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Al via la campagna vaccinale contro l’influenza

Il 5 novembre si svolgerà la Giornata nazionale della vaccinazione contro l'influenza. Per i soggetti a rischio è gratuita per gli altri il costo è di 25 franchi

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Ogni anno la classica influenza stagionale, particolarmente diffusa nel periodo invernale,
provoca in Svizzera la morte di diverse decine di persone. Lo ricorda l’Ufficio federale della sanità
pubblica (UFSP), che raccomanda perciò la vaccinazione a chi appartiene ad un cosiddetto gruppo a rischio. Tra queste, anziani, malati cronici (persone affette da mali cardiaci e polmonari, malattie epatiche, insufficienza renale, asportazione o disturbi funzionali della milza e immunodeficienza),
donne incinte a partire dal quarto mese, neonati prematuri e persone degenti in case di cura o case
per anziani.
L’Ufsp raccomanda il vaccino contro la grippe anche a coloro che a livello familiare o
professionale sono a stretto contatto con le persone a rischio o con i bebè al di sotto dei sei mesi (i
quali presentano un rischio di complicazioni elevato e non possono essere vaccinati per via della
loro tenera età). La vaccinazione è inoltre consigliata a tutto il personale medico e di cura, alle
persone attive in ambito paramedico, al personale di asili nido, istituti di cura e case per anziani
(studenti e praticanti compresi).

Secondo l’autorità sanitaria il vaccino riduce il rischio d’infezione del 90% per le persone sane e del 30-40% per quelle deboli o malate. Vari studi hanno inoltre dimostrato che la vaccinazione diminuisce la mortalità fra gli anziani. Il vaccino di quest’anno protegge sia da due ceppi di influenza stagionale, sia dalla cosiddetta influenza suina. La vaccinoprofilassi (coperta dall’assicurazione di base a patto che la franchigia sia già stata raggiunta) può essere effettuata da circa l’80% dei medici di famiglia: per le persone che presentano un rischio elevato di malattia i costi sono assunti dalla cassa malati. Anche alcuni datori di lavoro offrono il vaccino ai loro dipendenti. Il 5 novembre si terrà la Giornata nazionale di vaccinazione contro l’influenza: il preparato sarà proposto a 25 franchi.

Per evitare la propagazione del virus l’UFSP raccomanda anche alcune misure di igiene, come lavarsi le mani con cura più volte giorno o utilizzare un fazzoletto di carta quando si starnutisce. Ai primi sintomi della malattia è vivamente consigliato rimanere a casa. Nel frattempo, dopo le figuracce rimediate lo scorso anno quando si diffuse (secondo molti, ad arte) un eccessivo allarmismo per la H1N1 (poi rivelatasi fortunatamente molto meno temibile del previsto), gli esperti non si sbilanciano. “Non si può ancora dire nulla perché l’attività è ancora estremamente bassa in tutta Europa – spiega Enos Bernasconi, viceprimario di medicina interna all’ospedale regionale di Lugano nonché specialista in malattie infettive. – Finora sono stati registrati pochissimi episodi in Francia e Gran Bretagna. E su 161 casi sospetti, solo in otto è stata confermata un’influenza (sette di tipo A). Di questi nessuno ha avuto

un decorso severo. Un dato, nel suo piccolo, piuttosto rassicurante”. Secondo alcuni esperti la
strategia di comunicazione drammatica adottata lo scorso anno dalle autorità in occasione della
suina ha generato sfiducia nella popolazione, soprattutto alla luce della bassa incidenza che ha
avuto la malattia (circa venti decessi in Svizzera). E ciò fa temere una diserzione elevata alle
norme profilattiche che, puntualmente, vengono adottate all’inizio di ogni stagione invernale.

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