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“Bergamo ?? gi?? competitiva Ora ?? il Sud a doversi svegliare” fotogallery

Sono bordate contro il mondo della politica e il Mezzogiorno quelle lanciate da Giorgio Guerrini, presidente nazionale di Confartigianato, durante la prima giornata della Settimana per l???Energia .

Sono bordate contro il mondo della politica e il Mezzogiorno quelle lanciate da Giorgio Guerrini, presidente nazionale di Confartigianato, durante la prima giornata della Settimana per l’Energia organizzata dall’associazione Artigiani. Alla presenza del ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo, Guerrini critica in modo pesante l’operato degli amministratori italiani. Destra e sinistra senza distinzioni finiscono nel mirino del presidente, che riserva parole di fuoco anche al Mezzogiorno. “I nostri politici da anni dicono che la burocrazia per le imprese verrà diminuita o eliminata – spiega -. Noi stiamo ancora aspettando. Anzi, dobbiamo far fronte a nuovi ostacoli. Al di là di qualche sceneggiata estiva, con ministri che vanno in una caserma di vigili del fuoco a bruciare scatole vuote, non è stato fatto molto”. Guerrini si riferisce a Roberto Calderoli, che a marzo ha voluto bruciare simbolicamente le leggi tagliate dal suo ministero. “La realtà è un’altra. Come si fa ad aumentare la competitività di territori come quello di Bergamo? Qui siete al di sopra di ogni media europea, si sta già facendo il massimo. La verità è che tra Nord e Sud c’è una differenza enorme. Non si possono fare le leggi uguali per tutti. Serve un’azione legislativa che sia proporzionale. Sembra che il governo non lo stia capendo”. Dopo il lungo applauso, Guerrini rincara la dose e punta il dito contro gli amministratori locali. “Bisogna pretendere competitività da chi amministra i nostri territori. Applicare un misuratore di efficienza delle amministrazioni pubbliche locali, perché troppo spesso trasferiscono la loro inefficienza sulle aziende. Sono troppo spesso ricettacolo di rottamazioni politiche, incarichi, assunzioni. Come mai si parla di sburocratizzazione da almeno tre legislature e finora non si è fatto niente? Non ce lo possiamo permettere di sostenere iniziative imprenditoriali in perdita come le società controllate o partecipate. Bisogna darci un taglio”.

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