a mettere in campo o a partecipare a progetti di reindustrializzazione. In totale i posti di lavoro disponibili sarebbero 153, 127 dei quali assicurati da due realtà operanti nel campo della logistica”.
Nel corso della discussione non è invece emerso in maniera ufficiale il nome della N&W Global Vending, l’azienda di Valbrembo che produce distributori automatici di snack e bevande, anche se i sindacati continuano ad auspicare un suo coinvolgimento diretto per garantire un futuro al sito di Brembate. “Per il momento – ha aggiunto Lollio – si tratta a nostro giudizio di una buona base di partenza. Ora, però, bisogna lavorare per assicurare complessivamente gli attuali livelli occupazionali”.
Le parti torneranno ad incontrarsi a fine novembre per quella che potrebbe essere la partita decisiva nella difficile vertenza: “Oggi – ha aggiunto Gianluca Ficco, responsabile nazionale del settore elettrodomestici della Uilm – abbiamo anche portato a casa il via libera della Indesit a concedere incentivi all’esodo volontario pure a coloro che non hanno i requisiti per agganciare la pensione. Gli importi dovranno evidentemente essere definiti in un tempo successivo. In ogni caso, valutando approssimativamente che a Brembate ci sono una cinquantina di dipendenti che potrebbero beneficiare dello scivolo pensionistico, saremmo vicini alla metà del numero complessivo di addetti per i quali esiste già una prospettiva concreta”.
Resta ora da garantire il futuro anche degli altri: “Certo è – ha rimarcato in questo senso Ficco – che
nel prossimo incontro chiederemo all’azienda tempi certi sui piani di reindustrializzazione e garanzie precise affinché nessun lavoratore venga licenziato. Sulla capacità di coniugare questa duplice esigenza si misureranno gli esiti della discussione”.

Commenti

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  1. Scritto da marilena

    concludendo: TUTTI A CASA.