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Il caso Valbrem sbarcato al Pirellone fotogallery

La decisione di chiudere l'azienda che occupa 117 persone al centro del confronto della commissione regionale Attività Produttive.

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117 i lavoratori della Valbrem (96 nel sito di Lenna e altri 21 in quello di Presezzo) che rischiano di perdere il posto di lavoro da gennaio. L’azienda, dopo aver usufruito della cassa integrazione straordinaria (CIGS), ha infatti avviato la procedura di chiusura degli stabilimenti.
La crisi della Valbrem SPA è arrivata sui tavoli della Commissione Attività produttive, presieduta da Mario Sala (PdL), che ha incontrato i Sindaci dei due Comuni coinvolti, la proprietà dell’Azienda, i sindacati e la Confindustria di Bergamo.
Al termine della riunione, la Commissione si è impegnata a chiedere alla Giunta regionale e al Governo di farsi parti attive affinché siano percorse tutte le strade, prima che l’azienda decida di chiudere definitivamente gli impianti bergamaschi. Il Presidente Mario Sala ha giudicato positivamente gli sforzi dell’azienda che in questi mesi ha cercato di riconvertire la produzione per continuare a competere a livello internazionale. Allo stesso tempo ha apprezzato il patrimonio di professionalità e competenza che i lavoratori della Valbrem rappresentano.
Il Sindaco di Lenna Stefano Ambrosioni, partendo dalla situazione della Valbrem, si è soffermato sulla necessità di riflettere sulla più ampia crisi occupazionale che sta attraversando la Val Brembana. Circostanza, questa, confermata dall’Assessore provinciale al Lavoro Enrico Zucchi, che ha  ricordato che ad oggi, nella sola Provincia di Bergamo, sono 5592 lavoratori interessati da licenziamenti o mobilità.
I sindacati, segnalando una rapida evoluzione negativa delle scelte della proprietà, sono invece scesi nel dettaglio, chiedendo di rivedere il piano di chiusura o quanto meno di prorogare la cassa integrazione straordinaria al fine agevolare la ricollocazione dei lavoratori. Ipotesi non percorribile per il rappresentante di Confindustria della provincia di Bergamo Andrea Nava, che ha spiegato l’impossibilità tecnica di procedere a nuova CIGS. Il direttore degli stabilimenti Kai Staschko ha ripercorso la storia della Valbrem, azienda specializzata nella produzione dei cerchioni di veicoli commerciali. Ha affermato che l’azienda produce 50 mila cerchioni all’anno, numero ben al di sotto delle possibilità produttive stimate in 150-200 mila. Staschko, pur riconoscendo le importanti professionalità e competenze impiegate negli stabilimenti di Lenna e Presezzo, ha sottolineato che le perdite sono notevoli (circa 3/5 euro a ruota) e che vista la crisi dei veicoli industriali, non si aspettano miglioramenti del mercato se non a partire 2015-2016. Dal 2007 la Valbrem ha perso 15 milioni e mezzo di euro (complice anche i costi produttivi inferiori degli stabilimenti asiatici). E un investimento di egual misura sarebbe necessario per ampliare e rilanciare la produzione.
Durante la seduta sono intervenuti i Consiglieri regionali bergamaschi Carlo Saffioti (PdL), Maurizio Martina e Mario Barboni (PD).

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