BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Valbrem, contro la chiusura marted?? altre 8 ore di sciopero

Sar?? di nuovo sciopero alle Fonderie Valbrem di Lenna e Presezzo, dove 117 lavoratori rischiano il posto in quello che ?? l???ultimo presidio industriale in cima alla valle Brembana.

Più informazioni su

Sarà di nuovo sciopero, martedì, alle Fonderie Valbrem di Lenna e Presezzo, dove 117 lavoratori rischiano il posto in quello che è l’ultimo presidio industriale in cima alla valle Brembana prima delle montagne, un’area che da anni vede chiudere stabilimenti, dileguarsi imprenditori, ridursi al lumicino ogni possibilità di trovare lavoro.
Il giorno dell’annuncio della chiusura, il 18 ottobre, sono state proclamate 24 ore di sciopero. Le ultime 8 ore del pacchetto di protesta si svolgeranno il 9 novembre, giornata in cui è anche previsto lo svolgimento di un incontro all’assessorato provinciale al Lavoro e alla Formazione (alle ore 15.30).
Dopo la fine della cassa integrazione straordinaria e in vista della conclusione di quella in deroga, la multinazionale svizzera Ronal ha deciso di fare le valige e ha avviato, per tutti, la procedura di mobilità. Forse la produzione sarà trasferita in Messico o in Europa dell’est, ancora non si sa. E ai 117 che restano in valle, d’altra parte, la destinazione interessa poco.
“Ci dicevano che la ditta sarebbe stata snellita, che una parte dei dipendenti sarebbe stata tagliata per mantenerne, però, una settantina, così da essere più competitivi. Il mio collega ed io dell’officina di preparazione stampi eravamo sicuri al 100% di essere fra quei settanta, perché almeno in due si fa quel tipo di lavoro” dice G. M., dal 1985 dipendente Valbrem, delegato della FIOM-CGIL.“Abbiamo, perciò, passato l’estate convinti di avere ancora un lavoro. Eravamo in fabbrica anche la prima settimana di agosto. Ci hanno lasciato con l’illusione. A saperlo prima, magari a luglio, me ne sarei andato con l’incentivo”.
Lo scorso anno l’’azienda aveva sottoscritto col sindacato un processo di ristrutturazione che coinvolgeva i 160 lavoratori allora in forza ma con cui si garantiva il mantenimento dei siti produttivi di Presezzo e Lenna. “Ed ecco, invece, il completo disimpegno della Ronal dalla provincia di Bergamo” aggiunge Margherita Dozzi della FIOM-CGIL di Bergamo. “Ci opporremo alla chiusura di questi stabilimenti perché siamo stanchi, lo ripetiamo ancora una volta, di vedere multinazionali che fanno profitti sul territorio di Bergamo e che poi spariscono quando le difficoltà aumentano. Chiederemo anche in sede provinciale il ritiro della procedura di mobilità e la proroga della cassa in deroga per altri 4 mesi (scadrebbe il 26 novembre) in modo da discutere serenamente di un altro piano industriale”.
Il 21 ottobre si era svolto un corteo di protesta lungo le vie del piccolo centro di Lenna, fino alla Comunità Montana di Piazza Brembana, dove i lavoratori avevano incontrato i sindaci della zona. Pochi giorni dopo, il 25 ottobre, era arrivata la prima convocazione, tutta politica, in Regione con consiglieri regionali, azienda e sindacati. Ma l’azienda non ha fatto passi  indietro, non si è mossa di un millimetro.
Intanto, i compagni di lavoro di G. M. si danno da fare. Vengono tutti da comuni dell’alta valle. “Ho 47 anni, molti miei colleghi hanno 40 anni e più, un’età difficile quando cerchi lavoro. Dall’annuncio della chiusura, in poco più di due settimane ho svolto otto o nove colloqui di lavoro. Mi sono spinto fino a Chignolo d’Isola nella mia ricerca, cioè a 46 chilometri da casa mia. Per ora, nulla. ‘Le facciamo sapere’, mi dicono, poi nessuno richiama. Ora, servirebbe riuscire ad agganciare un altro periodo di cassa, ma, certo, non sto qui ad aspettare. Ho due figlie da mantenere, mia moglie lavora ma è una precaria della scuola da dieci anni”. Così G.M., mentre aspetta di vedere come andrà a finire alla Valbrem, cerca un altro lavoro. “Solo che, anche scendendo giù in pianura, in quello che prima era il polmone della bassa bergamasca per l’occupazione, ora sembra vada peggio che qua”.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da cgl cisl uil

    incredibile : i sindacati dormono e quando le aziende se ne vanno non sanno fare altro che addossare le colpe alla politica ed agli amministratori locali così da poter nascondere la loro colpa e il loro immobilismo fatto di incapacità e lazzaronismo. cari sindacalisti per una volta nella vostra vita : andate a lavorare !!!

  2. Scritto da Fabri

    In Valle Brembana,alcuni imprenditori hanno fatto affari d’oro,visto che qui c’e’ tanta gente che lavora TANTO e BENE,per poi scapparsene all’estero convinti di fare lo stesso.Mi auguro che ritornino con la coda tra le gambe!.Sicuramente,servono poi istituzioni locali e non,che,facciano quantomeno il possibile per salvaguardare quei pochi posti di lavoro rimasti….Vedere tutte le mattine,una “processione” lunghissima di auto che scende dalla vallle è deprimente!.

  3. Scritto da PET

    Le imprese sono fuori dal tunnel…..!?!
    Piu che altro sono fuori dal giro.

  4. Scritto da ex elettore

    E’ stato il volere del proprietario della Serbaplast il nuovo insediamento industriale a Serina, il Comune ha cercato di agevolarlo il piu possibile, a livello burocratico e di oneri. Ricordati Roberto che se non c’è la volontà della proprietà di rimanere non è che i governanti possono fare miracoli.
    In ogni caso non è solo la Valle che sta morendo, ma anche le aziende della bassa, vedi Indesit…..La Valle sta pagando scelte politiche sbagliate negli anni 80, la montagna non puo’ fare industri

  5. Scritto da ex dipendente

    Ormai è troppo tardi.
    Dovevate svegliarvi quando eravate “sfruttati” dal precente padrone Bergamasco, che vi ha lasciato con impianti obsoleti….
    Non ossequiarlo sempre……..

  6. Scritto da Roberto

    Ma come ha fatto Serina a insediare quella nuova Azienda di Serramenti e ad aprire un nuovo centro sanitario con ancora trenta posti di lavoro. E’ più svantaggiato di noi qui a Lenna. Amministatori locali svegliatevi e salite a prendere esempio che qui stiamo morendo.