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I classe ’73 Doni e Inzaghi “vecchietti” ma sempre decisivi

Il primo sta tenendo in alto i bergamaschi in B a suon di gol, il secondo risponde sempre presente e infrange ogni record di reti.

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A 37 anni di solito uno se ne sta in qualche studio televisivo o tribuna stampa allo stadio per commentare una partita di calcio, giacca e cravatta, fresco di doccia, ricordando con una punta di amarezza quando in mezzo a quei 22 in campo c’era anche lui. Oppure si reinventa dirigente od osservatore a spasso per l’Italia e per il mondo a visionare possibili suoi eredi. Per chi invece lontano dal rettangolo verde non sa starci, si mette appena fuori dallo stesso, in piedi alla panchina a dare ordini ai ragazzi, solitamente, del settore giovanile della squadra cui è rimasto più legato. Poi c’è chi ha una sorta di rigetto del mondo del pallone e si allontana completamente da quel mondo, apre un’attività completamente diversa sperando che il fiuto per gli affari sia lo stesso che aveva per i gol.
Infine c’è chi, a 37 anni, si sente ancora un ragazzino nonostante le rughe sul viso, le cicatrici sulle gambe il ricordo di anni di battaglie tra fango, caldo afoso, stadi di periferia o impianti da 100mila posti e decide che il momento di dire stop è ancora lontano: c’è chi a 37 anni continua a giocare a calcio e, qui sta il punto, continua ad essere decisivo. Negli ultimi quattro giorni i classe 1973 hanno fatto sorridere (e godere) i tifosi atalantini.
Mercoledì Filippo Inzaghi ne schiaffava dentro due al Real Madrid (alla sua maniera, di rapina e bruciando l’ultimo uomo della difesa spagnola), teneva a galla il Milan in chiave qualificazione Champions e segnava il gol numero 70 nelle competizioni europee: record assoluto con tanti saluti a Muller e Raul.
Record come quello della stagione 1996/1997 con la maglia dell’Atalanta: 33 presenze, 24 reti. Capocannoniere in A, l’unico nella storia della Dea. E fa specie rivedere i filmati di quell’annata perché SuperPippo, classe 1973, non è cambiato di una virgola nel modo di approcciare il pallone, di tirare, di farsi trovare sempre presente e soprattutto di esultare, con quella corsa impazzita verso i tifosi della Nord a braccia allargate e tremanti come se morso dalla tarantola. Destro, sinistro, rigori e punizioni, l’importante è metterla dentro. Sono passati quindici anni ed è impressionante come riesca a ripetere dopo tanto tempo le stesse cose con la maglia rossonera. Che spettacolo.
Ed il bello che ogni stagione lo danno per finito, lui fa finta di nulla, e lavora sapendo che il suo momento arriverà. Così, nonostante i colpi di mercato estivi che intasano il reparto offensivo rossonero, il momento di SuperPippo arriva puntuale: è il momento della disperazione, l’ultima carta del mazzo. Carta che si rivela sempre vincente. E decisiva.
Come decisivo sta diventando Cristiano Doni, classe 1973, nell’Atalanta di quest’anno. Come SuperPippo lo davano finito, soprattutto dopo una stagione tribolata dal punto di vista dei risultati e del comportamento irritante nei confronti dei direttori. Ma quest’estate si è ripresentato a Zingonia con umiltà e piano piano, partita dopo partita, è diventato il perno fondamentale per la risalita in A. Sei reti in campionato compresa quella pesante una tonnellata di venerdì sera contro la Triestina che ha permesso all’Atalanta di restare là in alto, aggrappata ai muscoli del suo capitano. Che continuerà a ripagare a modo suo, a testa alta. Che spettacolo.
 

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Commenti

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  1. Scritto da dolly

    bravo Bertuzzo!

  2. Scritto da salame, sugli occhi

    @1. Ma vuoi intendere? o non ci arrivi?
    ah Ah

  3. Scritto da PIPPO1907

    per 1 i gol al real sono importanti ma l’unico anno che è stato capocannoniere della seri A indossava una maglia nero blu che ha tè non piacerà ma che noi amiamo !!! sempre a crapà oltà

  4. Scritto da REDS 65

    questo è bergamonews e non milanonews, quindi chissenefrega di inzaghi-
    CRISTIANO DONI NON CI SONO PARAGONI
    NISU COME LU

  5. Scritto da bertuzzo gol

    Si dà il caso che Inzaghi abbia giocato nell’Atalanta per la quale ha segnato un sacco di gol. te lo sei dimenticato?

  6. Scritto da asofhiasag

    eh beh una doppietta al real ha lo stesso peso di un goal alla triestina… ma chi li scrive questi articoli??