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“Servono pi?? donne nei cda oggi sono solo il 6 per cento”

Doriana Girondi Cozzi, Referente Gruppo Territoriale Federmanager Minerva, risponde alla lettera firmata M. Rossi critica nei confronti della legge che vuole imporre una quota del 30 per cento di donne nei consigli di amministrazione delle societ?? per azioni.

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Doriana Girondi Cozzi, Referente Gruppo Territoriale Federmanager Minerva, risponde alla lettera firmata M. Rossi critica nei confronti della legge che vuole imporre una quota del 30 per cento di donne nei consigli di amministrazione delle società per azioni.

Gentile Signor M. Rossi,
il tenore ed i contenuti della Sua lettera (sorvolando sull’accenno che fa in apertura alla “ennesima norma discriminatoria a privilegio di un sesso sull’altro” ???), convincono ancora di più coloro che rappresentano la “società civile ed il mondo aziendale” della necessità, ormai non più prorogabile, di un intervento legislativo destinato a promuovere l’eguaglianza di genere all’interno degli organi di amministrazione (e di controllo), rispetto al contesto dimensionale della presenza femminile negli organi sociali delle società italiane quotate in borsa.
Al 31.12.2009, infatti, negli organi di amministrazione delle 281 società quotate in borsa, sedevano 2.800 consiglieri. Soltanto 174 di quei posti sono ricoperti da donne, la cui presenza media era pari al 6,2%. Negli organi di controllo, invece, troviamo 930 posizioni effettive, 56 delle quali ricoperte da donne, pari al 6%.
Complessivamente, il 56% delle società quotate non ha alcuna donna negli organi di amministrazione.
L’Italia, malgrado l’attenzione riservata da questo Governo allo sviluppo di  "azioni positive", è ancora indietro rispetto a Paesi come Norvegia e Spagna (che si sono già dotati di una legge), Francia e Belgio (dove si stanno discutendo proposte di legge in materia) o altri che hanno scelto la via dell’autoregolamentazione.
La proposta di legge approvata dalla Commissione Finanze e dal Ministero dell’Economia definisce un concetto di equilibrio di genere che si intende raggiunto ad una quota di un terzo, consentendo di applicare le disposizioni a decorrere dal primo rinnovo dei consigli di amministrazione e dei collegi sindacali delle società quotate.
L’Organizzazione di rappresentanza delle donne manager delle aziende industriali private italiane, FEDERMANAGER MINERVA ((Manager d’Impresa NEtwork peR la VAlorizzazione di genere)  ritiene da tempo condivisibile  l’utilizzo di un criterio che assicuri l’equilibrio tra i generi nei CdA delle società quotate in Borsa, e che esso sia un’azione utile a incrementare sensibilmente, anche in Italia, i risultati finanziari e organizzativi delle aziende, effetto reale ampiamente descritto da copiosi studi nazionali ed internazionali inerenti la presenza delle donne in posti direttivi.
Federmanager pensa che queste misure possano essere efficaci anche se applicate per un periodo limitato di tempo, in modo da permettere a chi, come oggi le donne in Italia, parte da una situazione oggettivamente svantaggiata di potere e sviluppare così un percorso di crescita professionale adeguato alle proprie capacità. Una volta auspicabilmente rimosso questo "labirinto di cristallo", che troppo spesso ostacola le giovani donne, l’accesso alle posizioni di vertice aziendale dovrebbe essere concesso ai dirigenti in grado di svolgere con merito il proprio compito. Un provvedimento di questo tipo può certamente costituire un primo passo per aprire la strada anche nelle PMI a persone di merito, dimostrando concretamente la capacità che ha anche la leadership femminile di gestire un’azienda con risultati economicamente positivi. La presa di posizione di Federmanager su queste Proposte di Legge non deve essere intesa come una richiesta di percorsi preferenziali, che certamente non  interessa la dirigenza.
Viceversa, auspica che venga data l’opportunità concreta di generare valore per il tessuto industriale italiano, permettendo ai talenti nascosti di emergere, senza preclusioni di genere. La nostra posizione è condivisa anche dal mondo imprenditoriale col quale, proprio negli ultimi tempi, nella nostra provincia è attivo un “percorso comune”, finalizzato alla valorizzazione di una maggior presenza femminile ai vertici delle aziende. Il percorso di sensibilizzazione della “società civile e del mondo aziendale” è cominciato con il Convegno svoltosi al Kilometro Rosso lo scorso 23 settembre dal titolo “LA LEADERSHIP AL FEMMINILE: DONNE & BUSINESS” al quale erano presenti quasi duecento rappresentanti, fra donne e uomini, del mondo aziendale, accademico, delle istituzioni: per quasi tre ore, abbiamo percepito un interesse vero agli argomenti dibattuti: tutte le donne e gli uomini sembravano essere consapevoli che è arrivato il momento di una svolta culturale.
Sarò lieta di poterLe far pervenire gli atti del convegno stesso per un auspicato e costruttivo confronto di opinioni.  
Cordialmente
Doriana GIRONDI COZZI
Referente Gruppo Territoriale
Federmanager MINERVA
Provincia di Bergamo

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Commenti

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  1. Scritto da il giudice

    @ 4
    56%, ocse, 2020, 70%, pil, 22% !!
    Solo una donna insediata in qualche CDA può trovare il modo di scrivere un post cosi alchemico e farlo passare come di normale scrittura e digeribilità.
    Siamo su bgnews non sul times di Londra, suvvia dica la sua ma in modo capibile e senza estrapolare dati e previsioni che non interessano.
    Sia chiaro, è più interessante bgnews che il vetusto, noioso e stravecchio times,

  2. Scritto da MHA!

    @ 4
    22% in piu del pil? detta di qusti tempi fa ridere, ha ha ha ha ha ha ha
    Chi gliela detto? Vanna Marchi?

  3. Scritto da Andrea

    uhm… imposta per legge?? se una persona è capace arriva comunque…. forse è l’approcio che è sbagliato… se uno guarda la nostra societa’ vede che il successo e il potere oggi come oggi è dato dall’avvenenza e dall’apparenza tanto che le giovani aspirano a fare la velina o sposare un calciatore…allora è la mentalita’ che deve cambiare. probabilmente si deve imparare che per avere un ruolo bisogna faticare e anche tanto… le leggi e le quote non centrano nulla…

  4. Scritto da Prof. Luciano Basellini

    Le nuove disposizioni del Governo sono altresi’ molto chiare.
    Le nuove nomine di donne manager nei cda dovranno essere valiate dal Presidende del Consiglio ( vedi direttiva ),previo appuntamento alla Villa di Arcore (MB) e successivo rito iniziatorio del Bunga-Bunga.
    Mi sembra tutto chiaro.
    Cosa ne pensate ?

  5. Scritto da kiko

    I figli o figlie di papa passano sia in politica che in azienda. Poichè la cultura politica e’ di tipo feudale, il resto e’ folk!

  6. Scritto da ex elettore

    Se ballano bene il “bunga bunga” di sicuro fanno cariera……

  7. Scritto da il giudice

    Basta pietà, di donne in carriera ed in corriera ne vedo anche troppe.
    Già i due cognomi indicano il tipo di personaggio da cui parte l’accorato appello rivolto alle sottomesse massaie trascurate dai famosi mariti.
    Preferisco mille volte interagire umanamente con semplici e felici casalinghe che con donne arrabbiatissime e di alto livello culturale, a loro dire.
    Certo, da quando le femminucce si occupano di grandi aziende le industrie dei surgelati e cibi precotti fanno affari d’oro, brave.

  8. Scritto da gigi

    bhe se sono del pdl solitamente sono ex veline ex cubiste ex igeniste ………….almeno l’occhio viene appagato

  9. Scritto da Sinistrato

    @2
    Gigi, il solito ragionamento da poveretto, sicuramente sinistrato.