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Susanna Camusso a capo della Cgil

Succede a Guglielmo Epifani con l'80% dei voti del comitato direttivo nazionale. Apprezzamenti bipartisan per la svolta

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"Sono una donna alla guida di uno dei più grandi sindacati del mondo". Con queste parole Susanna Camusso è diventata segretario nazionale della Cgil ottenendo quasi l’80% dei voti dell’assemblea del comitato direttivo nazionale che si è riunito oggi a Roma.

"Grazie a tutto il direttivo, grazie a chi ha sostenuto questa ipotesi e a chi l’ha contrastata. Il compito che avrò è essere il punto di direzione di tutto e di tutti – ha detto in apertura del suo intervento la nuova leader del sindacato più grande d’Italia – davanti al sindacato c’é un’avventura difficile, non solo per l’attacco alla Cgil ma anche per lo stato in cui si trova l’Italia. Dobbiamo pensare ai lavoratori che attendono risposte". A loro, infatti, è andato il primo pensiero della Camusso in un momento particolare per il mondo del lavoro con oltre mezzo milione di cassintegrati che attendono il loro destino e un’economia che non riesce a decollare dopo due anni di crisi internazionale.

Critiche sono giunte dalla Fiom e i suoi delegati sono stati gli unici a votare contro lamentano un "problema di democrazia e una spinta autoritaria interna", come ha detto Giorgio Cremaschi, membro della segreteria nazionale della Fiom. Con la scelta di una donna ”si è superato un ritardo inaccettabile” ha detto il segretario uscente Guglielmo Epifani, ricordando che per una donna nel mondo del lavoro ”è tutto più difficile”. ”Sarà una grande segretaria della Cgil – ha affermato – sarà la mia segretaria”.  Hanno espresso la loro soddisfazione Cesare Damiano, responsabile lavoro del Pd e Maurizio Sacconi, ministro del lavoro, che ha auspicato un miglioramento dei rapporti tra i sindacati confederali. Apprezzamento per il primo segretario donna della Cgil sono giunti anche dal Ministro per le pari opportunità Mara Carfagna

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