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Incidenti sulla Luino – Gallarate, Reguzzoni scrive al Ministro

Dopo il deragliamento di due settimane fa, interrogazione del deputato leghista per "limitare e riorganizzare in tempi brevissimi la composizione dei convogli merci"

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Con una interrogazione alla Camera Marco Reguzzoni ha chiesto al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti se «intenda intervenire in tempi rapidissimi al fine di limitare e riorganizzare il numero e la composizione dei convogli che quotidianamente percorrono la tratta Bellinzona-Gallarate». Un intervento d’urgenza e provvisorio quello sollecitato dal capogruppo leghista alla Camera, «in attesa di interventi radicali sulla linea che portino a garantire standard adeguati di sicurezza». L’interrogazione è nata ovviamente in seguito all’incidente ferroviario del 9 ottobre scorso, quando uno dei 25 vagoni di un treno merci è deragliato sulla tratta Luino-Gallarate, fra l’uscita della galleria del Sasso Galletto e la stazione di Laveno.
«Fortunatamente – spiega Reguzzoni – l’incidente non ha causato feriti, ma ha comportato la chiusura della tratta fino alle 9 del giorno successivo». Il deputato bustocco sottolinea che non si tratta del primo incidente che si verifica sulla Bellinzona-Gallarate: «Il 31 ottobre 2008 – prosegue il deputato bustocco – un altro convoglio che trasportava un carico di munizioni, era stato fermato all’interno della Galleria del Sasso Galletto per un principio di incendio alla motrice. Non dimentichiamoci che su questa la linea transitano merci tra le quali gas, liquidi tossici ed altri materiali per un totale di 1,9 milioni di tonnellate l’anno. Pericolosità ancora maggiore se si considera che i convogli passano a pochissimi metri dalle case, su un tracciato pensato 127 anni fa, in gallerie scavate a mano e senza uscite di sicurezza per tratti che in alcuni casi arrivano anche a sfiorare i quattro chilometri».
 
La richiesta di Reguzzoni riguarda una linea che vede il transito di circa quarantacinque merci (in media) ogni giorno: il binario lungo il lago rappresenta oggi il principale asse di collegamento tra i porti di Rotterdam e Genova e uno dei principali sbocchi per il traffico merci proveniente dal Nord Europa e destinato al nostro Paese. Nelle settimane scorse non sono mancate le richieste delle autorità svizzere per un potenziamento del sistema: la Svizzera trasferirà nei prossimi anni ulteriori quote di merci dai camion ai treni. Ma per ora non esiste nessun progetto per la modernizzazione della linea del Verbano, gli investimenti sono per ora orientati solo sulla Chiasso-Como-Monza-Milano.

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