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Atalanta in crisi? Guarda il video “Percassi prenda per mano la squadra”

In diretta video dalla nostra redazione il confronto tra Mario Bertini, ex giocatore dell'Inter e della Nazionale, e Nicola Radici, imprenditore ed ex direttore sportivo nerazzurro.

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Dopo la brutta sconfitta di Piacenza, l’Atalanta ha rimediato un altro ko di fronte al proprio pubblico con il Livorno, guadagnandosi l’eliminazione prematura dalla Coppa Italia. In diretta video dalla nostra redazione il confronto tra Mario Bertini, ex giocatore dell’Inter e della Nazionale, e Nicola Radici, imprenditore e d ex direttore sportivo nerazzurro.

Come valutate il momento difficile che sta passando l’Atalanta, reduce da due brutte sconfitte negli ultimi cinque giorni?
RADICI: “Sia chiaro a tutti: l’Atalanta farà un campionato di estrema sofferenza, dovrà lottare fino all’ultimo secondo e non dobbiamo scandalizzarci se dovrà utilizzare i playoff per poter centrare la promozione anche se a qualcuno potrà sembrare scandaloso. L’allenatore? E’ il momento di puntare su Colantuono per molti motivi: lui i playoff li ha già giocati e ha imparato dagli errori degli anni scorsi (finale persa con Perugia e Torino lo scorso anno) ed inoltre è stato in grado di vincerlo il campionato cadetto con l’Atalanta cinque anni fa.
BERTINI: “E’ sempre difficile dare giudizi dall’esterno ma se i risultati non arrivano è evidente che qualcosa non va. A questo punto della stagione visto che siamo ad un quarto di campionato è necessario aspettare ma bisogna dare ad ambiente e tifoseria la garanzia che la squadra possa risalire in A magari rivedendo i programmi e fare delle prime valutazioni. Colantuono? Radici parla da tecnico e da dirigente ma non da tifoso. Io sono un po’ più terra-terra, diciamo così, sono più a livello del tifoso che si aspetta molto di più. E Colantuono deve fare questo, fare di più conscio che il suo ritorno a Bergamo è stato una sorta di scommessa per come si era lasciato con la città. Proprio per questo deve sopportare i malumori della gente che da quando è arrivato lo sta aspettando al varco. Sui playoff ci andrei piano perché sono un terno al lotto.

La sensazione è che Colantuono sia poco sicuro nelle sue scelte come dimostrano i continui cambiamenti tattici e di formazione.
RADICI: Quest’anno ho avuto poche occasioni per vedere la Dea ma in compenso l’anno scorso l’ho seguita; l’impressione è che gli mancassero un uomo in mezzo al campo che dettasse i tempi della manovra, un Gallo della mia gestione per intenderci, ed una seconda punta rapida. Non mi sembra che queste lacune siano state colmate. Carmona? A me sembra più un uomo di movimento mentre Ardemagni è un doppione del Tir. Piuttosto dell’ex Cittadella avrei preso uno tra Sgrigna e Antenucci. Alla fine l’unica seconda punta vera è Doni che deve essere impiegato lì e non da trequartista. Forse è per queste lacune che il tecnico continua a cambiare, per cercare una “quadra”. Ricordo che l’anno di B con Mondonico, l’allenatore riuscì a trovare l’undici ideale solamente nelle ultime dieci partite puntando su Ganz e Pisani davanti, dieci giornate finali che si rivelarono decisive per ritornare in A. Detto questo a gennaio sono sicuro che la società tornerà sul mercato per apportare le giuste modifiche ad una rosa già competitiva perché non dobbiamo dimenticare che la nuova proprietà si è insediata a Zingonia solamente a fine giugno e non ha avuto modo di lavorare con i tempi necessari.
BERTINI: I continui cambi di Colantuono sono motivati dal fatto che il tecnico dopo due mesi non ha ancora trovato – molto semplicemente – delle risposte.

E se dovesse andare male con il Padova?
RADICI: Nessun dubbio, avanti con Colantuono che, come ha detto in precedenza Mario, sta scontando le colpe di un addio travagliato Inizialmente, complice l’entusiasmo per l’arrivo di Percassi la sua scelta è passata quasi inosservata ma ora che i risultati sono altalenanti la gente inizia a ricordarsi perché Bergamo ha una piazza che non dimentica, una piazza piena di orgoglio e di tradizione. Detto questo, cambiarlo ora sarebbe un errore.

Tra le altre cose, ciò che si imputa al tecnico è l’assurdità di certe esternazioni che determinano conseguenze negative per la squadra.
RADICI:
Quando sei dentro vo assicuro che è difficile capire ma lui deve forse capire di fare un passo indietro e tendere la mano all’ambiente.
BERTINI: Ha il dovere di difendere la propria squadra, ha un grande grande temperamento e penso che sappia fare il suo mestiere ma probabilmente gli manca dell’umiltà e la capacità di fare un passo indietro. Ciò che mi dà più fastidio è il fatto che in alcuni casi abbia negato l’evidenza come dopo la partita di Livorno.

Non è che forse c’è stato, inizialmente, un clima troppo euforico?

RADICI: L’euforia di Percassi la reputo una cosa positiva e naturale perché quando si lascia l’Atalanta c’è un po’ di malinconia così quando è tornato dopo 15 anni ha dato all’ambiente un entusiasmo spontaneo che però non basta per vincere i campionati, per vincere serve la sofferenza in qualsiasi campo, una sofferenza che deve durare per tutti e 90 i minuti.

Per concludere, quali sono i problemi di questa squadra e come se ne esce?
RADICI: è un problema di testa e di concentrazione che è fondamentale non solo nel calcio ma in tutti gli sport. Per uscirne ci vuole pazienza e concentrazione e – ripeto – la serie A sarà arriverà dopo una grande sofferenza. L’unico che può dare una sferzata positiva rimane Percassi che ha il carisma necessario per prendere in mano ulteriormente la situazione in questi mesi e guidarla in serie A.
BERTINI: A mio giudizio molti giocatori non hanno ancora assimilato la mentalità di B che è un campionato particolare, diverso da quello che si gioca in serie A. Quello che manca a questa squadra è la corsa e l’autonomia come hanno dimostrato i cali nei secondi tempi. La soluzione? Il recupero dell’agonismo innanzitutt ed inoltre l’intero ambiente bergamasco deve cercare di spingere nella stessa direzione.

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Commenti

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  1. Scritto da pipponeroblu

    FORZA PP SIAMO TUTTI CON TE
    solo ATALANTA
    ol rest al vansa
    ….come i blablabla di alcuni qua sotto e in giro……
    sicuramente INVIDIOSI di PP e degli Atalantini….ahahaha
    NOI SEMPRE PRESENTI, comunque !!!
    l’ATALANTA è una FEDE
    ol rest al vansa

  2. Scritto da W L'ITALIA

    Radici dice che si terrebbe Colantuomo perche’ se si andasse ai playoff avendo l’esperienza dell’eliminazione sia con Perugia e Torino,questa volta ce la farebbe.per me sarebbe,non c’e’ il due senza il tre.Con una squadra del genere e’ impensabile anche solo immaginare i playoff.Se sabato non si vince con il Padova,Colantuono a casa,inutile aspettare tempo,e reintegrare Amoruso visto che tanto e’ pagato.E i giocatori che tirino fuori gli attributi che e’ ora.Svegliaaaaaaaaaaaa!

  3. Scritto da Sergio-Svizzera

    Sollecitate i commenti e poi li cancellate?

  4. Scritto da La redazione

    Il suo commento non è stato cancellato. Quello che ha appena commentato è un pezzo nuovo. Il suo commento è qui:
    https://www.bergamonews.it/sport/articolo_commenti.php?id=33196

  5. Scritto da resterete in B

    ma chi pensate che sia percassi ????? le idee chiare ce le ha solo per lo stadio e certi pecoroni atalantini gli vanno dietro

  6. Scritto da emilio albano

    ieri sera vedendo la partita (colantuono dice che la squadra ha lottato)
    mi sembrava di andare per lumache di notte senza la torcia o pila
    cambiatelo subito altrimenti rimaniamo in b qualche anno

  7. Scritto da il giudice

    La prenda per mano e la porti a Caravaggio !!