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Stop al vitalizio? Votano no i deputati bergamaschi

Micromega Bergamo: solo gli esponenti dell’Idv votano la (loro) proposta di sopprimere la pensione a chi ha fatto solo una legislatura. Tutti gli altri, compresi Misiani, Sanga e Pezzotta dell’opposizione, votano no, come i leghisti e il Pdl.

Micromega Bergamo punta il dito sull’esito della votazione per sopprimere la pensione a chi ha fatto solo una legislatura. Solo gli esponenti dell’Italia dei valori hanno votato a favore del loro ordine del giorno, tutti gli altri, compresi Misiani, Sanga e Pezzotta dell’opposizione, hanno votato contro. Comrpesi gli onorevoli della maggioranza della Lega e del Pdl.

Finalmente la tanto ricercata concordia è stata raggiunta in Parlamento e maggioranza ed opposizione si sono trovate alleate sullo stesso fronte (con la significativa eccezione di un partito) non badando a spese pur di difendere le pensioni. Le loro pensioni.
Il deputato dell’Italia dei Valori Antonio Borghesi ha presentato un Ordine del giorno semplice e chiaro dal titolo inequivocabile: «Richiesta di soppressione dell’assegno vitalizio per i deputati in carica e per quelli cessati dal mandato scorso».
Per capire il senso della proposta occorre sapere che una norma interna della Camera (ma lo stesso vale per il Senato) consente l’erogazione di un cospicuo vitalizio (da oltre 3.000 €uro al mese fino a quasi 10.000) a tutti coloro che abbiano fatto il parlamentare per almeno una legislatura: in soldoni, oggi chi fa il parlamentare, lavorando (… si fa per dire) solo cinque anni, si garantisce almeno 3.000 €uro al mese per il resto dei propri giorni. E prima di una recente riforma era anche peggio (cioè meglio per loro): ci sono parlamentari “pensionati” che tutt’ora percepiscono il vitalizio per essere stati in Parlamento solo poche decine di giorni (come l’ex leader di Potere Operario Toni Negri rimasto in Parlamento, prima di fuggire in Francia, per soli 64 giorni o il banchiere Giovanni Valcavi, rimasto in Parlamento per soli 68 giorni prima di dimettersi per incompatibilità), oppure per esservi rimasti un solo giorno (A. Pezzana, P. Graveri, L. Boneschi e R. Andreani).
Con la conseguenza che nel 2010 la Camera incasserà 11 milioni di euro di contributi e ne sborserà invece 139 per i vitalizi da erogare ai 1377 ex deputati aventi diritto.
Cosa prevedeva, invece, la proposta del deputato dell’IdV? Una cosa semplice semplice, oltre che equa e giusta: la soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, ed il versamento dei contributi ai normali enti previdenziali così da allineare il regime “pensionistico” dei parlamentari a quello di tutti gli altri comuni cittadini con l’erogazione di una “pensione” corrispondente ai versamenti fatti.
Risultato della votazione sulla proposta? Presenti, 525 deputati; votanti, 520; astenuti, 5; voti favorevoli 22 (tutti deputati dell’Italia dei Valori); voti contrari 498 (tutti gli altri, compresi PDL, PD, UDC, etc etc).
Che dire? Evidentemente dalle parti del Parlamento la crisi non è ancora arrivata: mentre si tagliano indiscriminatamente le spese in tutti i settori della Pubblica Amministrazione e si aumenta l’età pensionabile ai lavoratori imponendo (giustamente) il criterio contributivo (prendi di pensione quello che hai versato di contributi) in Parlamento è ancora tempo di vacche grasse e privilegi di casta, che vengono difesi in pari misura da maggioranza ed opposizione.
E i deputati bergamaschi come hanno votato? Non sarebbe ora di chieder loro conto di quel che votano in Parlamento e pretendere che sia minimamente (almeno minimamente!) coerente con quanto affermato in campagna elettorale e nelle pubbliche dichiarazioni?
Stendiamo un velo pietoso sui deputati di maggioranza PDL e Lega (Jannone, Corsaro, Fontana, Lussana, Pirovano, Stucchi, Consiglio): hanno votato tutti compattamente contro l’ordine del giorno “Borghesi” (con la sola eccezione di Tremaglia, assente alla seduta). Conoscendoli, francamente non ci saremmo aspettati nulla di diverso, nemmeno da chi tuona contro Roma Ladrona e gli sprechi della politica romana (di cui han dimostrato, invece, di saper approfittare benissimo).
E i deputati di opposizione? Della pattuglia dell’Italia dei Valori abbiam già detto: ha coerentemente votato a favore della soppressione dei vitalizi. Ma gli altri deputati? Come ha votato Savino Pezzotta (UDC), “l’orso bergamasco”, l’uomo che da segretario della CISL si batteva a spada tratta per i diritti dei lavoratori e contro i privilegi di casta?Naturalmente ha votato contro la proposta “Borghesi”: ma forse era convinto che garantire lauti vitalizi a chi scalda la sedia per cinque anni fosse un bel segnale per il Paese…
E Antonio Misiani e Giovanni Sanga (PD)? “Per giorni migliori. Rimbocchiamoci le maniche” recita lo slogan con cui il PD sta cercando di riconquistare qualche consenso. Naturalmente anche loro due hanno votato insieme al PDL contro la proposta anti-casta: abbiamo, quindi, capito di chi sono i giorni migliori per cui si stanno rimboccando le maniche…
P.S.: una piccola chicca scoperta leggendo il bilancio della Camera dei deputati: forse non tutti sanno che, inspiegabilmente, gli ex deputati hanno diritto, una volta cessati dalla carica, ad effettuare i propri spostamenti gratuitamente (cioè a spese nostre). Perché? Il motivo ci è ignoto, mentre ci è ben nota la spesa sostenuta nel 2009 per i viaggetti degli ex deputati: unmilioneduecentomilaeuro! Non ci resta che sperare che inizino a viaggiare anche loro “low cost”…
Per MicroMega Bergamo
Rocco Gargano
Roberto Trussardi

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