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Oxford Street, due corsie per i pedoni

Una, più lenta, per i turisti, l'altra, più veloce, per i londinesi che hanno fretta per andare al lavoro.

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Diversamente da altri popoli, gli inglesi amano l’ordine e le regole. Le loro code, alla fermata del bus, all’ingresso di un cinema, alla partenza di un aereo, sono proverbiali: oggetto di ammirazione o di scherno, a seconda dei punti di vista. A Londra, si sono assoggettati perfino alla tassa sul traffico, che altrove avrebbe scatenato sommosse.
Pagano senza fiatare 8 sterline (quasi 10 euro) al giorno per entrare in centro con l’auto. C’è un genere di traffico, tuttavia, in cui anche loro sono disordinati come noi italiani: il traffico pedonale. Nelle vie più centrali, in particolare nelle aree dello shopping, di sabato i marciapiedi sono intasati da una muraglia umana in movimento, che accelera o rallenta all’improvviso, talvolta impedendo l’accesso a chi avrebbe fretta, oppure trasportando come una marea chi preferirebbe sostare. Ma adesso qualcuno vorrebbe regolamentare anche i pedoni.
La News West End Company, associazione che riunisce oltre 600 negozi, grandi magazzini, esercizi pubblici attorno a Oxford street, ha lanciato un programma per suddividere i pedoni in due corsie: una lenta, vicino alle vetrine, riservata ai turisti, a chi esce a fare compere; una veloce, vicino al ciglio del marciapiede, per chi va al lavoro o non ha tempo da perdere. Il concetto evoca una provocazione della primavera scorsa a New York, quando un burlone tracciò una linea su un marciapiede della Quinta Avenue, scrivendo da una parte "turisti" e dall’altra "newyorchesi". A New York, l’iniziativa non ebbe seguito. A Londra sperano di sì.
Come la Quinta Avenue, Oxford street è la principale strada dello shopping nella metropoli. La costellano mezza dozzina di grandi magazzini e gli empori delle maggiori catene d’abbigliamento. La percorrono 300 autobus a due piani all’ora. La calpestano 200 milioni di persone l’anno. Taglia in due Regent’s street, l’altra grande via dello shopping: un incrocio denominato "il crocicchio del mondo". È una strada in cui gli ingorghi a piedi sono più comuni di quelli a quattro ruote: un modello, forse, del futuro iper-congestionato che ci aspetta, quando saremo 9-10 miliardi o più invece dei 7 attuali.
Non tutti sono d’accordo con l’idea di separare i pedoni lenti da quelli veloci. "Cammino alla velocità che mi pare e il marciapiede è di tutti", dice una signora carica di borse della spesa. "È una trovata ridicola", dichiara Rovert Davis, vice-leader del Westminster City Council, l’amministrazione del quartiere, al Wall Street Journal.
In effetti, non ci sono leggi che permettono di multare i passanti che vanno troppo piano o troppo forte, tantomeno che li obblighino a stare da un lato o dall’altro del marciapiede. L’associazione degli esercenti spera di convincerli con la gentilezza: ha assoldato decine di guide, cappello rosso, uniforme nera, che suggeriscono a chi ha l’aspetto del turista di camminare lungo le vetrine, e cercano di convogliare tutti gli altri verso l’esterno. Mappe distribuite dall’associazione indicano le due corsie su Oxford street. È una separazione virtuale, ma il problema è reale: "Da questa strada non si passa", si lamenta il manager di un’agenzia di pubblicità, che deve farla tutti i giorni, dalla metropolitana all’ufficio, "a ogni passo c’è qualcuno che ti blocca". Vedremo se lo spirito regolamentatore degli inglesi riuscirà ad avere la meglio dell’italianissima filosofia dello struscio.

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