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“Sulle strade una vera emergenza, proviamo a reagire”

Di fronte alle tante giovani vittime bisogna fermarsi a riflettere e provare a capire come si può mettere un argine ad una strage infinita.

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di Cesare Zapperi

Ogni tanto è utile fermarsi. Uscire dalla frenesia del giorno dopo giorno per guardare a ciò che ci scorre davanti con un poco di distacco. E riflettere. Come è doveroso fare di fronte alla strage infinita che si consuma sulle nostre strade. Dopo l’ennesima disgrazia che ha strappato alla vita un diciottenne abbiamo provato ad elaborare una piccola statistica, limitando la nostra attenzione alle vittime con meno di 30 anni. Il dato nudo e crudo, dall’inizio dell’anno ad oggi, ci consegna 19 biografie accomunate da un tragico epilogo. Le abbiamo raccontate tutte le storie di Marco, Federico, Lara, Andrea. Ci siamo commossi di fronte all’abbraccio dei loro coetanei, alle poesie, alle canzoni, alle fotografie. Ma l’emotività poi lascia il posto alla vita di tutti i giorni. Ognuno ritorna al suo lavoro, allo studio, alle sue abitudini. Rimangono i padri e le madri, i fratelli, qualche amico più stretto a conservare il ricordo.
Forse è normale che sia così. Tutto scorre, si dice. Eppure, vien da chiedersi se non si possa, o si debba, provare a fare qualcosa per fronteggiare quella che a tutti gli effetti, anche se non appare tale, è una vera emergenza. Possiamo continuare a consegnare al fatalismo tante disgrazie? E’ giusto rimanere spettatori di una strage senza cercare, ciascuno nel proprio ambito, una strategia d’attacco? E’ civile una società che accetta, come un dato fisiologico, che i suoi frutti più promettenti cadano sul tappeto senza reagire?
Certo, dare risposte all’emergenza è impresa disperata. Ogni incidente ha una sua dinamica e proprie spiegazioni. Tuttavia, è innegabile che al fondo vi sia un modo di vivere troppo frenetico, carico di stress, fondato su un’irrealistica convinzione che all’imprudenza non si paghi mai dazio. Quando si affrontano questi argomenti è facile cadere nella tentazione del moralismo o della pedagogia spicciola. Per questo, non vogliamo dispensare ricette e tantomeno indicare codici di comportamento. Vorremmo essere promotori di una riflessione collettiva, chiamando a raccolta anzitutto chi ha responsabilità pubbliche. Chi stabilisce le regole, chi le deve far rispettare, chi le insegna. Insieme a loro, i giovani e le loro famiglie. 
Proviamo a non essere più spettatori. Proviamo a riflettere e a condividere con gli altri le nostre idee, le nostre proposte, le nostre ipotesi di soluzione. Lo dobbiamo a Marco, Federico, Lara, Andrea, che non ci sono più. Lo dobbiamo a Paolo, Giovanna, Luigi, Francesca che sono qui con noi e che non vorremmo un giorno ritrovarci a piangere sul ciglio di una strada. 

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Commenti

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  1. Scritto da il giudice

    Reagire si, ma come ?
    Chi è sulle strade ogni giorno vede da se che è un’impresa impossibile.
    Tutti corrono senza rispettare niente e nessuno fino a quando un milite in piena notte bussa alla porta per annunciare la disgrazia accaduta ad un caro.
    Solo allora la strage infinita tocca di persona chi di solito disprezza le più basilari regole di sicurezza stradale oltre che alla vita altrui.
    La troppa libertà a volte nuoce alla vita.
    Che fare allora ?
    Non ne ho una più pallida idea mi dispiace.

  2. Scritto da Osco

    bisogna evolvere ad una maggiore educazione generale ..
    la strada è solo un effetto e non la causa del problema …..
    le misure adottate sinora , tipo patente a punti ecc , sono palliativanti ma come visto non mutano la problematica ……
    certo , oltretutto, funzionalmente, molte strade andrebbero riviste , studiate diversamente , potenziate le reti metropolitane, e queste trqa le varie altre sarebbero le vere grandi opere e priorità del paese , altro che megaviadotti per le isole …..

  3. Scritto da Carlo Pezzotta

    Oltre a fare i complimenti a Zapperi, che cerca in qualche modo di smuovere l’immobilismo di tutti, devo dire che la mancanza degli organi competenti alla vigilanza del traffico è vergognosa. NON SI VEDE NESSUNA PATTUGLIA per centinaia di km, sia sull’autostrada che sulle altre strade. Se qualcuno mi smentisce ne sarei veramente felice. E’ facile dare la colpa alle famiglie, alla scuola agli addetti all’educazione: l’uomo è un animale ed in quanto tale soggetto alla disubbidienza. CI MUOVIAMO??

  4. Scritto da Carlo Pezzotta

    Non volevo certamente offendere gli animali, che sono gli unici esseri viventi che rispettano le leggi della natura. Volevo dire che gli uomini, essendo più ignoranti degli animali, non rispettano le regole e quindi disubbidienti anche del codice della strada come tanti hanno commentato!

  5. Scritto da sandrino

    i maleducati e i prepotenti si notano da come usano i mezzi sulla strada. ho conosciuto persone insicure di tutto che appena salgono in auto si trasformano. le auto sono delle armi. la multa la pagano e si vantano anche, alcune patenti andrebbero stracciate! vedi che poi si ridimensionano i bulletti della strada.

  6. Scritto da Alessandro

    Si! Ad esempio imponendo un prezzo più elevato per scooter, moto e ciclomotori. Così non li compra più nessuno. Si riducono notevolmente i morti. Si fa repressione totale (come con la droga), si danno incentivi sull’acquisto di tricicli (ape) e quadricicli. Questa è la politica della destra, ma d’altronde siamo governati dal centro destra. L’avete votato voi! Solo che tira l’acqua al suo mulino(favorendo gli industriali) non certo i cittadini. Imparate a fare 2 conti….

  7. Scritto da parsifal

    Credo che una mobilità diversa. Meno disumana, e meno individualista, sia necessaria.
    E non così impossibile da praticare.
    Forse queste riflessioni possono dare una motivazione più forte a politiche che tanti osteggiano perchè invadono e toccano il nostro modo quotidiano di spostamento.

  8. Scritto da poeret

    L’importante è nn reagire all’italiana, ovvero puntanto sulla monetizzazione invece che sulla strutture.. “noi” reagiamo facendo cassa, controlli a tappeto dove si punisce anche il minimo sgarro (basta pensare ai controll alcoltest) semafori automatici, autovelox…e poi abbiamo le strade scandalose, asfalto drenante? ma n doe, strade piene di buche, buie, segnaletica da schifo, 0 mezzi pubblici..limiti e limitazioni assurde e macchine sempre più grosse.. ma si continuamo a fare cassa!!!

  9. Scritto da Geremia

    Zapperi, ma non vedi come guidano i bergamaschi che non sono tanto diversi dagli altri italiani? Come pazzi. Non rispettano le precedenze, sorpassano in curva, mai una volta che alle rotonde mettano la freccia, non rispettano i limiti di velocità (tranne nei tratti dove si sa che c’è l’autovelox). Dove sono vigili, carabinieri e poliziotti? Mai visti sulle strade a sanzionare i comportamenti scorretti. Al massimo appostati dietro la pianta col loro giocattolino, l’autovelox.

  10. Scritto da Colpe

    Quì si parla sempre di responsabilità pubbliche e mai di responsabilità private.
    La colpa è sempre della società e mai delle famiglie.
    Ma dell’impotenza della famiglia mai nessuno ne parla. Del compito di educare i figli nessuno mai ne parla. La famiglia e la scuola non funzionano e la colpa è del governo e della società in generale.
    Mai nessuno che addebiti colpe alle incapacità dei singoli: genitori e insegnanti. Mai nessuno che rilevi la loro impotenza.
    Meno male che c’è Berlusconi!