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Slow Food presenta la guida alle osterie 2011

Nuova edizione del "manuale del mangiar bene" che etichetta con le celebri chioccioline i migliori locali popolari.

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Presentata a Torino, in occasione del Salone del Gusto 2010, la ventunesima edizione di ”Osterie d’Italia – Sussidiario del mangiarbere all’italiana”. Premiati con la Chiocciola 226 locali che interpretano fedelmente la tradizione e costituiscono un piacevole luogo di accoglienza e convivialità.
La curatrice Paola Gho, ricordando come anche l’alta cucina stia riscoprendo la semplicità e le cotture essenziali, ha sottolineato l’importante valore dell’identità territoriale che, attraverso il cibo, è un fattore di crescita per il turismo e le piccole economie locali.
”A mio parere – ha detto la Gho – le osterie dovrebbero seguire tre parametri: la natura (inteso come trasparenza della filiera e rispetto delle stagioni), la cultura (intesa come bagaglio di conoscenze, memorie, competenze), e infine saper dare un’emozione non solo attraverso cibo e vini, ma anche con la cura e l’attenzione all’avventore”.
Se giovani e stranieri sono sempre più presenti nel settore, un indirizzo presente in Guida fin dalla prima edizione è Zi’ Pasqualina – Valleverde di Atripalda (Av): trattoria storica, nata nel 1953, è giunta alla quarta generazione familiare. Secondo Vincenza D’Amuri, l’attuale responsabile, negli ultimi anni la clientela delle osterie si è ampliata, comprende gli operai come gli imprenditori, ed è sempre più ricca di giovani che vogliono tornare alla cucina di tradizione.
La Chiocciola di Slow Food – il riconoscimento più importante, assegnato alle osterie che ci piacciono in modo speciale per l’ambiente, la cucina, l’accoglienza – quest’anno è stata assegnata a 226 locali. Il Piemonte, con 25 indirizzi, è la regione con il maggior numero di osterie premiate, seguita dalla Lombardia (23), Veneto(20), Toscana (19), Campania (18). Seguono Lazio (16), Sicilia (14), Calabria (14), Emilia Romagna (13), Puglia (11), Basilicata (9), Friuli Venezia Giulia (9), Liguria (9), Alto Adige (8), Trentino (7), Marche (7), Abruzzo (6), Umbria (6), Sardegna (84) Molise (1), Valle d’Aosta (1).
Due altri simboli (una bottiglia e una mezzaluna di formaggio) premiano poi, rispettivamente, le cantine più fornite e i locali che presentano la migliore selezione di caci; una segnalazione particolare è inoltre riservata ai locali accessibili ai disabili e a quelli che offrono menù adatti agli intolleranti al glutine.
Curata da Paola Gho, la guida ”Osterie d’Italia 2011 – Sussidiario del mangiarbere all’italiana” (912 pagine) è in vendita al prezzo di 20 euro.
 

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