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Nuovo ospedale, acqua vicino alle cabine elettriche

Entro fine mese gli studi per capirne le cause. Solo dopo aver risolto il problema il collaudo e poi altri sei mesi per l'attivazione della struttura.

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Restano incerti i tempi di collaudo, e di conseguenza di attivazione, del nuovo ospedale di Bergamo, in seguito al caso delle infiltrazioni nei bassi fondi della "torre 5". Infiltrazioni che in realtà, come ha spiegato oggi il direttore generale Carlo Bonometti, intaccano anche alcune cabine elettriche, sempre sul lato Nord di tutto il complesso ospedaliero. "Senza il problema delle infiltrazioni avremmo potuto avere il collaudo entro questo mese di ottobre e quindi inaugurare l’ospedale tra i 6 e gli 8 mesi dopo, entro l’estate 2010 al massimo – ha spiegato Bonometti alla stampa durante la visita dei consiglieri comunali di Bergamo al cantiere -. Ma il collaudo è stato rinviato proprio perchè i tecnici hanno chiesto di risolvere il problema delle infiltrazioni d’acqua. E per capirne le cause nel dettaglio aspettiamo una relazione dei geologi entro la fine del mese".
Dopo la relazione servirà la soluzione del problema, quindi il collaudo e infine un altro periodo di 6-8 mesi per attivare la struttura. Per ora l’azienda ospedaliera ritiene probabile la realizzazione di una nuova barriera idraulica a Nord di tutto il complesso, per limitare l’afflusso d’acqua dall’area di Astino e Città Alta. Un’ipotesi già emersa nei giorni scorsi. "Perchè non si è pensato di farla prima?" ha chiesto il consigliere comunale del Pd Claudio Crescini a Bonometti. "E’ uno degli oggetti di discussione di questi giorni, sul quale vogliamo vedere chiaro" ha risposto il direttore generale.

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Commenti

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  1. Scritto da marilena

    per giordano bruno. ha ragione, il povero papa giovanni non ha ancora fatto miracoli! Da non credente ritengo vergognoso che la chiesa non riconosca papa giovanni perchè troppo scomodo, ha santificato padre pio, il santo impostore(consiglio la lettura del libro) che il papa bergamasco aveva giustamente ostacolato. Tutto per convenienza economica e non solo.

  2. Scritto da angelo

    Se il problema è dato dalla costruzione della chiesa, che ci pensino le manine vellutate di città alta a risolverlo.

  3. Scritto da ottone erminio

    La sorella di mia nonna coltivava il riso nella zona del nuovo ospedale mio padre ci andava a rane e ora, a struttura ultimata, si incaricano i geologi per capire il problema.
    Occhio che se poi si allontana l’acqua si rischia la consolidazione dei terreni e l’abbassamento delle strutture.
    Sorvoliamo poi sulle “voci” di una torre non proprio a squadra…

  4. Scritto da angi

    E pensare che un tempo eravamo i migliori nella costruzione di grandi opere. Ora, noi italiani, siamo migliori in cosa? Si accettano risposte documentate in merito. Per la Direzione del Giornale: sarebbe un quesito da proporre ai bergamaschi, No?

  5. Scritto da icks

    Vedasi disorganizzazione cantieristica, impiantistica ed elementi di dettaglio dei preposti impresa appaltatrice ampliamento Clinica San Carlo a Paderno Dugnano, medesima impresa principale del ns. Ospedale. Incompetenza per coprire varianti in perizie supplettive necessarie al portafoglio di chi? Ed intanto noi sgobbiamo e paghiamo imposte e tasse per “vogliamoci tutti bene”!

  6. Scritto da d.c.

    Dite a quelli dell’Eco che annunciano una nuova base d’asta per il vecchio ospedale a 85 milioni di euro che la notizia è vecchia di un anno. Va bene vendere fumo, ma non esageriamo. limitiamoci all’incenso, amici.

  7. Scritto da giordano bruno

    nonostante l’ intitolazione dell’ ospedale a Papa Giovanni, nonostante la costruzione della indispensabile Chiesetta, qui di miracoli non se ne vedono ancora…anzi solo rogne

  8. Scritto da MHA!

    Che Italia sarebbe senza queste cose? Un’ Italia che funziona? Non sarebbe tutto un pò noioso?!?