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L’indiano Johnny in Provincia: “Fermate quella strada” fotogallery

L'agricoltore arriva in via Tasso per difendere la sua azienda agricola di Alm??, minacciata dal progetto di un viadotto. Con lui c'erano anche un indiano canadese, una masai e un messicano-azteco.

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Quando ha visto quella linea tracciata dai burocrati sul Piano di governo del territorio di Almè, Johnny Scolari, 51 anni, ha dissotterrato l’ascia di guerra. Gli avevano detto che la strada non avrebbe mai tagliato la sua proprietà (nel 2005 il Comune aveva dato parere contrario, poi chissà perché ha cambiato idea), e invece il viadotto gli passerà proprio sopra la testa, là dove adesso c’è la stalla dei cavalli. Uno sfregio sulla pelle della campagna e probabilmente la fine dell’azienda agricola La Merletta, che esiste dal 1996. Per prevenire lo scempio Johnny ha preso moglie e figlie e ha marciato prima sulla Provincia e poi sulla sede di Bergamo della Regione, scortato da chi la terra l’ha persa molti anni fa: un indiano cree, una masai e persino un messicano-azteco sovrastato da un imponente copricapo piumato. Tutti amici venuti da lontano per combattere la battaglia di Johnny, che per la verità più pacifica non poteva essere. Il variopinto gruppo ha portato in dono i frutti della terra: miele, formaggi, ortaggi. Data l’assenza del  presidente Pirovano, a ritirarli ci ha pensato Roberto Anelli, l’assessore provinciale all’edilizia scolastica. Sembrerebbe un po’ fuori tema, trattandosi di una questione di territorio e di viabilità. Ma l’assessore dribbla le facili ironie. “Sono qui in rappresentazione dell’amministrazione, che  approfondirà la questione e esaminerà tutti i documenti”. Pirovano in verità ha già promesso un incontro per venerdì. Di fronte alle istituzioni la famiglia Scolari si è commossa, le lacrime sincere hanno detto che questa gente ha paura di vedersi rubare il futuro.  “Ho fatto l’artigiano per 34 anni, poi ho coronato il sogno di vivere in mezzo alla natura con la mia famiglia – spiega Johnny – E’ il nostro paradiso, ma adesso tutto questo rischia di sparire”.
La preoccupazione degli Scolari è poi arrivata in Regione. L’ingegner Claudio Merati, dirigente della sede di Bergamo, ha accolto la comitiva con ampie rassicurazioni. “Porteremo il vostro caso all’attenzione di chi di dovere” ha promesso sotto l’occhio vigile del capo indiano venuto dal Canada. Belle parole, buonissime intenzioni. Johnny Scolari ha ringraziato e sorriso, ma ha fatto capire di fidarsi fino a un certo punto: “L’ascia di guerra? Per ora non la seppellisco…”

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Commenti

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  1. Scritto da profumo di uomini

    @pensare ai poveri cristi che viaggiano tutti i giorni??? e perchè no?!?!? respireranno anche loro io dico…se la facessero sui mezzi pubblici la transumanza quotidiana con i loro cavalli a motore: ci avvelenate tutti quanti! Lungimiranza troglodita quella dei critici di Jonny…Penso che la merletta voglia vivere del proprio lavoro ,quello che da cibo prendendosi cura del creato di cui si prende carico…le logiche parassitarie appartengono ai politici e ai loro accoliti..CORAGGIO Jonny!

  2. Scritto da Filosofo

    Profumo di uomini: tutti nei campi a zappare la terra, con Profumo di uomini che sta a sentire il profumo del vostro sudore.
    Lui non fa parte della transumanza umana: beato lui: lui sta a guardare chi transuma e non è un parassita: è un filosofo

  3. Scritto da filosofo i tuoi maroni

    @ 26 : pensi sia offensivo augurarci di zappare la terra???E’ quello che han fatto alla merletta e che quelli come te vorrebbero distruggere.Vedi di ricucirti …

  4. Scritto da marino foletta

    con tutto il rispetto per il Sig. Johnny…
    bisogna pensare alle migliaia di persone che fanno la coda quotidianamente prima che ai cavalli di questo Signore…

  5. Scritto da ATOMO

    Mettete il cuore in pace;vista la politica provinciale e quello che stanno commetttendo da anni nella bassa bergamasca, preparatevi alla nuova trovata: UNA CENTRALE ATOMICA IN BERGAMASCA. Faranno anche questo, vedrete, in nome del (secondo loro) progresso e del bene comune.
    Intanto costruttori,proprietari terrieri,banche,impenditori,sindaci e assessori poco “trasparenti”,politici nazionali di diverso colore,associazioni di categoria ringraziano. Idem i poveri cristi del popolo suddito.

  6. Scritto da giada

    forse vogliono più soldi dalla provincia, come è stato per la s.p. 91
    soldi, non interesse per un metro di terra !
    giada

  7. Scritto da gloria

    mi sembra una presa in giro nei confronti di chi vive questa realtà di traffico, stress . a noi degli atzechi non ce ne importa niente.
    la provincia di pirovano guardi la giusta necessità per gli abitanti
    e non lo ”lo spirito del pianeta”……
    gloria

  8. Scritto da marcoA

    mi fa piacere che non pubblichino certi commenti lasciando spazio a messaggi in bergamasco e giudizi di estremisti…
    riguardo invece alla questione “indiano johnny” vedo che la sensibilità è di casa tra i lettori di questo giornale online…
    se dopo avervi illuso, vi costruissero una semiautostrada sopra il tetto voi stareste zitti perchè aiuta il traffico?dai per favore evitate certe frasi….e ve lo dice un pendolare dell’A4 che di code ne sa qualcosa!

  9. Scritto da pm

    @ 1: con tutto il rispetto per chi fa le code, bisogna pensare alle migliaia di persone che verranno dopo di noi, e che troveranno solo cemento.
    Con dei mezzi pubblici più decenti, e delle teste un po’ diverse, servirebbero meno auto, e quindi meno strade.
    Solidarietà e rispetto per chi difende il sogno di una vita.

  10. Scritto da roberto fugazzi

    Credo che questa vicenda dovrebbe farci riflettere un pò tutti sul modello sociale che avanza imperterrito,nonostante la crisi,la battaglia di Johnny,dovrebbe sollecitare una battaglia del territorio come BENE COMUNE,contro speculazioni e profitti fatti in nome di un INTERESSE GENERALE che a ben guardare generale non è!…calpestare il sogno di Johnny…..porta a calpestare il sogno che un altro mondo è possibile,un nuovo modello di società che abbia al centro il BENE COMUNE e non i profitti!

  11. Scritto da marino foletta

    @6 pm
    Mi trova perfettamente in accordo, pero’ sembra tanto che il problema dell’orobico indiano sia che la tangenziale la facciano sulla sua fattoria… non che la facciano…. sono sempre dell’idea che se ritieni che qualcosa sia sbagliato per il mondo, dovresti proporre delle alternative.
    In un un paese civile gli avrebero costruito una fattoria uguale in un altro posto, qui probabilmente gli daranno il valore catastale (esiguo, ma quello su cui paga le tasse, quindi alla fine….)

  12. Scritto da il giudice

    Ma insomma cosa vuole sto Johnny, sicuramente più soldi.
    Lo inviterei a pensare ai centinaia di agricoltori defraudati di centinaia di ettari per la costruzione della terza corsia della A4.
    Essi non hanno marciato su Milano o Bergamo sbraitando contro il bisogno altrui, ma dignitosamente e civilmente hanno accettato l’ingiustizia consapevoli che era a fin di bene.
    Il farsi scortare poi dai strani e curiosi personaggi giunti da ogni dove è piuttosto degradante ed oltre tutto volgare.

  13. Scritto da Ennesima Solidarieta...

    Tieni duro Giovanni:e speriamo tu,non faccia la fine dei Pelle Rossa(Indiani Americani)Statunitensi.

  14. Scritto da gomez

    @giudice….a parte che la corsia era la 4a ….ma dire che la marcia pacifica e colorata di Johnny sia “degradante” e volgare è un giudizio da persona con seri problemi!!!!
    Meglio i blackblock che distruggono le città per nulla allora…

  15. Scritto da il giudice

    @gomez
    terza corsia della autosrada A4, problemi visivi o di comprensione?
    Non è riferito alla mia persona, ma se avesse avuto lei il suo podere con cui sfamava la famiglia dimezzato d’ufficio per opere pubbliche, sarebbe meno ciarliero e più rispettoso del disagio altrui.
    Per quanto riguarda il buon Johnny resto del mio parere,
    per i blackblock. amici suoi, preferisco pudicamente non commentare e riguardante i seri problemi che lei mi attribuisce arbitrariamente, gleli giro calorosamente.

  16. Scritto da gomez

    @giudice…beh le corsie dell’A4 sono 4 se vuole l’accompagno a contarle…ma magari la costruzione della 4a non ha portato via nulla a nessuno….(ne dubito).Pudicamente non commenti anzi si astenga ulteriormente che è meglio. mi spiace solo che non pubblichino tutte le parole che scrivo…buona giornata giudice si diverta nel grigiore del suo rispetto assoluto per il bene personale(il suo)…w il cemento e le menti chiuse…

  17. Scritto da gomez

    sempre @giudice… se per di più come dice, lei non è stato toccato dai problemi della costruzione dell’A4 e nemmeno dalla costruzione di questa strada, e si permette di scrivere “Ma insomma cosa vuole sto Johnny”….mi vien da rispondere: ” E lei invece che osa contestare la marcia pacifica(marcia che non l’ha nemmeno sfiorata) di una persona che nemmeno conosce, cosa vuole?” johnny combatte per il suo sogno calpestato da false promesse, non rompe le scatole gratuitamente come lei.

  18. Scritto da pm

    @9: ho la sensazione che in futuro verranno ricordate con rispetto rispetto le persone “volgari” come quella che sta manifestando, magari in modo folkloristico, per salvare il suo verde e il suo lavoro, e non quelle che avevano come massima aspirazione l’ennesima strada.
    Ma contento lei… di certo non invidio le sue idee, e tantomeno il suo modo di esporle.

  19. Scritto da @Foletta e altri

    Direi che Jonny un’alternativa a qualcosa che ritiene sbagliato per il mondo la propone eccome: la sua stessa fattoria/agriturismo promuove pubblicamente un modo di rapportarsi all’ambiente in cui viviamo basato su presupposti e prospettive diverse da quello basato su strade-e-capannoni (che peraltro oggi restano per metà vuoti). E’ che lui indica la luna e troppa gente si sofferma a guardare il dito.

  20. Scritto da Non solo indiani

    E non si trascuri il fatto che a opporsi al progetto non è solo il privato cittadino Johnny, ma anche la locale Amministrazione comunale.

  21. Scritto da Hoggar Tibesti

    Cosa interessa ad un “masai” se passa una nuova strada ad Almè?

  22. Scritto da Pier

    Piu campagna e meno asfalto e cemento. La mia solidarietà a Johnny

  23. Scritto da Libero

    Tutta la mia solidarietà a Johnny e alla sua famiglia.
    Le strade e il cemento non sono la soluzione, il futuro può migliorare solo se cambia il punto di vista con cui dirigenti e cittadini affrontano il problema.
    La soluzione non è più strade, ma MENO AUTO!
    Ci lamentiamo che la società diventa sempre + obesa e malata, paghiamo costose iscrizioni in palestre dove ci ammassiamo per sudare 1 ora a settimana!
    Sforziamoci di andare al lavoro in bici e a muoverci un po a piedi male non fa!
    FORZA JOHNN

  24. Scritto da il giudice

    @ gomez,
    gentile e simpatico gomez, ho impiegato ore in una dura mansione di mia eslusiva spettanza, ma nel leggere i suoi ultimi due strampalati commenti rimpiango che sia finita presto.
    Arrivederci.

  25. Scritto da Zappare la terra

    @6
    Ovvio che meno auto più ambiente, ma meno auto, meno Fiat e meno indotto per Fiat. Però più operai nei campi a fare i contadini come una volta: zappare la terra e vivere con latte e formaggio: una volya si che si aveva rispetto per l’ambiente.
    Si tratta di trovare il primo che torni a zappare la terra: magari Lei?

  26. Scritto da Fatti pagare bene

    Dai Johnny, l’importante è portare a casa un buon indennizzo per trasferirti altrove. Tu ti puoi spostare, pagandoti bene, perè, la strada non credo possa passare da altre parti.
    D’altronde non sei il primo ad essere così sfortunato: fatti pagare bene, quantomeno con una identica stalla in un’altro prato. Non farti fregare per l’interesse pubblico.

  27. Scritto da max

    Per quelli favorevoli alla strada: perchè non proponete di costruirla sopra casa vostra? così non farete più code…
    tutti bravi a giudicare sulla pelle degli altri, toccasse a voi ci pensereste un po’ di più