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La mamma partorisce, il papà a casa due settimane

La proposta presentata all'Europarlamento. Un congedo parentale di due settimane per i padri, anche nel caso in cui l'unione non sia "regolare". Stipendi al 100 per cento per tutti e due

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La mamma partorisce, il papà sta a casa. Il futuro, nemmeno tanto prossimo venturo, vedrà concretizzarsi questa situazione. L’Europarlamento ha aperto all’Italia la possibilità di consentire agli uomini di usufruire del congedo parentale. Due settimane, che non sono un granchè, ma a stipendio pieno. Un buon risultato comunque che consentirebbe alle donne che lo desiderano di rientrare prima al lavoro o di prendersi una pausa dalla bella (e totalizzante…) esperienza di mamma.
Nell’aula di Strasburgo è stata approvata la proposta legislativa, che prevede le due settimane per il padre naturale del bambino anche se l’unione non è “regolarizzata” dal matrimonio. Un bel passo in avanti considerato anche che l’intervento principale dell’Europarlamento prevede l’aumento al 100% della retribuzione che attualmente è limitata all’80% (la copertura totale è stata finora ottenuta solo attraverso gli integrativi aziendali). Nessuna rivoluzione invece per le settimane minime di congedo di maternità per le madri che passano da 14 a 20, ma che in Italia sono già un diritto acquisito.
La socialista portoghese Edite Estrela, promotrice dell’iniztiva all’Europarlamento, si è detta orgogliosa di aver aperto la strada al congedo parentale e alla cancellazione di questa «discriminazione contro gli uomini».
Il passo successivo è la conciliazione con i governi dei 27 Stati membri. E non sarà una strada in discesa: Germania, Francia e Gran Bretagna hanno espresso riserve a causa dell’aumento dei costi per le finanze pubbliche. Ma proprio su questo punto la Estrela si è battuta con fermezza: la relatrice ha spiegato che un adeguato congedo parentale porta vantaggi economici riducendo l’assenteismo e favorendo il mantenimento delle donne nel mondo del lavoro. «Basta un aumento dell’1,4% delle donne nel mercato del lavoro per coprire tutti i costi della nostra proposta di congedo parentale».

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