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“Sclerosi multipla, la Regione discuta della nuova terapia”

Abbiamo proposto tempo fa l'appello della lettrice che invitava Formigoni a sperimentare la cura del prof Zamboni. Ora il consigliere Idv Sola chiede un'audizione alla commissione sanità.

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Ne avevamo scritto qualche mese fa, proponendo l’appello di una lettrice di Bergamonews, Katy Leporatti, affetta da sclerosi multipla che chiedeva (e con lei in tantissimi), al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni che prendesse in considerazione la scoperta del prof. Zamboni. Ora il consigliere di Bergamo dell’Italia dei valori Gabriele Sola torna sull’argomento con una richiesta formale ai vertici del Pirellone.

La notizia di una nuova cura, tutta italiana, che permetterebbe di intervenire su una patologia correlata o addirittura scatenante della sclerosi multipla rimbalza sui media insistentemente da giorni. Dati pubblicati e provenienti da diverse parti del mondo sembrano dimostrare che la CCSVI, l’insufficienza venosa cronica cerebro-spinale studiata dallo staff del professor Paolo Zamboni, una volta diagnosticata possa essere risolta con la tecnica dell’angioplastica finalizzata a "liberare" le vene del collo.
Il consigliere regionale dell’Italia dei Valori Gabriele Sola ha presentato alla commissione Sanità la richiesta di audire direttamente il professor Zamboni, affinché sia lui stesso ad illustrare le innovative tecniche proposte nella cura della sclerosi multipla
, permettendo così di fare il punto sull’eventualità di una sperimentazione in Lombardia. "Credo utile e doveroso – dichiara Gabriele Sola – che i componenti della Commissione Sanità vengano informati in materia. Si tratta di una soluzione tutta italiana e la Lombardia, come Regione che si fregia di essere all’avanguardia nella sanità, ha il dovere di favorirne la sperimentazione".
"Si tratta di un terreno molto delicato – prosegue Sola – e bisogna muoversi con cautela, tenendo conto innanzitutto dell’esigenza di non alimentare false speranze nei malati. Certo, i consiglieri regionali non sono tecnici ed il Consiglio Regionale non è un comitato scientifico. Non sta a noi decidere se la cura del professor Zamboni sia valida o meno, ma è nostro dovere aprire il dibattito in sede politica affinché sia la sperimentazione a darci le opportune risposte".
Attualmente in Italia la sperimentazione è stata avviata in Emilia Romagna (che nel febbraio 2010 ha annunciato l’inizio imminente di una seconda fase) mentre nel Lazio una mozione impegna la Giunta regionale ad avviare protocolli di sperimentazione.
"Ho scelto la via dell’audizione – spiega Sola- perchè non voglio correre il rischio di veti politici su una questione così importante. Credo che la Commissione sia la sede giusta in cui aprire un’interlocuzione ed un confronto anche con i colleghi della maggioranza, affinché la sperimentazione riceva un eventuale – e secondo me auspicabile – sostegno trasversale".

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