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“Penso sempre al lavoro perso Oggi la Val Seriana ?? pi?? povera”

Parla Emanuele Gabrieli, di Cerete, in cassa integrazione e poi in mobilit?? dopo 36 anni di contributi lavorando alla Promatech. Nel 2008 tutta la famiglia in cassa fu il simbolo della crisi.

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Davanti ad un caffè racconta che in Valle Seriana e Val Borlezza, a Cerete, gli incontri al bar che un tempo erano incontri tra operai, tra gente che il lavoro ce l’aveva e arrivava a fine giornata affaticata ma con tante certezze in tasca, ora sono diventati incontri tra cassintegrati, "gente in mobilità", "gente che parla di stare a casa". Davanti al caffè c’è Emanuele Gabrieli, 57 anni, occhi umili, di chi in fabbrica ci ha passato oltre metà della sua vita: 36 anni alla Promatech di Colzate. Lui e la sua famiglia, nell’autunno del 2008, diventarono un simbolo della crisi economica: Emanuele, la moglie, il figlio, anche lui alla Promatech, e la nuora, tutti in cassa integrazione (leggi l’articolo di allora).
Emanuele Gabrieli aveva 36 anni di contributi e per lui iniziò un percorso di preoccupazione intensa. Dopo un anno di cassa integrazione è arrivata per lui la mobilità, iniziata a settembre 2009. E la mobilità lo accompagnerà fino alla pensione, a giugno 2012. “Provo a dire a me stesso che sono fortunato rispetto ad altri, e gli altri lo dicono a me, perché arriverò alla pensione. Ma non è così, dai…Tra cassa e mobilità sto passando mesi e mesi tra gli 800 e 700 euro al mese, sarà così fino al 2012. Pago giusto le spese di casa, con la moglie in mobilità anche. E poi la questione non è solo economica”.
La “questione”, come la definisce Gabrieli, è questione di dignità. “Trentasei anni in fabbrica. Sono tanti, ma tanti. Sono più di metà della mia vita, non è uno scherzo. Mi ricordo i primi giorni di cassa integrazione. Senza accorgermene, per abitudine, mi trovavo sveglio alle sei del mattino a farmi la barba in bagno, per prepararmi ad andare al lavoro. E poi non dovevo. Dico la verità: non è passato giorno, dall’autunno del 2008, in cui non ho pensato alla Promatech, all’azienda, la "mia" azienda. “Cosa staranno facendo giù là?” me lo sono chiesto spesso. Il problema vero è che questa crisi, la cassa, la mobilità, ti fanno sentire un numero, ti costringono ad abbandonare un pezzo di vita. Ma io l’ho detto all’ingegner Miro Radici, parlando in bergamasco, che tanto mi ha capisce bene: queste aziende sono diventate grandi grazie alla Valle Seriana, con i muratori e i contadini che lasciavano il loro lavoro storico per entrare in fabbrica. Altro che storie. L’ingegnere ha annuito”.
Arriverò alla pensione, spero, dovrebbe essere così – prosegue Emanuele -. Ma con un po’ di amarezza. Quello che vedo però è che la Valle si è impoverita. C’è chi ha perso il lavoro, chi non arriva nemmeno alla pensione con qualche certezza. Al bar ci si incontra tra persone in cassa integrazione, o in mobilità. C’è meno lavoro in giro, giovani un po’ sfiduciati che mi fanno un po’ arrabbiare perché sembrano rinunciatari, ma forse il lavoro a loro manca davvero. E poi ci sono le piccole aziende. In tanti dicono che la situazione si è un po’ stabilizzata. Ma se prima quelle piccole aziende guadagnavano 10 oggi guadagnano quattro. Non è facile”.

 

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Commenti

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  1. Scritto da dino

    @Roberto Fugazzi, Perché non mettere su un comitato per difenderci. I cosidetti tavoli per Valle Seriana” rischiano di partorire micini orbi!

  2. Scritto da alma

    il lavoro ce lo siamo fatti sfilare da sotto il naso gia’ nei primi anni 90…allora hanno iniziato a perdere il posto di lavoro tante donne,che erano bravissime nella confezione di abbigliamento.i nostri industriali hanno portato tutto in ungheria,cina ecc.ecc..con il benestare dei politici e dei sindacati!!!! I sindacati hanno grandissime colpe!!!

  3. Scritto da giovanni 51

    La capisco sig. Gabrieli, io ho 58 anni, da quasi 3 in mobilità e fra qualche mese finirà, e per vari motivi mi mancano anni per la pensione. Ma il problema è un’altro alla faccia dell’art. 3 della costituzione. Il trattamento tra le piccole e grandi aziende con più visibilità. Vadi sul Giornale di Bergamo e ci si chiede perchè i consigl. regionali vanno in pensione a 60 anni 5 meno dei parlamentari. Tranquillo non le mancheranno il peregrinare tra collocamento e interinali. attenda la pensione

  4. Scritto da SERIANO

    Ricordo a tutti, me compreso, che proprio in queste ore si sta provvedendo a inserire il cantante FRANCO CALIFANO nei benefici previsti dalla legge Bacchelli per gli “artisti illustri-indigenti” (perché ora prende “solamente” 10.000 Euro/semestrali dalla SIAE).
    Si aggiunge così un vitalizio di altri 2.000 Euro al mese.
    Totale = (10.000×2)+(2.000×12) = Euro 44.000,– all’anno.

    Sì, penso proprio che il Gabrieli, anche se era detto “ol mutua” (ma é vero?) ha pieno diritto a lamentarsi.

  5. Scritto da sergio

    @Seriano, Bravissimo!
    Le prossime elezioni non solo mi ricorderò, ma scenderò per strada perché i flibustieri non tornino col trucco!

  6. Scritto da roberto fugazzi

    @ 8 dino…anchio ho 55 anni,diploma.e dal 1-1 2011,sarò disoccupato,senza nessun sussidio di disoccupazione ,ne cassa integrazione(appartenendo al mondo INFAME delle cooperative).
    La cosa che mi fa più rabbia è,che fallito un modello industriale,per la Val Seriana,non c’è un modello alternativo…ma una lenta e inesorabile deindustrializzazione,le comunità operaie della valle,che avevano prodotto ricchezza sociale,sono ripiegate su se stesse,incapaci di reagire!Manca la dignità di reagire!

  7. Scritto da !

    @ 9 Seriano:stai dando una Notizia inesatta,l’Avvocato ed il Manager di Califano hanno gia smentito tale richiesta.

  8. Scritto da Nicola

    Non sil lamenti Sig. Gabrieli che tra lei e sua moglie 1600 euro (800 + 800) in casa entrano.
    Io lavoro a tempo indeterminato (e sono fortunatissimo!!)1000 euro al mese mia moglie fa il part time (450 euro al mese) ,ho un mutuo, e per arrivare a prendere quello che prendete voi mi mancano 150 euro!
    La valle è morta è vero e per questo non si pianga addosso, ma pianga piuttosto i suoi figli e nipoti che per poter vivere dovranno emigrare in cina A 160 DOLLARI AL MESE grazie al Sig. Miro Radici.

  9. Scritto da matteo

    Oggi siamo in vena di cinismo vedo. Tutti a predicare al povero Gabrieli di non lamentarsi. E che si lamenti invece, ne ha tutti i diritti.

  10. Scritto da cara

    Che si lamenti, invece, con tutta la dignità che lo contraddistingue, il sig. Gabrieli. Smettiamola di consolarci col “c’è di peggio”. No, ognuna di queste testimonianze ha un valore intrinseco, e non aggiunge nulla sapere che c’è chi sta ancora più indietro. Ognuna di queste parole serve a ricordare che oggi il mondo del lavoro è bastardo, e che non sappiamo quanto lasceremo in eredità ai nostri figli. Forse quasi nulla. Ma non dobbiamo vergognarci di aver raggiunto la pensione. Almeno, non noi

  11. Scritto da dino

    ho 55 anni diplomato + master e sono disoccupato: senza nessunissima entrata! La pensione neanche la minima. Il sindacato aiuta chi e’ gia tutelato. Se penso al futuro:spero soltanto di poter migrare!

  12. Scritto da Paola

    Non deve lamentarsi, caro signore. Prima o poi non avrebbe lavorato più. Pensi a quanti invidiano la sua posizione: resta a casa prendendo comunque una cospicua sommetta.
    Si dedichi al volontariato, piuttosto, per aiutare chi è meno fortunato di lei.
    Le crisi ci sono sempre state: un’azienda non campa con la buona volontà dei suoi dipendenti ma sugli utili.

  13. Scritto da Solidarieta.

    Cosa scrivere… io(ho 46 anni e sono”Carne Marcia”per il Mondo del Lavoro)la Mobilitá ló finita,e adesso sono Disoccupato da un Anno ormai,durante la Mobilitá ho avuto anche la “Fortuna” di essere chiamato dal mio Comune come Lavoratore Socialmente Utile,grande esperienza:ho visto come Lavorano Operai Comunali… mi sono fatto in quatro sperando in un posto Come Op in Comune,alla fine mia Mob arrivederci e grazie;adesso al mio posto in Comune ne han quatro in Mobilitá…