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Le svaligiano la casa, ma su Facebook

Il caso di una signora di Palermo che ha fatto una vera e propria denuncia alla Procura dopo che un hacker le ha svuotato l'abitazione arredata giocando a "Pet society". Se ne occupano i magistrati

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pet societyÈ tornata a casa dal lavoro, voleva dare una pulitina al suo gatto, Blue Cat, è entrata in casa ma non c’era più nulla. Il suo gattino vagava tra le stanze vuote, va detto, per niente disorientato. Essì perché Blue Cat sarà grazioso, sarà esigente ma è gelido e distaccato come solo i gatti “di pixel” sanno essere. La casa di proprietà di Paola Letizia, 44 anni, sicialiana impiegata al Pubblico registro automobilistico, svaligiata mentre lei era al lavoro non è (grazie al cielo) quella reale ma quella virtuale costruita su Facebook. Paola è un’appassionata di “Pet society” una delle applicazioni più famose del social network (solo per dare un’idea di quanto è popolato il villaggio dei Pet proponiamo nella foto il "salone d’ingresso" arredato dall’Arci di Varese che accoglie i visitatori con un appello al tesseramento). Spieghiamo per i “profani” ammesso che ce ne siano ancora: l’obiettivo del gioco è quello di prendersi cura del proprio animaletto virtuale, di vestirlo, farlo divertire e di arredare la sua casa, che all’inizio è una piccola dimora ma che poi cresce all’aumentare dei livelli superati. È l’abitazione del nostro animale che andrà accudito un po’ come si faceva una volta con il vecchio “tamagotchi”: occorre pulirlo, sfamarlo quasi quotidianamente. La casa del nostro Pet è arredata a puntino, con oggetti di ultima generazione, vasche idromassaggio, acquari. La maggior parte degli oggetti si “acquista” in maniera virtuale ma alcuni possono essere acquistati con moneta sonante (il cambio di oggi, 22 ottobre, è 15 crediti per 1,07 euro). Per far capire un caminetto super accessoriato può costare intorno ai 15 crediti. Paola Letizia aveva speso circa 100 euro per arredare a puntino la sua casetta. L’hacker, perchè solo di un Hacker si può trattare, è entrato e piano piano ha portato via il mobilio e tutti gli accessori, lasciando solo il gatto. Questo il fatto. Ma la cosa curiosa che merita la nostra attenzione, visto che siamo un quotidiano on line e utilizziamo ampiamente i social network, è che la “vittima” ha deciso di denunciare il furto. Si è rivolta a due avvocati, Mauro Torti e Ivano Natoli, e ha presentato una denuncia: la Procura di Palermo ha aperto un’indagine e adesso la polizia postale dà la caccia al pirata che si è introdotto nell’account di posta elettronica e rubato la password, passaggio obbligato per andare alla sua casetta di Pet Society. “Per più di un mese non sono riuscita a usare la mail, né facebook e nemmeno ho potuto giocare con Pet Society. E poi perché mi sono sentita come se qualcuno avesse violato la mia vita privata, le mie abitudini, le ore trascorse in una realtà virtuale che sentivo profondamente mia” – ha dichiarato la signora a un giornalista della “Stampa”. Gli avvocati Torti e Natoli intendono andare fino in fondo. Hanno evitato l’archiviazione chiest dal Pm, e sottoporranno la loro assistita a una perizia psicologica lo scopo è dimostrare che Paola ha affrontato una vera e propria sofferenza. La società di oggi è anche questa. Che ci piaccia o no.
 

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