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Poliambulatorio, lettera aperta al segretario Lega “Invernizzi ricominciamo daccapo”

Pierangelo Manzoni, assessore al comune di Solza, invia al segretario provinciale della Lega Cristian Invernizzi una lettera aperta sul poliambulatorio di Ponte San Pietro.

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Pierangelo Manzoni, assessore al comune di Solza, invia al segretario provinciale della Lega Cristian Invernizzi una lettera aperta sul poliambulatorio di Ponte San Pietro.
Una lettera in cui non entra nel merito del trasferimento, ma lo interpella sulle modalità con cui tutto è stato deciso, in  particolare, oltre al mancato avviso ai sindaci dell’Isola (21), sulle decisioni prese in data 30 settembre, una sfilza di decisioni nel giorno dell’assemblea dei sindaci, quando solo all’ultimo momento e dopo una richiesta collettiva ufficiale, finalmente si era inserito all’ordine del giorno della riunione il trasferimento del poliambulatorio a Brembate Sopra (paese guidato dal presidente, leghista, dell’assemblea dei sindaci).

Caro Invernizzi,
innanzitutto mi scuserai se mi permetto di darti del tu, ma in genere si usa tra colleghi amministratori e/o tra rappresentanti di partito quali entrambi siamo (sebbene io in misura molto minore). Questo credo renda più facile e diretto l’interloquire.
Ti scrivo in merito alla questione del paventato trasferimento dei Poliambulatori di Ponte S.Pietro a Brembate Sopra. In questa mia non affronto volutamente i pro o i contro di tale scelta, ma il modo attraverso il quale è maturata. Non posso tuttavia esimermi dal dire che oggettivamente spostare un servizio pubblico da Ponte, e in particolare in quella posizione, a Brembate Sopra parrebbe produrre disagi per i nostri cittadini isolani, specie anziani non automuniti, tanto che potrebbero risultare più funzionali comuni più centrali e serviti come Terno oppure Calusco. Ma questo avrebbe potuto (dovuto?) essere tema di confronto e di discussione tra amministratori e parti interessate. Passaggio che è stato purtroppo saltato. Torniamo invece alla vicenda.
La premessa è che all’interno della Comunità dell’Isola Bergamasca, costituita da ben 21 comuni, già si stava con non poche difficoltà cercando di rimarginare ferite aperte tempo fa e che il caso (?) vuole con medesimi interpreti principali, quando irrompe all’improvviso questa nuova questione. E ripeto, non è tanto la scelta in sé, ma è dirompetente il modo con il quale è nata, tanto da indispettire trasversalmente sindaci e amministratori di diverse simpatie politiche forse anche dello stesso partito del quale tu sei segretario. Perchè quando è troppo è troppo.
Riassumo brevemente per chi ci legge perchè credo tu conosca bene ogni risvolto della vicenda: intorno a metà settembre si apprende dalla stampa dell’accordo tra il comune di Brembate S. e l’Azienda Ospedaliera di Treviglio per il trasferimento dei Poliambulatori di Ponte. Con “si apprende” intendo anche i sindaci locali i quali rimangono sorpresi sia dalla notizia che, e ancor di più, dal fatto che la questione non sia posta all’ordine del giorno dell’imminente assemblea dei sindaci dell’ASL dell’Isola e Val San Martino prevista per il 30 settembre. Incredibilmente il sindaco di Brembate S. e presidente della stessa assemblea (sic!) non aveva ritenuto di inserire l’argomento (“cosa” loro?) per essere poi costretto a farlo da una richiesta sottoscritta da numerosi colleghi.
Ma questo non è tutto. Leggendo le delibere del comune di Brembate S. sembra che si compia tutto durante la mattina del 30 settembre, giorno in cui si sarebbe tenuta in serata l’assemblea dei sindaci. Quel giorno, anzi quella mattina, in comune viene depositato il verbale di collaudo tecnico-amministrativo delle aree e immobili cedute a standard, viene consegnato l’immobile dalla società immobiliare con un verbale della stessa data, viene redatta la perizia di stima per la valutazione del canone di locazione e viene convocata la giunta comunale alle 12:30, orario del tutto inusuale, per adottare due delibere con le quali si approva il collaudo tecnico-amministrativo e la concessione in locazione degli immobili all’Azienda per 50.000 euro annui per anni 6 rinnovabili per altri 6. Ho fatto una sintesi. Non credo servano commenti.
Una prima considerazione, oltre a quella della location, è che sembra poco conveniente pagare per anni un affitto di 50.000 euro invece di attivare un mutuo e sistemare quello che già si possiede. Ma non avendo elementi questa mia potrebbe essere una valutazione errata, da padre di famiglia e non da manager.
Saranno state fatte analisi di mercato e valutazioni economiche-finanziarie? Chi può dirlo? A chi risponde un direttore di Azienda ospedaliera si chiedeva Bergamonews? Già, a chi?
Nel frattempo avevo provato a porre delle domande direttamente al direttore dell’Azienda, ma ho ricevuto una (non) risposta estremamente generica ed elusiva dall’URP (dall’Ufficio Relazioni con il Pubblico? e perchè? E’ troppo aspettarsi che come tanti sindaci si risponda direttamente ai cittadini quando non si tratta di pratiche burocratiche ma di scelte amministrative?).
Non ti chiedo un giudizio politico su questi comportamenti, credo sarebbe imbarazzante. Allora perchè questa mia? Per auspicare una tua presa di posizione che chieda di fermare le bocce e partire da dove si sarebbe dovuto, portando la questione in sede di assemblea dei sindaci o altra sede di confronto, con un percorso chiaro e trasparente.

Cordiali Saluti.
Pierangelo Manzoni
Solza

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Commenti

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  1. Scritto da utente di ponte san pietro

    perchè non lasciare a ponte quello che è di ponte? se brembate voleva tanto degli ambulatori perchè non si rivolge al privato? o c’è altro sotto?

  2. Scritto da f.p.

    nella pretesa perfetta ricostruzione dei fatti di baraldi, segretario della lega nord di ponte, tutto questo non c’era…. che se ne sia distrattamente dimenticato?

  3. Scritto da residenta di brembate sopra

    Condivido l’articolo che e’ la prova che da anni sindaco e vicesindaco di brembate sopra operano senza trasparenza e sopratutto senza democrazia.Il bene comune A BREMBATE NON SI SA’ COSA E”…..x non dire altro….

  4. Scritto da dan

    caro sig. manzoni, forse non ricorda che a calusco d’adda esiste già un poliambulatorio dell’azienda ospedaliera, che funziona bene.

  5. Scritto da Francesco Arrigoni

    Per Rocca
    E’ quello che sostengo io. Le minoranze non hanno alibi, perchè se l’amministrazione alla quale appartengono con metodi inacettabili cerca di nascondere le cose o non discuterle, le minoranze – se vogliono, certamente con molto impegno e fatica – possono indagare, sollevare il problema e fare fuoco e fiamme. E questo si poteva fare anche nell’assemblea dei sindaci ASL dal 2007 quando il problema era noto ai sindaci. Non entro poi nel merito delle scelte fatte o che si potevano fare.

  6. Scritto da Matteo

    Giustissima la lettera. Attendo con curiosità di sapere se ci sarà una risposta e di quale tenore.

  7. Scritto da pierangelo manzoni

    Caro dan sono d’accordo con lei. Questa sua e altre osservazioni sarebbero state utili in fase di discussione. Torno a ripetere non entro nella discussione dei pro e contro, tutti legittimi e degni di attenzione. A maggior ragione sarebbe stato utile poterli valutare. Se poi rimane contento se qualche virgola della mia lettera non è nel posto giusto o qualche parola è fuori posto, si ritorna sempre alla storia del dito e della luna. Dipende dove vuole fermare il suo sguardo.

  8. Scritto da carla rocca

    se a fare questa delibera fosse stato un altro comune e ci fosse stato un consigliere di minoranza tipo il sig.Francesco Arrigoni, sempre attento e puntuale, provabilmente avrebbe fatto fuoco e fiamme per mesi.
    quando si amministra alcuni metodi sono inacettabili!

  9. Scritto da OLPICCIO

    Era ora! Finalmente arrivano le proposte.