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“Stop alla disponibilità per gite e supplenze”

Anche all'Itas di Bergamo gli insegnanti protestano contro i tagli alla scuola e decidono di non accompagnare gli studenti nei viaggi d'istruzione e di non dare la disponibilità per lsupplenze.

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Anche all’Itas (Istituto tecnico agrario statale) di Bergamo gli insegnanti protestano contro i tagli alla scuola e decidono di non accompagnare gli studenti nei viaggi d’istruzione e di non dare la disponibilità per le supplenze.

Ecco il documento approvato dal 98 per cento dei docenti.

Le riduzioni di orario, già operative da questo anno scolastico per le classi fino alla quarta, non sono accompagnate a tutt’oggi da alcuna indicazione didattica, metodologica o di contenuto, tranne la generica raccomandazione di lavorare alla valutazione per competenze, peraltro contraddetta dalle riduzioni stesse che incidono quasi esclusivamente nell’area professionale in cui dovrebbe formarsi il nucleo centrale delle competenze di un tecnico. I tagli avvengono sia nelle ore di laboratorio (come si evince dal coinvolgimento nelle riduzioni anche delle classi di concorso degli insegnanti tecnico pratici, in questo modo si risparmia il doppio) che nelle ore delle discipline di base. In particolare per quanto riguarda matematica e fisica la riduzione non tiene conto del tetto del 20% massimo ed è in contraddizione con quanto avverrà quando la riforma sarà a regime. L’aumento del numero di studenti per classe non permette una didattica personalizzata e rischia di aumentare il fenomeno della dispersione scolastica. L’aumento del numero di studenti per classe crea problemi in merito alla sicurezza. Non sono rispettati i parametri stabiliti per legge del numero massimo di studenti per classe in presenza di studenti diversamente abili. Il taglio del personale non docente non garantisce un servizio adeguato. Il taglio sugli organici del personale docente non ne permette la sostituzione in caso di assenze brevi. Il blocco degli scatti di anzianità congela gli stipendi del personale della scuola per almeno tre anni. Le risorse per il funzionamento dell’istituzione scolastica diminuiscono ogni anno a fronte di aumenti di finanziamenti alle scuole private. Agli insegnanti non viene più riconosciuta la diaria o il rimborso spese (già esigua e limitata esclusivamente ai viaggi all’estero) per le visite d’istruzione. La motivazione esclusivamente economica e di risparmio dei provvedimenti adottati, porta in un momento di crisi a “tagliare” in un settore strategico per ogni ipotesi di ripresa dello sviluppo economico e culturale del paese. Pertanto i docenti, pur garantendo il normale svolgimento dell’attività didattica e di tutte quelle ad essa strettamente connesse, decidono di:
Non effettuare i viaggi d’istruzione e le uscite didattiche di durata superiore all’orario scolastico.
Non dare la propria disponibilità ad effettuare supplenze.

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Commenti

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  1. Scritto da Alberto

    Visto quel che succede normalmente nelle gite scolastiche, soprattutto nelle quarte e quinte, non è poi questa grande tragedia. Anzi…