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“Presidio per i poliambulatori a Ponte”

Le categorie di Cgil, Cisl e Uil contro lo spostamento dei poliambulatori annunciano un presidio per la mattinata del 4 novembre.

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“I poliambulatori devono rimanere a Ponte San Pietro”: a dirlo sono Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp, in un comunicato stampa nel quale si annuncia per giovedì 4 novembre dalle 9,30 alle 11 un presidio all’ingresso dei poliambulatori di Ponte San Pietro, in piazza della Libertà 5. “Ora non ci sono più scuse – scrivono i sindacati -. C’è una proposta ben precisa, ovvero il trasferimento temporaneo dei Poliambulatori al policlinico di Ponte San Pietro, che va presa seriamente in considerazione. Il “no” preventivo del Direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Treviglio Cesare Ercole, non ha giustificazioni. Non ci sono ragioni per respingere questa proposta, sostenuta dalla maggioranza dei sindaci dell’Isola, da molte forze politiche, da associazioni e comitati. Non ci sono ragioni, quindi, per non ascoltare la popolazione”. Il presidio è fissato. I sindacati invitano amministratori, politici e semplici cittadini a partecipare.

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Commenti

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  1. Scritto da f.p.

    le finanze? e dove le vanno a prendere gli enti locali le finanze?

  2. Scritto da OLPICCIO

    Da anni, le opere pubbliche vengono realizzate da privavati imprenditori impegnati nella trasformazione del territorio. Avanzano proposte agli amm.tori, ottengono consensi e varianti urb.che promettono in cambio la realizzazione di opere pubbliche, a volte superflue e di scarsa utilità. Standard di qualità, utili x il “belvede” degli amm.ri che in tempi di crisi, riescono ad inaugurare nuove opere. LA SALUTE E’ PRIORITA’, perché non considerare le strutture sanitarie standard di qualità?

  3. Scritto da OLPICCIO

    A parte Napoli, le proteste e i presidi non hanno mai dato buoni frutti.
    Non è il momento di individuare i colpevoli che sicuramente esistono.
    E’ il momento delle proposte e dei fatti. I comuni del bacino ad iniziare da Ponte San Pietro, ci mettano la faccia e le finanze e se i servizi ambulatoriali hanno ancora motivo di esistere, si sveglino, facciano proposte praticabili e tutti insieme (consorzio) risolvano il problema di interesse comune.