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La riforma fiscale del Pd: “Meno tasse alle famiglie”

Il pacchetto delle proposte è stato presentato da Maurizio Martina e dagli onorevoli Antonio Misiani e Giovanni Sanga nella sede del Pd.

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Venti, venti, venti. E’ la parola d’ordine della proposta di riforma fiscale presentata dal Partito democratico. Pochi punti, concreti, che si potranno attuare in una legislatura. I democratici lanciano la sfida al governo: meno tasse alle famiglie e al mondo produttivo e percentuali più alte invece per le rendite. Quali proposte? Irpef tagliata dal 23 al 20% in modo che vi sia vantaggio per i giovani e gli ultra 65enni. Il reddito ordinario del lavoratore autonomo al 20% e infine l’aumento della tassazione sulle rendite dal 12,5% al 20%. Il pacchetto delle proposte è stato presentato dal segretario regionale Maurizio Martina e dagli onorevoli Antonio Misiani e Giovanni Sanga nella sede provinciale del Pd. “Quella del fisco è una delle principali questioni del nostro paese e uno dei tradimenti più eclatanti di questo governo nei confronti dei cittadini – spiega Martina – Tutte le promesse che erano state fatte sono state disattese. Sono stati fatti grandi proclami e slogan, poi disattesi. Il punto chiave è che di fronte al tradimento servono proposte concrete, chiare, realizzabili”.
“Dobbiamo partire dallo stato attuale del sistema fiscale, che corrisponde al 43,3% del Prodotto interno lordo, a livelli che avrebbero fatto gridare il centrodestra allo Stato sanguisuga. L’evasione è al massimo storico. Abbiamo il massimo della pressione fiscale squilibrata come ripartizione: tassa le famiglie e chi fa impresa, pochissimo la rendita finanziaria”. “Il rapporto tra fisco e contribuente condiziona il gioco democratico – è il commento di Giovanni Sanga – bisogna prendere la via della semplificazione e della trasparenza. Burocratizzare le procedure, fissare regole chiare che non siano un groviglio della normativa”.

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Commenti

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  1. Scritto da Gianluigi

    Ma se si aumenta la tassazione delle “rendite” dal 12,5% al 20%, i risparmi delle famiglie pagheranno più tasse. Questa mi sembra una classica presa in giro del PD. Altro che meno tasse. E piccola domanda. Forse che i vari furbetti con la residenza a Montecarlo pagheranno queste tasse? Noo, manco per sbaglio. Sempre i soliti noti. Bersani vatti a nascondere.