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Il basket “con le ruote per terra”: «Esperienza unica»

In concorso allo Sport Movies & Tv di Milano il documentario del varesino Carlo Prevosti realizzato con Andrea Boretti

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Una fase del documentario Il documentario Con le ruote per terra è una vera sorpresa ed è diretto da Andrea Boretti e Carlo Prevosti. Parteciperà allo Sport Movies & Tv di Milano sabato prossimo 30 ottobre, selezionato in concorso. Sarà proiettato alle 16 a Palazzo Giureconsulti, in Piazza Mercanti. Si tratta di un film, con interviste e incontri di basket, della nazionale under 22 disabili. Tre mesi trascorsi dai giovani registi con i ragazzi della nazionale.
«L’idea di questo documentario – racconta Prevosti – è nata durante la conferenza stampa dell’edizione 2009 del Festival del Cinema e della Televisione Sportiva ho avuto modo di conoscere Alfredo Marson, presidente della Briantea 84 che ha organizzato gli Europei di Seveso. Mi è sembrata un’occasione unica per raccontare la storia della squadra dall’interno, ma soprattutto quella di alcuni dei ragazzi che la compongono. L’idea di coinvolgere Andrea è venuta sia per la sua esperienza che per la passione per il basket». Il film è una co-produzione tra Briantea84 Asd, la società sportiva per disabili che ha organizzato nel luglio scorso gli Europei Under22 di basket in carrozzina a Seveso, e Insolito Cinema, una associazione culturale che da anni si occupa di queste tematiche e che è formata da un gruppo di ragazzi davvero speciali.
 
Prevosti e Boretti sono stati a contatto con questi ragazzi per tre mesi, anche giocando con loro vere partire, seduti su una sedia a rotelle: «Abbiamo cominciato Una fase del documentario a seguire la nazionale under22 in tutti i raduni pre-europeo, una vera e propria full immersion durata oltre tre mesi che ci ha permesso di entrare in confidenza con i ragazzi e diventare parte integrante di questo fantastico gruppo. L’europeo poi è stato il culmine di questa esperienza».
«È stata esperienza fantastica, soprattutto dal punto di vista umano – racconta Boretti -. Inizialmente c’era ovviamente un po’ di paura, mi rendevo conto di misurare le parole, controllare ogni espressione per non offenderli in qualche modo. È stato solo l’inizio, poi sia noi che loro ci siamo sciolti e, come dicevo, siamo diventati parte integrante del gruppo e si può dire che abbiamo vissuto l’europeo come veri e propri membri della nazionale, cosa che non mi sarei mai aspettato. Un grande insegnamento, che come dice Nicolai Lilin nel documentario, "la disabilità non esiste" e che la testa è l’unico limite quale che sia la condizione del tuo corpo».
 
«Entrare in squadra ci è costato 25 euro, obolo che tutti devono versare prima di essere accettati ufficialmente – prosegue invece Prevosti -. Per il resto è stata sorprendente la naturalezza con cui Andrea e io, poi anche il resto della nostro piccolo team di produzione siamo entrati a fare realmente parte della squadra. Il rapporto con i ragazzi è stato splendido e l’amicizia prosegue anche dopo la fine del campionato. Forse è stata l’esperienza più forte e coinvolgente che mi sia mai capitato di vivere. Non solo per la sensazione che i problemi esistano solo dove li si vuole vedere, ma anche per la capacità di guardare avanti in ogni momento con il sorriso sulle labbra».

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