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“Tutti insieme per rendere accogliente via Quarenghi”

Il presidente dell'Arci Bergamo Massimo Cortesi propone un patto per la coesione sociale della via Quarenghi.

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Il presidente dell’Arci Bergamo Massimo Cortesi propone un patto per la coesione sociale della via Quarenghi.

Il sindaco Tentorio, dopo che anche l’ultimo (ennesimo) controllo (forse è un eufemismo viste le forze in campo) dei carabinieri e dell’Asl in via Quarenghi ha trovato una situazione “non allarmante”, dice quanto è importante affrontare il tema “della percezione della sicurezza percepita oltre che di quella concreta”.
Io sono completamente d’accordo con lui, da tempo infatti la mia associazione, e altre realtà, fanno presente che nella via non vanno agite solo politiche repressive ma anche agite politiche attive e di coesione sociale e che, seppur alcuni importanti problemi esistono, gli stessi sono troppo enfatizzati tanto da rendere la percezione della sicurezza nella via (e la strumentalizzazione sulla stessa) oggettivamente troppo pesante e negativa rispetto alla realtà.
La nostra associazione, avendo sede nella via, è cosciente di questa percezione: decine di persone che ci chiamano perché interessate ad un nostro evento culturale lo rifuggono dopo che apprendono che si svolgerà nel contesto di via Quarenghi. Puoi tu spiegare alla signora, che con la figlia vorrebbe partecipare ad un nostro corso, il fatto che la situazione non è quella denunciata dai media o da certi politici ma poi la signora ti richiama dicendo che il marito non si fida a mandarle in una via tanto pericolosa.
Come allora lavorare sulla percezione? Con azioni come il coprifuoco che spostano il problema solo “nel giardino del vicino” o con azioni che invece prevedono controlli sistematici (ma non in stile rastrellamento) e nel contempo politiche attive? Continuando ad alimentare il senso di insicurezza o invece informando, con metodi di confronto che renderebbero maggior giustizia, su quanto avviene nella via? Perché a Bergamo la maggioranza si muove in maniera contraddittoria dal reciproco livello nazionale? Il nostro premier critica Saviano che denuncia la camorra perché da una immagine negativa del paese (ma la camorra esiste e Saviano denuncia dati alla mano) mentre a Bergamo si incrementa una negatività (anche di fronte a dati che parzialmente la smentiscono) non rendendosi conto che così agendo si allontanano tanto eventuali investitori che possibili frequentatori e si alimentano fenomeni quali la xenofobia?
Qualcuno potrebbe dirmi/dirci: “ma oltre che a contestare, cosa proponete?”. Noi di proposte ne abbiamo fatte diverse, da soli e con altri soggetti, anzi abbiamo investito importanti risorse economiche per cercare di cambiare la realtà. Inutile raccontare cosa abbiamo fatto, qualche altra idea l’abbiamo in serbo, partendo da quella di pedonalizzare la via come proposto dal Movimento Consumatori ( sui cui non abbiamo fatto uno studio dell’impatto sul traffico sul resto delle vie e dunque preferiamo prima approfondire il tema) a quella di realizzare una politica che favorisca la nascita di negozi di vicinato (o aiuti i presenti) magari in forma cooperativa con la partecipazione di residenti, proprietari, commercianti e associazioni; dalla promozione di attività culturali alla istituzione di mediatori di condominio ecc.
Però è inutile fare proposte unilaterali e dire "quanto siamo bravi", noi non possediamo tutte le competenze necessarie per risolvere un tale problema, e allora lanciamo l’idea di costituire un “patto per la coesione sociale nella via” che coinvolga residenti, commercianti, fruitori della via, assieme a istituzioni, associazioni e a tutti gli altri soggetti presenti nella società bergamasca per agire sui problemi e trasformare le negatività in positività, una via che divenga quella delle opportunità, del fare, dell’accoglienza, dell’impresa e del star bene. “Benvenuti in via Quarenghi”. Noi ci siamo, noi ci stiamo.
Massimo Cortesi

Massimo Cortesi
presidente Arci Bergamo

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