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Moltrasio: “Col festival la scienza fa meno paura” fotogallery

Centomila presenze per l'ottava edizione: "Cifre importanti, ma per quello che raccontano e cio?? che c'?? tutto un mondo attorno al festival, tante realt?? e gran parte del territorio".

"Sa cosa mi piace alla fine del nostro festival? Che umanizza la scienza e gli scienziati e che pian piano crea tolleranza e comprensione in un ambito che invece è visto con timore e freddezza". Andrea Moltrasio presidente di BergamoScienza più che ai numeri bada alle relazioni che la rassegna sta mettendo in campo e in chiusura dell’ottava edizione traccia il suo bilancio, più di cuore che di statistica.
Presidente, partiamo però dall’affluenza che ha toccato le centomila presenze…
I numeri sono importanti certo, ma sono importanti perché dicono che attorno a BergamoScienza c’è tutto un mondo, a cominciare dalla città. E’ stato bello vedere il sindaco Tentorio all’evento di chiusura, per dirne una. Ma il punto è che il territorio si è mobilitato in varie forme: le scuole in primis, ma poi i negozi con le vetrine ad hoc, i musei, i giovani… parlerei quasi di afflato collettivo.
Cosa l’ha più colpita di questa edizione?
Di sicuro le relazioni tra le persone protagoniste ai vari livelli. Per esempio il fatto che i ricercatori in giro per il mondo si siano offerti di fare da sostegno ai giovani che vogliono seguire le loro orme: fino a ieri non s’era visto. E poi constatare che persone che prima non si conoscevano e avevano magari delle remore a confrontarsi, nel clima informale che si crea al festival hanno invece abbandonato la freddezza per scambiarsi pareri: insomma si è creata una certa tolleranza ed è importante perché la paura della scienza deriva proprio dalla non conoscenza, questo clima rende tutto più facile, più naturale.
Non è un po’ troppo lungo, un po’ troppo denso di eventi questo festival? Non rischia di perdersi?
Due settimane di mostre-laboratorio sono considerate dalle scuole troppo poche. Ci chiedono laboratori permanenti per gli stuuenti… E come sa i giovani sono i veri protagonisti di BergamoScienza.
E le conferenze? Gli eventi?
Quelli dei fine settimana sono seguitissimi, anzi strapieni, la partecipazione non cala mai. Per gli altri incontri va evidenziato un fatto: sono le associazioni, i comuni, le varie realtà territoriali a proporci gli eventi da inserire, per esempio i film del Lab80 o le iniziative di Albino, Treviglio, Dalmine: queste proposte non fanno che arricchire la rassegna, nostro compito è di organizzarle bene. Ma l’offerta è ricca e perciò la lunghezza ci sta tutta.
Ha già qualche idea innovativa per la prossima edizione?
Le dirò solo che è durante il festival che nascono le idee per l’edizione successiva: io e la squadra di BergamoScienza, uno squadrone a dire il vero, ne abbiamo raccolte migliaia in questi giorni. Ma ancora è presto per parlarne. Adesso è l’ora di godersi le sensazioni belle lasciate da questo festival: come l’ultimo appuntamento quello con Anna Bonaiuti che è riuscita nel suo spettacolo a raccontare Rita Levi Montalcini scienziata e donna del Novecento: così si umanizza la scienza e la si avvicina alla gente. Certo, alcuni talebani restano, ma convinceremo anche loro. 

    

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