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“Aggredito perché ho idee diverse: non è sindacato”

E' polemica: Claudio Negro, segretario Uil Lombardia replica a Mirco Rota, segretario Fiom Lombardia, sul tema della cassa integrazione come vitalizio.

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E’ polemica: Claudio Negro, segretario della Uil Lombardia replica a Mirco Rota, segretario Fiom Lombardia, sul tema della cassa integrazione come vitalizio.

Essendo stato accusato dal segretario regionale della FIOM di voler licenziare e buttare per strada i lavoratori della aziende in crisi, credo opportuno fare qualche chiarimento per evitare che molti lettori prestino fede alla propaganda ipocrita della FIOM senza verificare quel che effettivamente io ho detto e la UIL sostiene.
Come facilmente si può vedere leggendo l’articolo sul Sole24Ore del 20 Ottobre, quel che io faccio notare (e per la verità lo fa anche la mia collega Fulvia Colombini della CGIL regionale) è che per i lavoratori di quelle aziende per le quali non esiste nessuna possibilità di ripresa produttiva (e per fortuna sono poche in Lombardia, neanche tutte quelle elencate nel dossier sul giornale, posto che per alcune di quelle è ancora aperta la ricerca di una soluzione industriale) non sia utile perpetuare all’infinito una Cassa Integrazione senza alcuna possibilità di rientro, quanto piuttosto spendere risorse per trovar loro un nuovo posto di lavoro. E’ chiaro che nel frattempo questi lavoratori devono ricevere un sostegno al reddito: l’indennità di mobilità è assolutamente uguale a quella di CIG (che peraltro non è senza scadenze), ed essere nelle liste di mobilità facilita molto (per le agevolazioni alle aziende che assumono) il ricollocamento.
Nulla osta, in linea di principio, che durante il percorso di ricollocamento il lavoratore resti in CIG, ma si pone un problema molto concreto se la CIG che viene utilizzata è quella in Deroga della Regione Lombardia: le risorse a disposizione sono infatti ben definite e vanno utilizzate con attenzione. Il loro fine primario è fornire un ammortizzatore sociale a quei lavoratori che ne sono privi: dipendenti dell’artigianato e delle piccole imprese, apprendisti, lavoratori somministrati, dipendenti delle cooperative, degli studi professionali, lavoratori a domicilio, ecc. Se vi sono lavoratori che possono accedere ad altri ammortizzatori (la CIG Straordinaria, la Mobilità…) è bene che utilizzino quelli, e permettano di usare le risorse della Deroga per chi non ha altro.
Chiaro che per i lavoratori per i quali il problema non è il ricollocamento, ma coprire i periodi che mancano per lo sbocco alla pensione, dovremo utilizzare qualunque strumento utile disponibile, compresa la Cassa in Deroga, come del resto si è sempre fatto.
E comunque la proposta della UIL è quella di trovare nuova occupazione per i lavoratori che non hanno rientro in fabbrica, non di farne dei cassintegrati a vita.
Questo è quanto sostenevo, e non mi pareva di tradire gli interessi dei lavoratori.
Ma mi ha molto colpito nell’articolo in questione l’intimidazione, l’aggressione verbale, l’intolleranza per chi osa pensarla diversamente, nonché l’individuazione in una persona fisica del “nemico”: pensavo si trattasse di una cultura estranea al sindacalismo confederale (peraltro ero convinto anche che l’assalto alle sedi di Organizzazioni Sindacali non appartenesse alla tradizione del sindacato…).

La reazione minacciosa e inviperita del Segretario della FIOM lombarda che scrive a BergamoNews, mi persuade che in quell’Organizzazione ormai prevalga la scelta di fare politica, raccogliendo sensibilità ed esigenze che non si propongono di tutelare, concretamente ed efficacemente, i lavoratori, quanto di costruire e consolidare un soggetto politico.
Non si cercano soluzioni utili per i lavoratori, facendo i conti con il contesto reale, ma si attacca, si demonizza, si ingiuria al puro scopo di aggregare tutto quel consenso che la demagogia può regalare. Non c’è più confronto tra proposte differenti all’interno del sindacato, ma rissa, scontro e scomunica. Chi dissente è “servo del padrone”. Un atteggiamento molto lontano dal sindacalismo vero, e molto vicino ad esperienze storiche con le quali i conti sono già stati fatti.

Claudio Negro
Segretario UIL Milano Lombardia

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Commenti

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  1. Scritto da Un precario

    Sindacalista giallo, non avrai mai il mio rispetto.

  2. Scritto da mario59

    E con quale coraggio Negro afferma che non c’è più confronto tra proposte differenti all’interno del sindacato…dopo che il primo sindacato Italiano per numero d’iscritti, è stato boicottato da cisl e uil, che hanno firmato accordi separati…Negro.. salta giù dalla pianta…avete cominciato voi con la firma di accordi separati, a estromettere chi la pensa diversamente, e adesso vuoi fare anche la morale…ha ragione Mirco Rota, cambia mestiere che è meglio..ma se farai il lavoratore dipendente, iscriviti alla CGIL perchè cisl e uil te lo mettono in quel posto.. tu lo dovresti sapere bene.

  3. Scritto da luciano015

    Credo che in questi casi non aiuti molto sentirsi dire di aver ragione.
    Auguri.