Val calepio

Pugno alla moglie che abortì, va in carcere

Impresario edile di 45 anni dovrà scontare 3 anni e 9 mesi per maltrattamenti alla moglie tra il 2005 e il 2009 nella quale lei avrebbe anche abortito.

A dicembre aveva rimediato una condanna a 4 anni per maltrattamenti alla moglie che aveva anche abortito. Ora la condanna è diventata definitiva: mercoledì 20 l’uomo, un impresario edile di 45 anni residente in un paese della Valle Calepio, è stato arrestato e dovrà scontare 3 anni e 9 mesi di carcere.
L’uomo è accusato di avere maltrattato e picchiato la moglie marocchina e con un pugno in pancia le avrebbe anche fatto perdere il bambino che aspettava. Gli episodi risalgono al periodo tra il 2005 e il 2009.
La donna, che oggi ha 32 anni, e l’impresario si erano sposati nel 2000 e nel 2001 era nato il loro unico figlio. Poi il rapporto si sarebbe incrinato e l’uomo avrebbe iniziato a maltrattarla fino all’episodio più grave, nel 2006, quando la donna perse il bambino. Da lì la donna denunciò il marito per la terza volta. Seguirono altre due denunce per maltrattamenti , nel maggio del 2007 e nell’aprile del 2009. A dicembre il gup Raffaella Mascarino aveva disposto un risarcimento di 50mila euro a favore dell’ex moglie. Ora la condanna definitiva.

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