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Infiltrazioni mafiose, Dia e agenti in borghese vegliano sui cantieri

C'è grande attenzione in questa fase dei lavori da parte della Direzione investigativa antimafia e da parte della società stessa che avrebbe sguinzagliato alcuni uomini delle forze dell'ordine tra i vari cantieri

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Massimo controllo negli appalti e nei subappalti, l’occhio attento della Direzione investigativa antimafia sulla catena di imprese impiegate e due 007 travestiti da operai nei cantieri per controllare facce, nomi e fedine penali. Il grande cantiere di Pedemontana sembra essere al sicuro dalla piovra delle organizzazioni criminali di stampo mafioso ma non va mai abbassata la guardia.

Soltanto ieri il ministro degli Interni Bobo Maroni agli studenti delle scuole varesine ha parlato, durante l’incontro al teatro Santuccio, di possibili infiltrazioni della mafia all’interno dei prossimi cantieri di Expo 2015 ma il grande affare che è già sul piatto è proprio la grande autostrada che sta nascendo per collegare le province di Varese e Como a Bergamo. Nei primi cantieri aperti tutto sembra essere sotto controllo e gli stessi uomini della Dia si sono già occupati di passare al vaglio il sistema dell’assegnazione dei lavori. Il massimo controllo si esprime proprio in questa fase che vede impegnate numerose aziende del settore movimento terra, storicamente ormai in mano ai padroncini calabresi che hanno una specie di monopolio in Lombardia.

Dalle stesse intercettazioni effettuate dagli inquirenti in occasione dell’indagine Infinito che ha portato agli arresti dell’operazione Crimine di luglio, si può capire come l’interesse degli imprenditori mafiosi sia tutto incentrato sui piccoli appalti, sulle briciole di un grande sistema che permette un flusso economico di miliardi di euro. I capibastone puntano sui piccoli ingranaggi della macchina Pedemontana ed è proprio per questo che la società committente ha in mente l’idea di "infiltrare" i cantieri con due uomini delle forze dell’ordine che, travestiti da operai, possano girare tranquillamente tra un cantiere e l’altro con il preciso compito di controllare che tipo di imprese finiscono nei cantieri. Dai nomi dei dipendenti e dai riscontri nei casellari giudiziari è possibile risalire al tipo di impresa che sta operando.

Una cosa è certa: sui cantieri di Pedemontana si stanno effettuando controlli severi per evitare i problemi che ci sono stati in altri grandi cantieri di opere pubbliche come è accaduto, ad esempio, in quelli del’Alta Velocità ferroviaria dove i boss sono riusciti ad imporre le loro imprese negli angoli più remoti del sistema degli appalti.

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