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Rai e censura. Masi respinge le accuse:”Problemi di costi”

Benigni: "se è un problema di costi vengo gratis". Il nuovo programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano sta incontrando difficoltà "burocratiche". Il conduttore accusa:"Così non si può andare in onda"

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I contratti alla Rai sembrano essere diventati lo scoglio insormontabile di molte trasmissioni di approfondimento. Da Annozero a Parla con me, passando da Report, sembrano sempre più difficili le clausole burocratiche alle quali ottemperare per poter andare in onda.
Adesso i fari sono puntati su Vieni via con me, il nuovo programma condotto da Fabio Fazio e Roberto Saviano che andrà prossimamente in onda su Rai3.
Un programma in 4 puntate che, però, secondo Fabio Fazio «così non può andare in onda»: il conduttore contesta il mancato via libera ai contratti per Roberto Benigni, Paolo Rossi e Antonio Albanese.
Alla dura presa di posizione del conduttore è seguita però una smentita del direttore generale Mauro Masi: "Non c’è alcuno stop -sottolinea Masi, in una nota- ma soltanto un doveroso approfondimento portato avanti dagli uffici competenti, come giusto che sia, in merito a richieste economiche per Rai molto significative (in un caso 250 mila euro per una sola puntata)". "Al riguardo -aggiunge Masi- c’è più che il sospetto che alcune notizie vengano fatte filtrare accampando inesistenti motivazioni politiche per ‘forzare’ la trattativa economica. Si è comunque fiduciosi -conclude- nel recupero di ragionevolezza e quindi nel buon esito della trattativa stessa".
Immediata la contro smentita di Lucio Presta, agente di Roberto Benigni: “quando sono andato in Rai per aprire la trattativa sulla partecipazione di Benigni a Vieni via con me – sottolinea Presta – per la prima volta nella mia vita non ho chiesto una cifra, ma mi sono limitato a chiedere quale fosse l’offerta dell’azienda per la presenza di Roberto. Mi è stata fatta un’offerta e io l’ho accettata subito, senza discutere. Poi ho chiesto se potevano essere conservate le clausole, diritti compresi, che abitualmente vengono inserite nei contratti per Benigni. Mi è stato risposto: ti faremo sapere. Poi mi hanno dato il via libera, fatta eccezione per i diritti su quel passaggio tv che sarebbero rimasti alla Rai. E io ho accettato ancora una volta, dando l’ok alla stipula del contratto». Lunedì pomeriggio la "sorpresa": «Ho chiamato in Rai per sapere a che punto fosse il contratto – racconta ancora Presta – e ho riscontrato imbarazzo. Poi mi ha chiamato un importante responsabile dell’ufficio scritture per comunicarmi un’offerta pari a un decimo di quella pattuita, prendere o lasciare: una decurtazione, mi è stato spiegato, chiesta dalla direzione generale».

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