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Altro che crisi, la Carobbio rilancia e raddoppia

L'azienda di via Gleno si appresta a raddoppiare gli spazi per meglio cogliere le opportunit?? di Milano Expo 2015.

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Crescere nonostante la crisi, anzi, crescere oggi per essere pronti a sfruttare le occasioni del mercato in ripresa, trascinato, in questo caso, dagli investimenti immobiliari legati a Expo 2015. E’ l’obiettivo di Alberto Carobbio, a capo della Carobbio srl Officine tecnologia Lamiere, azienda cittadina che intende dar corso ad un importante investimento. In progetto c’è infatti il sostanziale raddoppio del capannone di via Gleno con acquisto di nuovi macchinari, l’ampliamento del magazzino e dell’area uffici e pure la crescita del numero dei dipendenti.
Insomma, un passo consistente che cambierà volto all’azienda, ma che è fondamentale avvenga nei tempi giusti, burocrazia permettendo.
Sì perché, spiega Alberto Carobbio, non ci sono impedimenti di sostanza, ma solamente tempi di decisione del mondo pubblico che sono ancora distanti da quelli imprenditoriali. 
E sì che la Carobbio è partita con il piede giusto e con la voglia di fare sin dall’inizio un deciso salto di qualità. Non un semplice ampliamento ma un ripensamento architettonico di tutta l’azienda. Non il solito capannone ma qualcosa che si avvicinasse di più alla nuova idea dell’azienda, nata per trattare metalli in genere ed oggi sempre più caratterizzata da lavorazioni di alta tecnologia. Da qui la proposta, lanciata dal figlio Lorenzo, direttore di produzione, di puntare in alto con un vero e proprio concorso di idee che ha coinvolto cinque studi professionali e dal quale è scaturito il progetto vincente ad opera dello studio @ter degli architetti Angelo Agazzi e Giovanna Amico di Treviolo.
“Questa fase si è rivelata forse più complessa di quanto preventivato – spiega Alberto Carobbio – ma il risultato è stato totalmente soddisfacente. Abbiamo avuto il progetto che sognavamo”.
Il problema a questo punto è quello dei tempi. “Non ci sono problemi di acquisizioni o di cambio di destinazione d’uso – sottolinea l’imprenditore – di aree che sono da anni di nostra proprietà grazie anche alla preveggenza di mio padre Giovanni, fondatore dell’azienda e oggi presidente onorario, né tanto meno abbiamo mai avuto problemi ambientali. C’è solamente il normale iter burocratico che speravamo fosse più celere, anche perché per noi è importante essere pronti con i nuovi impianti fra un anno, in modo da non perdere importanti occasioni legati ai grandi investimenti di Expo 2015. Ma già sappiamo che ci potrebbero essere slittamenti a metà 2012”.
Carobbio resta tuttora un’azienda che lavora prevalentemente per conto terzi, ma si sta specializzando su un settore molto preciso, quello della realizzazione di componenti architettoniche di pregio. In questi anni difficili per tutti ha continuato a lavorare a pieno regime. C’è lo zampino di Carobbio in buona parte degli edifici più alti e innovativi della metropoli milanese, dal nuovo palazzo della Regione al futuro grattacielo di Porta Nuova, in zona Garibaldi, che rivaleggeranno in altezza. In particolare il Palazzo della Regione è caratterizzato da pale frangisole in alluminio la cui realizzazione ha impegnato l’azienda per 9 mesi.
Si tratta di 43,5 km di pale che permettono di bilanciare il contributo energetico solare, sfruttandolo a pieno nella stagione invernale e riducendolo in estate, oltre a favorire l’illuminazione interna degli uffici con conseguenti risparmi nei consumi.“Riempivamo 8 autotreni al giorno – spiega Alberto Carobbio – con cui è stata ricoperta una superficie 15 volte più grande di quella del centro commerciale di Orio al Serio. Per velocizzare il lavoro abbiamo anche installato un robot di ultima generazione dal costo di 200 mila euro”. 
Fra gli interventi aggiudicati c’è anche la fornitura di componenti per il nuovo complesso di Milanofiori 2000. Grandi commesse che richiedono ampi spazi anche per il magazzino, oltre che per la produzione vera e propria. Ma nei nuovi spazi potranno essere ampliati gli uffici e l’area tecnica e potranno nascere la mensa e le aule dedicate ai corsi di formazione. Insomma, la “testa” dell’azienda che diventa via via sempre più importante. Tanto che il progetto farà crescere gli spazi dedicati all’area tecnico-amministrativa dagli attuali 80 metri quadri a 600 metri quadri. E a breve dovrebbe crescere anche il numero dei dipendenti, dagli attuali 15 ad almeno 25.
“La competenza delle risorse umane è fondamentale – sottolinea l’imprenditore – abbiamo investito molto in questo ambito. Spesso preferiamo organizzare internamente i nostri corsi, anche con il sostegno della Servizi Confindustria Bergamo, ed abbiamo bisogno di spazi adeguati. Oggi ogni nostro prodotto viene “costruito” molto più in ufficio di quanto succedeva prima”. 
Resta però il nodo dei tempi. “Nel nostro settore – spiega Alberto Carobbio – è fondamentale la reattività, la velocità di risposta. Grazie anche a questo siamo cresciuti e intendiamo crescere ancora”.

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