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Raimondi: l’acqua resta pubblica

L'assessore ha presentato il disegno di legge che regolamenterà il servizio idrico integrato sotto la gestione delle Province.

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"La Regione ha preso responsabilmente la decisione di dare continuità al servizio idrico integrato in Lombardia. Senza questo progetto di legge regionale si rischierebbe un vuoto normativo e amministrativo dalle conseguenze gravissime". Lo ha detto l’assessore regionale all’Ambiente Energia e Reti Marcello Raimondi, presentando in VIII Commissione il testo di riforma del servizio idrico integrato.

"E’ importante ribadire – ha continuato l’assessore – che l’acqua rimane sotto il controllo pubblico e che le tariffe non aumenteranno. La legge non è un’attuazione del cosiddetto ‘decreto Ronchi’, come falsamente sostenuto da alcuni".

Raimondi ha poi illustrato nuovamente i punti essenziali della riforma: l’organizzazione del servizio idrico integrato sarà gestita dalle Province tramite una struttura apposita, l’Ufficio d’Ambito, costituito come Azienda speciale (cioè soggetto dotato di personalità giuridica), che può operare con una contabilità separata rispetto a quella della Provincia e pertanto non influire sul Patto di Stabilità di quest’ultima, e i Comuni andranno ad acquisire un ruolo importante all’interno della Consulta nella quale saranno inseriti e avranno la facoltà di costituire una società patrimoniale proprietaria delle reti, determinante in fase di progettazione degli interventi e di affidamento del servizio.

Durante i lavori della Commissione è anche emerso come il progetto di legge sia, nel panorama nazionale, quello che valorizza maggiormente i territori, evitando soluzioni più centraliste come quella dell’Ato Unico verso cui si stanno indirizzando, invece, altre Regioni.
"Saremo molto attenti al dibattito che si aprirà in Commissione e in Consiglio – ha concluso Raimondi – perché su una materia come quella del servizio idrico dobbiamo fare tutti uno scatto di responsabilità, evitando strumentalizzazioni e polemiche. Con questo progetto di legge abbiamo fatto uno sforzo importante per garantire gli investimenti necessari in futuro, la gestione ottimale, la rappresentanza degli enti locali, ma, soprattutto, cosa che ci sta ancora più a cuore, il miglior servizio possibile ai cittadini, ai prezzi più bassi".

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Commenti

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  1. Scritto da Amorino Fausto

    Quindi in Provincia di Bergamo UNIACQUE Società Pubblica potrà gestire senza fare gara e quindi senza obbligo di aprire al 40% all’azionariato privato?

  2. Scritto da Amorino Fausto

    Quindi non si regalerà il 7% di remunerazione del capitale investito ai privati che avrebbero dovuto entrare nella società di gestione?

  3. Scritto da Occhio alla Penna

    Legge da leggere con l’ingranditore , esaminare con il microscopio e proiettare in celo per un controllo da parte di tutti a 360 gradi..
    Che l’acqua restava pubblica lo dicevano anche prima , quando l’espressione era ……. contraddetta dai fatti concreti.

  4. Scritto da Filippo

    Cosa vuol dire che il costo dell’acqua non aumenterà? E gli investimenti per una rete che fa paura chi li paga, il Padre Eterno?
    Ma il buon Raimondi approfondisce i temi prima di far discorsi demagogici?
    Vada a vedere in che condizioni sono ridotti gran parte dei 244 comuni bergamaschi sotto l’aspetto della rete fognaria, della depurazione dei reflui, per non parlare della rete idrica ridotta a colabrodo.
    Con che soldi si sistema questa tragicasituazione?
    Basta parlare a vanvera Raimondi!