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“Non riaprite quella cava”

Questo il messaggio delle istituzioni locali che questa mattina hanno preso parte alla seduta della commissione Ambiente e Protezione Civile di Regione Lombardia

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La situazione della cava varesina “La Rasa” è stata oggi al centro dell’audizione tenuta dalla Commissione “Ambiente e Protezione civile” presieduta da Giosuè Frosio, alla quale sono intervenuti i rappresentanti della Provincia e del Comune di Varese, il Presidente del Parco Campo dei Fiori Giuseppe Barra e il Sindaco di Brinzio Sergio Vanini.

Le istituzioni locali hanno evidenziato la necessità di impedire la riapertura della cava, sottolineando come lo stesso Piano Cave della Provincia di Varese approvato nel settembre 2008 presenterebbe presupposti di illegittimità, perché carente di valutazione di incidenza e di valutazione ambientale strategica. Inoltre all’interno del Parco Campo dei Fiori non può essere autorizzata nessuna escavazione senza preventivo convenzionamento con l’Ente Parco e con le amministrazioni locali coinvolte.

“Auspico –ha chiesto Giuseppe Barra– un maggiore coinvolgimento delle realtà locali nel momento in cui vengono redatti i piani cave. In questo caso non è possibile pensare che un intervento di messa in sicurezza possa comportare l’estrazione di oltre 2 milioni di metri cubi di materiale in un contesto come quello del Campo dei Fiori”.
“Nel nostro PGT –ha evidenziato il Sindaco di Brinzio –abbiamo cercato di restringere le aree edificabili. Non avrebbe quindi senso un’operazione come la riapertura della cava La Rasa, che andrebbe a creare problemi di viabilità e ripercussioni negative anche sul turismo”.

Nei vari interventi in Commissione, i Consiglieri regionali di tutti i gruppi hanno unanimemente garantito la massima attenzione al problema sollevato, facendosi rispettivamente carico di attivarsi nel merito.

“Ritengo che Regione Lombardia –ha spiegato il Consigliere della Lega Nord Giangiacomo Longoni, che aveva sollecitato l’audizione– possa ipotizzare soluzioni alternative all’ulteriore escavazione del versante della cava, che comporterebbe un’attività estrattiva intensiva per un tempo irragionevole di oltre 12 anni. La Regione ha il dovere di tutelare il paesaggio e l’ecosistema ad esso legato, in particolare nella zona del Sacro Monte di Varese la cui importanza è riconosciuta dalla stessa Unesco. E’ importante che il parere degli enti locali sia preso in considerazione perché sono certamente questi i più competenti sulle materie che li coinvolgono direttamente”.

Angelo Costanzo (PD) ha infine sollecitato un sopralluogo della Commissione direttamente sul posto per approfondire la situazione della cava.

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