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“Facciamo squadra per sfruttare l’Expo”

A Sotto il Monte confronto sulle opportunità dell'evento del 2015 con un appello al sistema economico bergamasco.

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Dopo il capoluogo lombardo, Bergamo è probabilmente la provincia più direttamente investita dagli effetti dell’Expo 2015 di Milano. Per questo non può permettersi di perdere tempo ma deve fare di tutto per riqualificarsi e valorizzare le proprie risorse agli occhi del mondo, a cominciare dal turismo e dalla gastronomia, che sono i suoi fiori all’occhiello, oltre a sfruttare meglio l’opportunità di un aeroporto dal respiro internazionale come quello di Orio al Serio. 
Se n’è parlato lunedì sera, nella sala Civica del Comune di Sotto il Monte Giovanni XXIII, nel corso del convegno EXPO 2015 – L’occasione per uno sviluppo efficiente delle risorse”.
L’incontro è stato realizzato nell’ambito della prima giornata della “Settimana per l’Energia”, l’iniziativa organizzata dall’Associazione Artigiani di Bergamo, in collaborazione con Confindustria Bergamo, che vede in programma, sino al prossimo 14 novembre, una serie di eventi, congressi, seminari e workshop finalizzati a promuovere la cultura del consumo responsabile, l’approfondimento degli aspetti tecnici e normativi della green economy, e a creare occasioni di aggregazione e riqualificazione professionale attraverso l’offerta di nuovi servizi.
La serata si è aperta con i saluti dell’assessore alla Cultura di Sotto il Monte Maria Grazia Dadda (presente il sindaco Eugenio Bolognini), del presidente dell’Associazione Artigiani Angelo Carrara e del Capo Polo di Calusco dell’Associazione Artigiani Michael Regazzi. 
Relatori sono stati Amilcare Collina responsabile dei rapporti con la comunità scientifica – Gruppo Mapei, in rappresentanza di Confindustria, Paolo Nozza coordinatore del Tavolo Tecnico provinciale per l’Expo e Eugenio Massetti vicepresidente regionale di Confartigianato nonché presidente di Confartigianato Brescia e del consorzio energia Cenpi. Moderatore Dino Nikpalj giornalista de “L’Eco di Bergamo”.
Collina, dopo avere evidenziato le tre parole chiave dello sviluppo sostenibile attorno alle quali ruoterà l’Expo (Alimentazione, Salute, Benessere), ha illustrato l’intervento di Confindustria nell’ambito del “Progetto speciale Expo 2015”: un tavolo tecnico che ha come finalità quella di contribuire allo sviluppo di iniziative qualificanti che non si esauriscano nei sei mesi dell’esposizione universale e che si concretizza in una serie di gruppi di lavoro tematici: tra gli obiettivi strategici c’è la valorizzazione del Made in Italy nei tre settori direttamente coinvolti, oltre a tenere vivo il concetto di Expo con iniziative promozionali tra le quali c’è certamente la Settimana per l’Energia.
“Abbiamo censito circa 130 casi si eccellenza nel campo dello sviluppo sostenibile – ha spiegato – che saranno ulteriormente selezionati e raccolti nella proposta di un padiglione tematico sull’innovazione. L’obiettivo è che tali esperienze siano fruibili e leggibili non soltanto dagli addetti ai lavori ma da un pubblico il più vasto possibile: dobbiamo destare l’attenzione e la curiosità di tutti perché l’Expo è un evento aperto”.
Nozza ha parlato della necessità di guardare all’Expo in una prospettiva di lungo periodo, come occasione per riprogettare e ridisegnare il territorio lombardo, trasformando la zona interessata in un laboratorio permanente che coniughi tradizione e innovazione. La prima opportunità è data dalla mobilità, come Brebemi, Pedemontana a alta velocità che proprio con l’Expo hanno visto un’accelerazione, ma in primis non bisogna dimenticare il turismo e la ricettività. In questo ambito ha elencato i tre interventi-chiave messi in campo dalla Provincia di Bergamo per la valorizzazione delle proprie eccellenze.
Il recupero dell’ex cementificio di Alzano Lombardo per scopi ricreativi e culturali, il recupero dell’intero borgo rurale e di dieci cascine della frazione di Treviglio Castel Cerreto, che vedrà anche la nascita di un parco agricolo tecnologico per la sperimentazione di nano-tecnologie. E infine, la mobilità sostenibile, ovvero il treno che colleghi Bergamo con lo scalo di Orio”. E proprio lo scalo bergamasco è stato al centro della discussione: la sfida lanciata dal convegno è quella creare un’inversione di rotta, “catturando” quella stragrande maggioranza di passeggeri che oggi si ferma solo poche ore e soprattutto per motivi si shopping, con valide proposte culturali, ricettive, storiche ed enogastronomiche, incentivando così la permanenza sul territorio orobico.
Massetti non ha nascosto le sue preoccupazioni sul reale coinvolgimento delle piccole e medie imprese artigiane nella “costruzione” dell’Expo.  “A noi artigiani preme essere coinvolti in questa fase, in cui vogliamo e possiamo essere attori e non semplici spettatori di un momento di grande sviluppo. Il timore di rimanere ai margini c’è anche se devo dire che con la Brebemi i primi riscontri sono stati positivi”. E ha proposto che nelle commissioni regionali dedicate all’evento si discuta di destinare una percentuale dei lavori per le infrastrutture alle imprese del territorio.
Ha inoltre parlato della necessità di non “scimmiottare” ciò che sono stati i precedenti Expo ma di “aprire con orgoglio il nostro territorio e proporre i nostri prodotti e le nostre eccellenze, a cominciare dall’agricoltura e l’enogastronomia”. Si è infine complimentato per l’occasione di dibattiti, incontri e progetti offerti dalla Settimana per l’Energia.
“A Carrara do il merito di avere avuto coraggio e intuizione nel credere in questa manifestazione. È un ‘intuizione da spendere bene per il futuro e ritengo importante il dialogo aperto con Confindustria Bergamo per realizzare cose importanti, cosa che non in tutte le provincie si riesce a fare”.
È toccato infine a Carrara  chiudere la serata, auspicando un cambio di mentalità della categoria artigiana per non “perdere il treno” dell’Expo
.
“Anch’io sono un po’ pessimista sulla questione degli appalti e sul ruolo che potranno avere le piccole imprese. Per questo dobbiamo mettere in atto un cambiamento culturale e di mentalità. Purtroppo la nostra categoria ha questo limite dell’individualismo che deve invece superare. Bisogna imparare a lavorare in consorzio, fare squadra, perché è l’unica possibilità per riuscire ad entrare tra gli attori dell’Expo. Altrimenti, il rischio che non possiamo permetterci, è quello di rimanerne ai margini.  Il presidente dell’Associazione Artigiani ha infine ricordato come la provincia di Bergamo sia la prima in Lombardia per la presenza del marchio “D.O.P.” alimentare: “Sarebbe assurdo – ha concluso – non riuscire a valorizzare i nostri prodotti di eccellenza in questa occasione: bisogna saper spendere con intelligenza quello che già abbiamo”.

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Commenti

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  1. Scritto da Artiani

    Forza, allora
    Sfruttiamo il fatto dell’aeroporto. Collegare Orio direttamente a Milano. Magari con il Passante S5 ed S6 (rispettivamente Varese e Novara) facendogli fare una specie di V a Treviglio e, passando dalla Ovest (sindaco Borghi paga la fermata e vedrai che Penitalia la farà), arriva a Bergamo e a Orio al Serio Terminal 1 (perché naturalmente aspettiamo il T2 dal lusso di Percassi)

  2. Scritto da Francesco Puttilli

    Fare sistema ?? Ma di cosa state parlando ?? Sono almeno 20 anni che Vi riempite la bocca con questa frase senza mai una dimostrazione reale ….anzi.
    Bergamo collegato all’EXPO ? Ma se la linea ferroviaria Mialno Venezia non passa nemmeno da Bergamo !!!!!!
    Scusate ma a Bergamo stanno sognando !!!!!
    Promuovere il comparto alimentare ??? Cominciate a farci vedere una fiera legata la FOOD a Bergamo che non sia EXPOCOOKING

  3. Scritto da Mah !?

    Quale expo ? Vi risulta ci sia qualcuno che se ne sta occupando per davvero ?