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“Oscar” del cinema sportivo, trionfano i film varesini

Allo Sport Movie & Tv 2010, il documentario “Con le ruote per terra” sulla nazionale basket disabili si porta a casa tre premi, tra cui l’ambito Excellence Award 2010. Premiato anche “La via del ring” sul mondo della boxe

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Carlo Prevosti alla premiazione a MilanoGià essere in concorso era un bel successo, ma vincere allo Sport Movie & Tv 2010 è un vero trionfo. Il festival internazionale del cinema sportivo, sostenuto dal Comitato Olimpico Internazionale e di cui si è svolta la fase finale a Milano dopo un circuito di festival sportivi sparsi per i cinque continenti, ha assegnato il premio maggiore, l’Excellence Award, al documentario Con le ruote per terra. Si tratta di un documentario del varesino Carlo Prevosti e di Andrea Boretti, sulla nazionale di basket disabili agli europei Under 22 della scorsa estate. Oltre a portarsi a casa il premio più ambito, una sorta di “miglior film sportivo 2010”, l’opera ha anche conquistato il premio Sport & Società, oltre al riconoscimento come Miglior opera prima. Una vittoria che acquista ancora più sapore se si pensa che il documentario è stato fatto con passione, a costo quasi zero, preferito dai giurati a opere della Rai o addirittura della televisione cinese.

Gli autori de La via del ringNon è finita per il cinema made in Varese. Durante il festival si è svolta anche la presentazione del documentario sulla boxe La via del Ring di Daniele Azzola, scritto dal varesino Alessandro Leone con Massimo Donati e Giorgio Ganzerli, e prodotto dalla Ester Production di Cardano al Campo. Il film si è portato a casa la Ghirlanda d’onore come miglior documentario nella sezione sport individuali.
I premi sono stati resi noti durante una cerimonia che si è svolta a Palazzo Marino, a Milano, nella serata di martedì 2 novembre. Per chi l‘ha vissuta è stata una vera notte degli Oscar.

Ancora emozionato Carlo Prevosti che in un primo commento a caldo sancisce: «Una notte che vale una vita. Noi siamo partiti con una telecamera per chiacchiera con gli allenatori e non ci aspettavamo di vincere contro colossi come la tevisione cinese con il documentario sulle olimpiadi. A budget quasi zero non ci aspettavamo un risultato del genere».

Entusiasti anche gli autori de La via del ring: «Il premio ci ha sorpreso e ha coronato uno sforzo ingente durato un anno e mezzo – spiega lo sceneggiatore Leone -. Un film autoprodotto quando riceve un premio prestigioso gratifica
tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione e che naturalmente vi hanno creduto». «Sono già pronto a realizzare altri documentari sportivi con lo stesso taglio – aggiunge il regista Azzola -, per mettere in evidenza il carattere formativo dello sport». La produttrice Gabrielle Pedranti, ritirando emozionata il premio ha sottolineato come «sia necessario oggi trovare sponde istituzionali, ma anche privati, che riescano a credere nelle realtà produttive come la nostra, per poter innescare un meccanismo virtuoso. Il premio deve poter aprire delle strade. Nuovi progetti sono all’orizzonte, ma c’è bisogno di supporto».

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