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“Agripromo verso morte decorosa”

In commissione consiliare il presidente Pirovano chiarisce cos?? le sue intenzioni. La societ?? in perdita anche nel 2009 e nel 2010.

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"Vediamo un po’ come portarla a morte decorosa": con queste parole il presidente della Provincia Ettore Pirovano ha passato il microfono al presidente di Agripromo Carlo Mangoni, intervenuto in Via Tasso per illustrare ai consiglieri provinciali la situazione della società di promozione dei prodotti tipici bergamaschi, fondata dalla passata Amministrazione provinciale.
I conti non sono brillanti, con perdite di bilancio, dal 2005 al 2007 di 99 mila euro, 28 mila e 27 mila euro, un attivo di 2500 euro nel 2008 e poi di nuovo un tonfo di 210 mila euro (sotto zero) nel 2009, con il dato del 2010, fino ad agosto, che è in linea con l’anno precedente: meno 149 mila euro nei primi otto mesi dell’anno. Il presidente Mangoni non ha del tutto spiegato il perchè del tonfo del 2009, dicendo semplicemente che "ci sono state spese di carattere straordinario, a partire da affitto e assicurazioni", ma durante tutta la sua relazione e i suoi chiarimenti il volto e le espressioni del presidente Pirovano sono stati più che eloquenti: "Il tutto per vendere salame" ha commentato Pirovano quando si è parlato, ad esempio, delle spese di consulenze esterne (mai scese sotto i 69 mila euro).
E’ chiaro, inoltre, che il presidente Mangoni sta dando un indirizzo alla società in linea con le scelte dell’Amministrazione Pirovano: consulenze ridotte nel 2010 (settemila euro nei primi otto mesi), chiusura dei punti vendita in Città Alta e in Borgo Palazzo (dove resta la sede legale e logistica della società) e apertura solo a Orio al Serio, in un punto espositivo di circa 40 metri quadrati. Dal 2010, inoltre, Agripomo chiede un contributo ai privati che entrano nel suo circuito di promozione, "cosa che prima non si faceva – ha spiegato Mangoni -. E soprattutto puntiamo a dismettere del tutto l’attività di commercializzazione, mantenendo solo quella di promozione".
Lo stesso Mangoni ha spiegato che "Agripromo rischia di essere un doppione di un ente simile della Camera di commercio" e non è sceso troppo nel merito rispetto alla domanda di Filippo Simonetti (Pd), che gli chiedeva come vede il futuro della società. Forse per lui aveva già risposto il presidente Pirovano nella sua introduzione. Ma dismettere la società non è così semplice. La Provincia ne detiene il 51 %, altri 23 azionisti il 49 per cento.

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Commenti

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  1. Scritto da Valentina

    Perchè Agripromo deve morire , diamo ai giovani delle Scuole Alberghiere di Bergamo un progetto da fare, per provuovere i nostri prodotti in Italia e nel mondo. I giovani sono più convincenti dei vecchi.
    Provare per credere.!!!!!!