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Lavoratori Valbrem in corteo “Un futuro per la valle” fotogallery

Un centinaio di lavoratori, sui 117 complessivi dell'azienda, in corteo da Lenna a Piazza Brembana, dove c'?? stato l'incontro con gli amministratori locali, deputati e consiglieri regionali.

Volantini, bandiere, fischietti e facce preoccupate. Anche la Valbrembana è schiacciata dalla crisi economica e dalla volontà di una nuova azienda di chiudere e i lavoratori reagiscono. Stamattina, 21 ottobre, i lavoratori delle fonderie Valbrem spa di Lenna hanno sfilato dallo stabilimento fino a Piazza Brembana, attraversando il paese e raggiungendo la sede della comunità montana. Una manifestazione per dire no alla "mobilità per tutti i 117 lavoratori che prefigura inervitabilmente la chiusura dello stabilimento". "La Valbrembana muore" recitava uno striscione, racchiudendo il senso di tutte le difficoltà del territorio, a livello sociale ed economico. Con i lavoratori c’erano i due sindacalisti che si occupano da vicino del caso, Gianfranco Maifredi della Fim Cisl e Margherita Dozzi della Fiom, ma anche il segretario della Fiom Cgil Eugenio Borella e una schiera di politici bergamaschi: a partire dal sindaco di Lenna Stefano Ambrosioni, il vicesindaco di San Pellegrino (e consigliere provinciale) Vittorio Milesi, il presidente della Comunità montana Alberto Mazzoleni, l’assessore della Comunità Gianni Salvi (sindaco di Brembilla), lo storico amministratore della valle Piero Busi, l’assessore provinciale alla Cultura Giovanni Milesi, della zona, i consiglieri regionali del Pd Maurizio Martina e Mario Barboni, il deputato della Lega Nunziante Consiglio.
La politica bergamasca e la Valle Brembana si sono quindi schierate per la difesa della Valbrem, com’è stato evidente anche nell’incontro tra il corteo dei lavoratori e gli amminsitratori locali nella sede della Comunità montana. "I lavoratori della Valbrem tra un anno non mangeranno parole, ma fatti – ha commentato il sidnaco di Lenna -. Uniamoci per portare a casa i fatti. Serve visibilità e serve unità".

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Commenti

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  1. Scritto da ex dipendente

    x8 La colpa non è della multinazionale che ha acquistato la fabbrica circa un anno e mezzo fa, , ma del “padrone” precedente (attualmente in concordato preventivo anche con le altre sue proprietà) ed è Bergamasco, ha lasciato andare la fabbrica senza ammodernarla, sfruttandola solamente.
    Per cui alla prima crisi di mercato si son visti i risultati.

  2. Scritto da ex dipendente

    X Mario59
    La multinazionale ha comprato dall’ex “padrone” Bergamasco, che tra l’altro ha tutte le sue aziende in concordato preventivo,(bell’esempio di imprenditorialità eccelsa), pagando sull’unghia e senza incentivi statali.
    Se poi la crisi di mercato si è aggravata …….e la fabbrica era obsoleta e non vale più la pena di investire questi sono i risultati.

  3. Scritto da mario59

    @ 11 exdipendente
    Premetto che non conosco bene la vicenda.. però da quanto dichiarato da lei… mi viene naturale chiedermi? Se l’azienda era stata lasciata decadere dal precedente proprietario, possibile che chi l’ha acquistata, non abbia prima valutato in che condizioni era lo stabilimento?
    Lo dico perchè spesso le multinazionali, comprano le aziende, solo per accaparrarsi il pacchetto clienti… ai quali continueranno a fornire i prodotti richiesti, ovviamente fabbricati altrove..dove gli costa meno produrre, alla faccia di chi ha perso il lavoro.
    Fosse per me, imporrei per legge, lo stipendio garantito a tutti i dipendenti, per un minimo di 5 anni dalla data di acquisto, tanto per scoraggiare coloro che spesso si presentano, come salvatori delle aziende, per poi spolparle definitivamente, a scapito dei lavoratori.

  4. Scritto da GIUSTIZIA IN ALTA VALLE

    Ebbene sì, ha proprio ragione quel residente dell’Alta Valle Brembana, ma dove sono stati in questi due anni i “lavoratori” della Valbrem? Forse sugli impianti o alle biglietterie degli impianti di risalitadi, impegnati nelle ristrutturazioni varie di cascinali ecc.
    Questa mattina mentre manifestavano altri erano impegnati in “seconde” attività. Bene! Spiace per alcuni ma la maggior parte proprio non si meritano impegni.
    I politici poi, parole tante fatti “proprio nulla” stamani solo presenza

  5. Scritto da RESIDENTE ALTA VALLE

    Belle parole ma di fatto chi “governa” rappresenta l’espressione del popolo. E i vari CISL-UIL-LEGA-PDL cosa hanno portato in Valle Brembana? Miseria e parole.Fatti “NEGOT” e se non c’era la Santa alluvione del 87 buonanotte. Alle prossime elezioni votate ancora quelli lì e poi si andrà a fare fieno sul MENNA.

  6. Scritto da Matrix

    …non capisco cosa possano c’entrare i discorsi sull’attratività produttiva della Valle con questo caso (parlo da persona che lo conosce bene…). Qui si tratta di produzioni obsolete e di un mercato che ristagna, non è un nuovo caso Brembo che si spostò per motivi logistici e di opportunità….per fortuna ci sono i nostri politici, siamo in buone mani…avranno mai visto l’azienda o sapranno di cosa si occupa?

  7. Scritto da ex elettore

    Solidale con chi perde il posto di lavoro, ma queste sono le conseguenze di scelte sbagliate fatte anni fa, il territorio di montagna non si presta per fare industria, l’economia dei paesi di montagna deve essere legata al territorio, agricoltura, artigianato e opere forestali.

  8. Scritto da lulli

    ma credete ancora a sto Nunziante!!

  9. Scritto da Lavoratore Brembo

    Chiedete alla CISL di applicare gli accordi separati e le DEROGHE .

  10. Scritto da Arci Bergamo

    L’Arci di Bergamo esprime tutta la sua solidarietà ai lavoratori della Valbrem e ai loro famigliari

  11. Scritto da roberto fugazzi

    ammesso che sia vero che sia una produzione obsoleta,o che abbia difficoltà logistica,il problema va affrontato DAL PUNTO DI VISTA DEI LAVORATORI!..cioè va garantito un passaggio da posto di lavoro a posto di lavoro…gli ammortizzatori sociali non devono essere usati verso la disoccupazione,ma per garantire reddito prima di una nuova collocazione.Creare nuove opportunità di lavoro deve essere la meta ,altrimenti la valle muore,lavoro vero,produttivo che crei “ricchezza sociale”.QUESTO MANCA!

  12. Scritto da UNIONE SINDACALE di BASE (USB) di BERGAMO

    I POSTI DI LAVORO si difendono senza se e senza ma,poi se risulta evidente che una produzione e “decotta” si deve costruire un percorso PER TUTTI I LAVORATORI,che garantisca il passaggio ad una nuova occupazione,mettendo in campo gli ammortizzatori sociali solo finalizzati a una nuova collocazione! GUAI a usare gli ammortizzatori per accompagnarli verso un graduale licenziamento,perchè i posti persi sono persi per sempre! quindi o si salva la VALBREN o una valida alternativa! IL RESTO AVANZA!

  13. Scritto da hasta la victoria sempre !!!

    La solita politica delle multinazionali……………………..eliminare la concorrenza, e voi state a sentire i politici del PDL e del PD che hanno le stesse idee politiche ? oppure il sindacato della CISL servo dei padroni e del governo ?
    Svegliatevi !!!!!!!!!!!!!!!
    Questa gente vi parla solo per tenervi tranquilli e crearvi false illusioni.
    Operai unitevi ragionate con il vostro cervello e decidete voi quale forma di lotta fare.
    LA LOTTA PAGA LA CONCERTAZIONE NO !!!!!!!!!!!!!!!!