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“Tanti i problemi di noi prof ma non siamo morti di fame”

Un'insegnante appassionata sottolinea come la riforma della scuola superiore sia tutta sulle spalle dei docenti.

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Questa lettera è stata inviata al direttore de L’Eco di Bergamo. E a Bergamonews per conoscenza, col  seguente invito: in nome di quell’insegnante che ha ancora nel cuore, la prego di dare visibilità alla mia lettera.

Gentile direttore,
le scrivo questa lettera a distanza di tre giorni dalla pubblicazione di un articolo sul suo giornale che mi ha profondamente indignata, perché se l’avessi fatto al momento della sua lettura i toni non sarebbero stati pacati. Mi riferisco all’articolo comparso a pag. 36 giovedì 7 ottobre 2010 dal titolo (che mi vergogno perfino a trascrivere): “La trovata del Turoldo «Cari prof, la gita ve la paghiamo noi»”.
Passi, solo perché è un dato di fatto, che noi insegnanti siamo stati declassati nel riconoscimento sociale, professionalmente denigrati, lasciati soli a combattere a mani nude una battaglia in trincea nella stagione più drammatica della cultura italiana, ma che adesso siamo diventati anche dei morti di fame che per farsi un viaggio hanno bisogno dell’elemosina degli studenti, questo è veramente troppo! È un affronto che non posso e non voglio accettare.
Incomincio col farle presente che il termine “gita” da decenni non fa più parte del vocabolario scolastico. I docenti organizzano e accompagnano gli/le studenti nelle “Visite d’istruzione” con l’obiettivo già esplicito nella terminologia adottata. Personalmente ho votato nel Collegio dei docenti la mozione di non proporsi come accompagnatori nelle “Visite d’istruzione”, perché l’ho ritenuta una forma di protesta efficace contro la volontà (non dichiarata ma evidente nei fatti) di far morire la scuola pubblica, opponendomi all’altra mozione, quella di interrompere anche le “Visite didattiche”, perché si sarebbe andati proprio nella direzione di chi vuole affossare la scuola pubblica. Efficace perché il giro di soldi attorno a queste visite d’istruzione è elevatissimo. Basti sapere che le uscite arrivano a costare, per ogni studente, fino a un quarto del salario mensile di un operaio. Diverso è il discorso per le visite didattiche e per tutte quelle attività (teatro, laboratori, incontri con esperti, visite alle industrie, attività sportive, ecc.) che ogni istituto offre all’utenza per una migliore offerta formativa. Queste attività riconoscono gli istituti quali comunità culturali ed educative competitive sul territorio, concrete nell’innovazione e nella progettazione di una scuola più aderente ai tempi e ai bisogni dei cittadini e in grado di formare le future generazioni secondo i criteri di impegno e rigore professionale, di onestà, di integrità, di correttezza e di concorrenza leale.
Chiarito questo punto, voglio farle presente che chi le scrive è una docente che ha sempre accompagnato le proprie classi nelle visite d’istruzione anche dopo aver visto il pugno di uno studente entrare in una tela del ‘700; dopo aver visto pullman rovinati, camere d’albergo devastate; dopo aver organizzato turni di veglia notturna tra colleghi per impedire disgrazie di ogni tipo; dopo aver aiutato colleghi di altri istituti che si trovavano nello stesso albergo a recuperare studenti che camminavano sui cornicioni per passare attraverso le finestre da una camera all’altra in preda agli effetti di alcool, fumo, pasticche; dopo aver minacciato di denuncia le commesse di un autogrill se avessero venduto alcool a ragazzi minorenni; dopo aver ritirato alcool rubato dagli studenti negli autogrill ed agito di conseguenza secondo il mio buon senso.
Potrei andare avanti ancora, ma il mio obiettivo non è quello di denigrare gli studenti. Tutte queste spiacevoli avventure mi sono comunque servite per aiutarli a migliorare partendo dagli errori; per aiutarli a crescere “spiriti liberi” che non vogliono annullarsi omologandosi nel nulla del “branco”, che per essere “normali” non devono costantemente imitare qualcuno, che non hanno difficoltà a pensare al futuro, che non hanno solo pensieri effimeri e superficiali, che hanno capacità di giudizio.
Voglio solo fare presente a lei e a chi leggerà questa lettera che la “Riforma della Scuola Secondaria Superiore” è tutta sulle spalle dei docenti. Non solo di quelli coinvolti (e riconosciuti economicamente anche se in modo simbolico) nei vari progetti molto efficienti ma completamente inefficaci, ma soprattutto di tutti i docenti che ogni mattina combattono in prima linea con ragazzi demotivati, depressi, giovani che hanno bisogno di attenzioni e di presa in carico del loro esistere perché anche dalla famiglia spesso sono abbandonati a loro stessi; ragazzi inquieti, confusi, incerti, rabbiosi … incantevoli.
Questi docenti sono oggi alle prese con una riforma che ha declinato le competenze delle figure che usciranno dai diversi Istituti, senza aver programmato e progettato nulla. Senza neanche porsi il problema che per far stare 28 ragazzotti in classe molti istituti hanno dovuto mettere dei banchini delle scuole elementari e su quelli farli disegnare con strumenti e tecniche “professionali”. Che anziché semplificare, come spesso abbiamo sentito dire, ha complicato.
Mi basta citare come si chiama oggi la mia disciplina: “Tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica”, che insegno negli Istituti Tecnici, Settore Tecnologico, Indirizzo: “Meccanico, Meccatronica e Energia”, “Costruzioni ambiente e territorio”, “Grafica e comunicazione” e negli “IeFP” che, attenzione, non sono gli Istituti Professionali con due Settori: “Settore Servizi” e “Settore industria e artigianato”e con due Indirizzi: “Produzioni industriali e artigianali” e “Manutenzione e assistenza tecnica” e non sono neanche i C.F.P. della Regione Lombardia, ma un ibrido fra i due. Riesco a rendere l’idea in quale caos siamo? Che bisogno c’è di avere tre ordini di Istituti per insegnare a fare l’elettricista? Forse è più importante la spartizione di potere e denari tra stato, regione e provincia? E intanto i docenti degli IeFP si stanno improvvisando esperti in programmazione per avere anche solo un minimo di coordinamento tra di loro che sia efficace nella preparazione dei ragazzi, perché sfido chiunque a trovare il programma di “Tecnologie e Tecniche di Rappresentazione grafica” da insegnare ai futuri elettricisti negli IeFP!
In ultimo voglio solo dire al giornalista autore dell’articolo quanto sono dispiaciuta per quel poco che gli è rimasto dei suoi anni di formazione scolastica: la gita. I casi sono due: o è stato molto sfortunato, o, per dirla da insegnante, “Nel corso del suo percorso scolastico lo studente ha mostrato limitato interesse e scarsa partecipazione alle attività didattiche”.
Con tutto ciò, caro direttore, io pretendo le pubbliche scuse per essere stata considerata dal suo giornale non una docente che ha votato una forma di protesta con le nobili motivazioni sopra citate, ma una poveraccia che ha bisogno della colletta dei suoi studenti per andare in “gita”.
Cordiali saluti
M. Cornelia Carlessi

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Commenti

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  1. Scritto da saggio potatore

    non per tutti nutrire la mente è momento di felicità

  2. Scritto da saggio che nutre la pancia

    chi sa fare fa chi non sa fare insegna e chi non sa insegnare fa educazione fisica

  3. Scritto da luisa

    per n. 37 –
    Ti accontenti di poco…..beato te!

  4. Scritto da mamma e lavoratrice

    Tutta la mia solidarietà alla Prof. Certi giornalisti “di parte” non sanno nemmeno quello che dicono e per guadagnarsi il pane si vendono anche l’anima! “O sono davvero convinti?”
    Poveri noi e povera scuola pubblica!

  5. Scritto da giovanni

    potatore.altervista.org:
    Che tristezza la tua vita se dici che leggere cimmino è uno dei momenti felici della giornata!!

  6. Scritto da una prof

    La “riforma” Gelmini è un insieme di tagli secchi alle materie e un attacco al diritto allo studio: 28-30 alunni per classe (in passato 25) stipati come sardine. Nel liceo classico, ad es: Inglese salvato in extremis (3 ore/settim), matematica decurtata (da 3 a 2 ore/settim), storia dell’arte eliminata dal biennio e lasciata solo nel triennio.E qualsiasi progetto didattico deciso dalla scuola fattibile solo a costo zero, senza aggravi per lo Stato… mentre le scuole private…SIAMO ARRABBIATI

  7. Scritto da agoraverdello

    analisi lucida e realistica da condividere in pieno. Se la prof.ssa sapesse della iniziativa della Zani viaggi di bergamo che offre una diaria di 80 euro al giorno tolte della ritenuta fiscale a quei docenti che portano in “gita” gli slunni i motivi di rabbia sarebbero purtroppo maggiori

  8. Scritto da potatore.altervista.org

    Sig marco cimmino leggere i suoi commenti è uno dei momenti felici della mia giornata complimenti sinceri
    e come dice lei sursum corda

  9. Scritto da rocco

    Benissimo se i docenti si rifiutano di accompagnare i ragazzi in gita!
    Tanti soldi spesi in meno per le famiglie!

  10. Scritto da nai

    La lettera della collega Carlessi racconta semplicemente quello che avviene a scuola di questi tempi. Essa è rimasta l’unico presidio per i giovani. Dove sono le altre istituzioni?
    Questa società cannibalizza i propri “figli” pur di mantenersi.
    Ma la “gente” sa che i docenti non prendono una lira per le visite di istruzione anche quelle di più giorni a fronte di una responsabilità immensa? Chissà perché poi le facciamo? Riflettano tutti sulla cosa, prima di parlare a vanvera.

  11. Scritto da Vinz

    Ringrazio la collega, questa lettera è un esempio di civiltà e un monito alla riflessione per tutte quelle persone che guardano alla scuola come un’istituzione “da parcheggio”. Istruire le future generazioni non è un compito semplice, io me ne rendo conto pur essendo agli inizi della mia carriera, 34 anni d’età e 6 anni di insegnamento come “prof” di Lettere alle medie. Non è facile educare i ragazzi. Grazie Cornelia, tanti auguri.

  12. Scritto da prof.acerbis

    scusate Sigg. ALDO e ROBY, ma perchè siete così caustici verso il Sig. Cimmino? Al giorno d’oggi chi non studia è perchè non ha davvero voglia. Perchè vuole il soldo facile e subito… non è che non puo’, non vuole e stop
    Se ho potuto studiare io, figlia di operaio pensionato e casalinga, senza casa di proprietà, senza rendite, allora?
    La voglia, ecco cosa manca a tanti ignoranti… manca la voglia e basta! Non ditemi che per acculturarsi serva solo la scuola… con tutto quello che c’è oggi!

  13. Scritto da ALDO

    Informato, non informato, non sapete cosa dite…ecc…la bocca della verità !!!
    Indovinate chi è ?

    CIMMINO

  14. Scritto da Marco Cimmino

    Caro Aldo, io potrò anche starle antipatico, per ragioni che ignoro, ma che posso immaginare: ricapitoliamole tutte in una definizione di comodo, “invidia sociale”. Detto questo, la situazione non cambia: c’è chi, di certe cose, è un esperto e chi non ne sa nulla. Così va il mondo. Lei si faccia pure aggiustare i denti da un panettiere e progettare la casa da un idraulico: auguri! Adesso, perfino i dati di fatto sono offensivi: istituiremo la laurea honoris causa per tutti, così tutti contenti?

  15. Scritto da Marco Cimmino

    E come definire gli ultimi interventi se non un cumulo di sciocchezze? Uno che augura alla scuola di andare a remengo. Un altro che ha capito Roma per toma. E l’ultimo che tutto quel che sa fare è dire che io sono un ciarlatano, senza uno straccio di ragione: così, perchè gli sto sulle scatole. Liberissimi: tanto la realtà, grazie al cielo, sta dalla mia parte. Ma sappiate che un blog potrebbe essere un potente strumento di civiltà: a patto di non intasarlo di interventi come i vostri…inutili

  16. Scritto da angelo

    Speriamo che da malato terminale diventi morto!

  17. Scritto da ROBY

    MARCO CIMMINO = OFFENSIVO NEI CONFRONTI DELLA GENTE CHE NON HA POTUTO STUDIARE1

  18. Scritto da Marco Cimmino

    Caro Mario, lei commette una serie di equivoci, tipici di chi non è tanto informato su quello di cui sta parlando. Il viaggio d’istruzione non è affatto (non dovrebbe essere, almeno) una vacanza. E’ il compimento di un preciso progetto culturale, con obiettivi, contenuti e regole. Questo dipende dall’insegnante, ovviamente. Come dipende dall’insegnante il grado di civiltà degli studenti: aboliamo le lezioni perchè ci sono docenti che non sanno mantenere la disciplina in classe? Luoghi comuni!

  19. Scritto da Marco Cimmino

    L’anno scorso, ad esempio, ho portato due quinte a Verdun (sai che posto di vacanza!), a vedere i luoghi della Grande Guerra. Negli alberghi, hanno perfino fatto i complimenti agli studenti per la loro educazione. La stessa cosa faccio sul Carso e sull’Isonzo, per ben altri committenti e con ben altro budget: mi sa dire in cosa consista, qualitativamente, la differenza? Suvvia: lasciamo perdere le solite banalità. La scuola è un malato terminale e non è con queste sciocchezze che si rianimerà..

  20. Scritto da md

    cara collega, ha trovato le parole per descrivere con lucidità, chiarezza e correttezza quanto la nostra categoria subisce….. e non è semplice riuscirci quando a parlare è il cuore! complimenti e solidarietà!disarmante l’ignoranza e l’arroganza di qualche lettore…..

  21. Scritto da Tizi23

    Complimenti alla Signora Carlessi …..pienamente daccordo con lei..leggendo quel famoso articolo mi ero posta anch’io la domanda….ma sti ragazzini, CHI si credono di essere che pur di ottenere l’ennesima vacanza scolastica provocano i professori in modo abbastanza offensivo? Solidarietà ai professori…

  22. Scritto da prof. Rocco

    Sono anch’io un collega della prof.ssa Carlessi. Nelle stesse sue condizioni, compreso l’insegnamento della stessa disciplina ma in un altro istituto della provincia. Sottoscrivo pertanto tutto quanto da Lei illustrato. Ineccepibile.
    Tuttavia, contrariamente ad altri, io non ho votato nel mio istituto il provvedimento in questione. In primo luogo perché andava a detrimento degli allievi ed in secondo luogo perché temevo che avrebbe prevalso l’errata considerazione di “inabili”. Come è stato.

  23. Scritto da Andrea

    Gentile Sig.a Carlessi
    la ringrazio per la sua lettera e per i toni pacati e misurati.
    Io elogio lo spirito di iniziativa degli studenti dell’isituto Turoldo,
    Si accusano spesso gli studenti di essere distaccati , dei bamboccioni . In questa occasione hanno dimostrato di aver volgia di muoversi per una cosa che gli sta a cuore, “la gita” perchè non c’è nulla di male e negativo a chiamarla così.
    Non credo che volessero minimamente “remare contro” il vostro sciopero, cordialmente Andrea B.

  24. Scritto da mario59

    Sono contrario alla vacanza scolastica… la gita di un giorno è più che sufficiente…quando i ragazzi stanno in giro 3 o 4 giorni, spesso si trasformano in teppisti, che distruggono gli alberghi, e fanno impazzire gli accompagnatori che normalmente sono gli insegnanti.
    In vacanza ci vadano con i genitori, o con gli amici quando saranno grandi abbastanza.
    Quando andavo a scuola io, si aveva più rispetto degli insegnanti, oggi molti studenti ridono in faccia ai docenti… inconcepibile.

  25. Scritto da BB

    Beh c’è poco da scrivere se non dare il pieno sostegno ad una categoria di persone, i docenti, che spesso subiscono angherie di ogni tipo da parte di persone che non conoscono le cose. Chi scrive non fa parte del personale docente; ma è sufficiente vedere lo sbando e l’abbandono dei ragazzi che circolano per strada per capire quali difficoltà si possono incontrare ad istruirli.

  26. Scritto da GAPA

    Sodalizzo pienamente con Lei pur non essendo un docente. Le proteste pacifiche possono coinvolegere molte persone con effeti positivi. La scuoa è ilpilastro fondamentale della nazione non investire in cultura, ricerca, formazione signfica ritrovarsi far 30 anni con una classe dirigente incapace ed impotentemente inadeguata…è un dovere di tutti esser “vicini” ai docenti, sia di ruolo che precari (non dimentichiamo il caos nomine di settembre), al personale ATA ed ai bidelli ..

  27. Scritto da matematica

    Anche se non sono un insegnante, concordo pienamente con Lei!! Complimenti per i contenuti!! Spero che la sua lettera dia più lucidità e chiarezza a molta ignoranza che purtroppo regna intorno al tema scuola! Grazie Prof!!

  28. Scritto da tata

    vorrei rispondere a tizzi23, secondo me gli studenti non volevano offendere i professori offrendo elemosina ma sicuramente è stato un atto di protesta nei riguardi della riforma. Forse lei non si è mai divertita in “gita” o visita d’istruzione…ma il 99% delle persone SI!!!.Perciò perchè criticarli sempre dicendo che sono lazzaroni!!! mia figlia di 15 anni studia molto ed è una brava ragazza come molti altri. Non sempre sono lazzaroni.

  29. Scritto da tata

    Cara profe… ha tutte le ragioni di questo mondo e le ha ben esposte… però a mio parere nessuno dei ragazzi vi reputa dei morti di fame…credo siano solo dispiaciuti del fatto che le visite di istruzione che da sempre tutti noi abbiamo aspettato con ansia non si possano fare più..

  30. Scritto da julius

    ci sono sempr meno docenti all’altezza (la vostra è una missione), ma purtroppo mancano clamorosamente i genitori in grado di educare i propri figli in modo dignitoso.
    spesso, poi i docenti sono anche genitori… non all’altezza….
    alla fine della fiera è tutto un problema di altezza, ma soprattutto di una società ricchissima di diritti e poverissima di doveri.

  31. Scritto da Tizi23

    Gentile Signora Tata mai usata la parola “Lazzaroni”….è venuta solo da lei …le gite le ho sempre fatte di un giorno solo e oltre al divertimento c’era l’entusiasmo di una nuova esperienza e novità….spero che anche oggi sia così….e ripeto,non sia solo una vacanza scolastica…

  32. Scritto da Marco Cimmino

    La lettera della Signora è ineccepibile, sotto tutti i punti di vista: mi congratulo con lei e le esprimo tutta la mia solidarietà. Certamente, esistono anche docenti che organizzano viaggi d’istruzione per vedere posti nuovi non spendendo nulla. La maggioranza, però, si impegna per progettare ed organizzare un’esperienza culturale importante. Faccio presente che, per organizzare un’analoga attività, privatamente si percepiscono 3/500 euro al giorno: qualcosa vorrà pur dire! Sursum corda…

  33. Scritto da parsifal

    Condivido. E soprattutto un aspetto implicito. Che la protesta dei docenti non ha una valenza politica (in senso partitico), ma ruota attorno ai contenuti di questa “riforma”.
    Chi ha a cuore scuola e istruzione non guarda il nero o il rosso, ma che cosa porta davvero chi governa.

  34. Scritto da giovanni

    CIMMINO, guarda che non tutti hanno avuto la fortuna di studiare come te!
    Quindi per favore il “sursum corda…” era meglio lo avessi evitato!
    Quanto poi al guadagno di 300/500 euro al giorno per organizzare attività di turismo, consiglio ai signori docenti che si lamentano delle diarie giornaliere che percepiscono in caso di viaggi di istruzione, di restituire i soldi pubblici che percepiscono, durante i mesi estivi, natale, pasqua e via dicendo, senza aver lavorato. Oppure cambino mestiere!

  35. Scritto da antonella

    Carissimi docente vi lamentate di tutto, se proprio non vi sentite grafiticati economicamente e intellettualmente da questa scuola, potete sempre cambiare mestiere. Non è mortificante, sapete, fare il contadino o il muratore o l’operaio.

  36. Scritto da una collega e una mamma

    Nella scuola dove io insagno abbiamo approvato un documento che dice “no alle visite d’istruzione” ben coscienti del danno arrecato così agli alunni.A loro è stato spiegato il perchè e ci hanno appoggiato.
    A scuola di mio figlio tale decisione non è stata presa ma in molti alunni sta nascendo l’idea di non partecipare a viaggi d’istruzione per solidarietà ai loro coetanei.

  37. Scritto da Marco Cimmino

    Caro Giovanni, prima di partire lancia in resta e dire corbellerie, tiri un bel respirone e metta in moto la logica. O, almeno, la vista: 300/500 euro li percepisce chi organizza escursionismo culturale per i privati: non certo i docenti, poveretti! Lei è la riprova del fatto che, spesso, la gente si accalori nella risposta, senza neppure leggere bene ciò a cui deve rispondere. Quanto al “sursum corda”, lo può trovare anche su Topolino: capisco che non tutti abbiano la fortuna di saper leggere..

  38. Scritto da Marco Cimmino

    Quanto ai due commenti, diciamo così, economici, del 13 e del 14, rammento ad entrambi i gentili interlocutori che un docente, almeno in teoria, dovrebbe essere un laureato, con tanto di specializzazione. Perchè non proviamo a fare confronti con gli altri professionisti, anzichè con muratori e contadini? Ma la questione è di lana caprina e non si può risolvere certo qui. Quello cui vi invito è cercare di veder le cose con un po’ di oggettività, e non col solito pressapochismo italiota.

  39. Scritto da stefano

    Condivido il contenuto della lettera e, provocatoriamente, chiedo:
    perchè da un lato non sono disponibili o, ancor peggio, si tagliano risorse economiche destinate all’università ed alla scuola pubblica e, contemporaneamente si erogano contributi regionali (cd “buono scuola”) a quelle private o “paritarie”?

  40. Scritto da giulia acerbis

    caro Andrea n^3… gli studenti si muovono sempre per questioni di principio vero? Ah ah aha per la gita si muovono eccome… Pensano che con i soldi si possa muovere sempre il mondo… mi dispiace, ma questa volta hanno beccato un osso duro… Gli insegnanti non lavorano solo per i soldi, ma per la gratificazione nell’educare ragazzi che hanno famiglie deboli alle spalle, per senso di responsabilità.
    Ovviamente alle private diranno… PIU’ GITE PER TUTTI!!! E giu’ applausi… che desolazione

  41. Scritto da stefano

    grazie per la risposta indiretta ma chiarificatrice nell’articolo
    “LEGGE MANCIA PER LE SCUOLE Soldi alla moglie di Bossi ”

  42. Scritto da delusissimo

    Anche se non collega della Sig.ra che scrive, sono perfettamente daccordo Lei. Il rispetto purtroppo non esiste piu’, esiste solo il Dio Denaro. E dobbiamo solo dire grazie a chi ci governa che ha diffuso questo bel dogma.