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I falsi miti e le false simbologie della Lega

Carlo Pezzotta vorrebbe che gli storici contemporanei una volta per tutte prendessero il coraggio di spiegare ai bergamaschi la verit?? sui simboli del Carroccio

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Il lettore Carlo Pezzotta vorrebbe che gli storici contemporanei una volta per tutte prendessero il coraggio di spiegare ai bergamaschi quello che lui scrive nella sua lettera a Bergamonews.

Purtroppo anche la nostra ignoranza storica e della memoria degli uomini, induce tantissimi
Bergamaschi a essere, e permettetemi di dirlo, presi in giro dai vari ministri, onorevoli ed assessori della Lega Lombarda.

Mi riferisco ai vari monumenti, gonfaloni e manifesti, usati anche illegalmente (vedi scuola di Adro), del fantomatico Alberto da Giussano, dove l’unica cosa esistente è Giussano ed il cosiddetto Fiore delle Alpi, dove in realtà è denominato “rosa dei pastori e rosa carolingia”. Non sono certamente uno storico, ma mi è sempre piaciuto conoscere e studiare la memoria degli uomini, facendomi aiutare da internet ora (lo si può usare anche per cose utili, sapete?), che spesso è distorta da fantomatici storici, per compiacere al regime o alla ideologia o religione a cui appartengono.
Veniamo al dunque.
Come afferma Federico A. Rossi di Marignano nella sua biografia su Federico Barbarossa, il nome di un Alberto de Gluxano appare per la prima volta in una pergamena di data incerta, risalente secondo gli studiosi al 1196, posteriore cioè di vent’anni alla battaglia di Legnano. Il documento, conservato nell’Archivio dell’Ospedale Maggiore di Milano, contiene una supplica sottoscritta da alcuni abitanti di Porta Comacina che si appellavano contro una sentenza dell’arcivescovo di Milano a un papa indicato con la sola iniziale del nome: C., probabilmente Celestino III. Il nome di Albertus de Gluxano è il ventottesimo in un elenco di cinquanta postulanti. Un Alberto de Gluxano è dunque realmente esistito nella seconda metà del XII secolo, ma non è documentata la sua coincidenza con il leggendario eroe di Legnano.
Appare per la prima volta nella cronaca storica della città di Milano scritta dal frate domenicano Galvano Fiamma [1] nella prima metà del XIV secolo. La cronaca fu scritta per compiacere Galeazzo Visconti, ricostruendo la storia del medioevo del comune in toni eroici.
Vale la pena ricordare che fu invece l’intervento dell’Imperatore Barbarossa ad essere in realtà invocato proprio da alcuni Comuni, come Lodi, Pavia e Como, che ne implorarono l’aiuto contro la prepotenza di Milano che, dopo aver distrutto Lodi e dopo aver vinto una guerra decennale contro Como (1127), ne limitava l’indipendenza e impediva lo sviluppo delle altre città.
Il Sole delle Alpi (anche: rosa dei pastori, rosa carolingia; più raramente rosa celtica, stella fiore, stella rosetta, fiore a sei petali, fiore delle Alpi[1]) è una figura geometrica composta da cerchi multipli sovrapposti e composti in una simmetria esagonale, a formare una figura simile ad un fiore. Il centro di ogni cerchio è posto sulla circonferenza di sei cerchi sovrapposti dello stesso diametro. Il fiore a sei petali si trova rappresentato in diverse parti del mondo con differenti significati. Sue rappresentazioni si trovano in edifici, oggetti d’arte (in legno, bronzo, vetro) e manoscritti di numerosissime culture:Assiria ( Palazzo di Assurbanipal). Egitto (Tempio di Abydos). Ungheria (Carpazia). Israele (Masnada). Cina  (La città proibita, vista con i miei occhi) e altri templi. Giappone (diversi templi). India (tempio d’oro, vista con i miei occhi). Bulgari (l’antica città di Preslav). Turchia(diversi siti di epoca romana). Spagna, Austria, Marocco, Libano, Perù, Messico ed infine l’Italia. L’urna etrusca di Civitella Paganico (VII sec, a.c.), scudo guerriero etrusco s Vetulonia (visto con i miei occhi), i monumenti funerari dell’antica civiltà dei Dauni in Puglia, la chiesa del 300 di S. Domenico a Lucera, negli edifici storici di Forio d’Ischia e nella basilica di S. Clemente a Roma. È presente anche in Val Camonica, nell’arte Celtica, nell’iconografia Longobarda ed in genere in tutta l’area di influenza celtoligure.
Durante il Medioevo, questo simbolo decorativo, avrà larga diffusione sulle architetture civili e religiose lungo tutta la fascia montana e pedemontana dell’Appennino e in tutta l’area di influenza celtoligure. Questo simbolo decorativo, avrà larga diffusione sulle architetture civili e religiose lungo tutta la fascia montana e pedemontana dell’Appennino, lungo le antiche vie Francische, più o meno collegate con i diverticoli alla via Francigena, e intorno al XIII-XIV secolo.
Una volta scoperto il compasso, i nostri antichi si divertivano, come facciamo ancora noi, a disegnare vari cerci concentrici, dove ne usciva poi questa famosa rosa. COSA C’ENTRA TUTTO CIO’ CON I SIMBOLI DELLA LEGA? L’INNO CHE STORPIANO, CON COSA A CHE FARE CON LA LEGA?? 
Carlo Pezzotta

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Commenti

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  1. Scritto da Lasciatemi sognare

    E dai, Pezzotta, è cosi bello sognare con i miti, anche se inventati. Lascia il popolino ai suoi sogni: perchè lo vuoi svegliare?
    Lasciatemi sognare

  2. Scritto da NOEL

    MEGLIO AVERE UN MITO ” ASTRATTO” COME ALBERTO DA GIUSSANO, CHE UNO IN CARNE E OSSA COME PEPPINO garibaldi.

  3. Scritto da diego61

    Questi nuovi o vecchi miti , estrapolati dalla storia, mi fanno venire in mente la retorica fascista dellimpavido balilla.
    Speriamo di non vedere domani i nostri figli con le uniformi verdi dei giovani padani, visto che adesso, con legge ad hoc, i gruppi paramilitari padani, sono stati assolti.
    Chissà se oltre alle ronde, ai cartelli dialettali,ai giudici e maestri padani non ci potremo gloriare di avere anche degli studi cinematografici “CinePadania” sullo stile della Cinecittà di allora…

  4. Scritto da claire

    Provate a digitare su un motore di ricerca “fiore della vita”……

  5. Scritto da L.P.N.E.

    @cristiano Dopo 20 e più anni di “pensiero del nord” dove sono i risultati.Sveglia ,la “lega”non ha più nulla di rivoluzionario da dire (se mai ne ha avuto).E’ il partito più vecchio in parlamento,vecchio specialmente per il pensiero che esprime. LA PADANIA NON ESISTE

  6. Scritto da Tarisina

    internet è utilissimo, per carità.. però per una ricerca di documenti è decisamente insufficiente. consiglio all’autore di recarsi a Pontida, là ci sono tutti i documenti relativi ai da Giussano e quelli relativi al famoso giuramento e alla successiva battagli di Legnano. padre lunardon sarà certamente felice di spiegarle tutto e anche probabilmente di metterla a diretto contatto coi documenti che egli studia da una vita.

  7. Scritto da Klavdij

    Mentre, invece, sono esistiti il Balilla di Genova e le altre figure risorgimentali inventate per colpire l’immaginario popolare…
    La storia è piena di “situazioni costruite” nelle varie epoche ad uso e consumo del gruppo dominante o che ne aveva la mira pur essendo minoritario.
    La gente (di qualsiasi parte del mondo) ha quasi il bisogno di credere ad imprese, di avere degli eroi in cui identificarsi, mentre sta ronfando sul divano.

  8. Scritto da Carlo Pezzotta

    @ 1. Grazie mille per aver raccolto il sasso. Certo, l’ho anche scritto mi pare. Sono felice che qualcuno vada in internet finalmente a studiarla sta povera Italia. Mi auguro che altri ricopino da internet per far sapere alla gente quello che sta succedendo, ma anche quello che ha detto la Storia! Grazie a te caro “leghista appassionato di storia” e grazie a internet

  9. Scritto da cristiano

    al di là dei simboli è il pensiero che conta e qualche persona del nord si è stancata del”pensiero meridionale”.anche il nord ha molto da dire oltre che da fare. gettiamo le zavorre che appesantiscono la volontà di fare e liberiamoci dai parassiti di tutte le regioni italiane. metastasi da estirpare per resistere al cancro dell’assistenzialismo.

  10. Scritto da a senz'acca

    copia incolla – verbo avere senz’acca
    NEC SUTOR ULTRA CREPIDAM

  11. Scritto da leghista appassionato di storia

    più che appassionato di storia, questo signore mi sembra bravo a fare i copia incolla da internet. Contesta l’esistenza di Alberto da Giussano (tra l’altro anche Belotti nella sua lettera lo definisce “presunto o vero che sia”)? Bene, allora vada a Legnano a demolire la statua, dia degli imbecilli ai militari che lo avevano sulla divisa del battaglione Legnano, faccia cancellare tutte le vie Alberto da Giussano in Italia. Magari non è esistito, ma resta un simbolo. Come tanti nella storia.

  12. Scritto da Vittorio

    La ricostruzione storica del Dott. Pezzotta non fa’ una grinza.
    Questi dirigenti legaioli hanno fatto in questi anni il lavaggio del cervello a certi elettori boccaloni.
    Ora e’ finita bisogna tornare alla realta’ dei fatti.
    Disoccupazione,crisi,precariato cosa dicono i dirigenti della lega ?
    Quali programmi hanno?

  13. Scritto da il giudice

    Cinque forum inerenti alla stesso argomento, inflazione, mancanza d’altro oppure al decimo si vince un tostapane ??
    E poi non lamentiamoci per i commenti strampalati e fuori luogo inviati dai lettori più indispettiti per la pochezza dei forum.
    Come cita un antico e famoso adagio popolare: meglio pochi ma buoni.

  14. Scritto da lettrice

    storia vera finalmente!!! Grazie