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“Il futuro dei parchi si costruisce insieme”

Nell'aula magna dell'Insubria gli stati generali delle aree protette. Un'occasione di confronto sulla gestione e il rilancio della natura in provincia e in Lombardia

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L’amore per la natura, per quella più vicino a noi, può fare grandi cose. Così dalla passione per una collina o per una valle a pochi passi da casa si può arrivare alla creazione e alla tutela di un parco naturale. È questo il messaggio più forte che è emerso questa mattina durante gli stati generali delle aree protette che si sono tenuti nell’aula magna dell’università dell’Insubria. Tanti sono stati gli interventi e i progetti proposti per la gestione del verde in Lombardia e nella nostra provincia. Idee diverse, arrivate dai tanti protagonisti della natura: gestori di parchi, studiosi e rappresentanti delle associazioni che si occupano dei numerosi spazi verdi che compongono il polmone della nostra regione. Un polmone che, come ricordato dall’assessore regionale Alessandro Colucci, in Lombardia misura 500 mila ettari «ai quali la Regione sta dedicando gran parte delle sue attività – ha spiegato -. Ma salvaguardare il paesaggio non significa soltanto proteggerlo. Dobbiamo pensare anche ad un rilancio di queste aree che passi dalla cura, dalla storia, dalla cultura, dalla dimensione urbanistica e anche economica». «La Regione Lombardia ha avviato un confronto diretto sull’ambiente che parte dal basso, dalla condivisione – ha aggiunto Raffaele Cattaneo, assessore regionale alle infrastrutture – . Solo confrontandosi con i "protagonisti" del verde possiamo valorizzare questa ricchezza. Ricordo che la natura non può essere lasciata a se stessa. Ha bisogno della mano dell’uomo nell’ottica della protezione ma anche della fruibilità. Pensiamo ad esempio alla possibilità di vivere il nostro territorio e apprezzarne la bellezza con la navigazione lungo il parco del Ticino o percorrendo le piste ciclabili».

All’incontro in aula magna hanno partecipato in molti: gli assessori Marsico e Zagatto, i consiglieri regionali Longoni (Lega), Tosi e Prina (Pd) ma anche molte persone interessate ad esprimere le proprie opinioni per rendere migliore il futuro del verde lombardo e varesino. L’obiettivo degli stati generali è infatti quello di aprire un confronto sul sistema delle aree protette migliorando la gestione e il collegamento tra loro. Ma è anche quello di presentare quelle che sono le "buone pratiche" del territorio che vanno dalla condivisione delle notizie su internet all’attivazione di incontri per avvicinare i cittadini alla vita dei parchi, dalla protezione delle piante autoctone alla promozione di una filiera che parte dal bosco e arriva all’agricoltura e all’artigianato. Di esempi ne sono stati fatti diversi, solo per citarne alcuni quelli del parco Pineta, del Campo dei fiori, del Ticino e del Monte Barro.

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