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Gli amici ricordano l’alpinista Roby Piantoni fotogallery

Il 15 ottobre del 2009 l’alpinista è scomparso scalando lo Shisha Pangma, la quattordicesima montagna più alta della terra. Gli amici lo ricordano.

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Da un anno esatto la stella di Roby Piantoni brilla nel cielo, poco sopra le vette che lui ha scalato. Il 15 ottobre del 2009 l’alpinista è morto scalando lo Shisha Pangma, la quattordicesima montagna più alta della terra. Era partito con i suoi amici Marco Astori e Yuri Parimbelli a metà settembre: martedì 13 ottobre aveva dato le ultime notizie di sé sul suo sito, poi più nulla. Fino alla tragica telefonata giunta dal Tibet nella notte. Nell’ultimo anno i tanti amici lo hanno ricordato con tante iniziative in ogni parte della Bergamasca. E anche su Facebook sono tantissimi i messaggi di ricordo postati nel gruppo “La stella Roby Piantoni”. “Per molti sognare di raggiungere certe vette è una realtà – scrive Claudio Rossi -. Per pochi raggiungerle è invece una spelndida realtà che a volte si trasforma in sogno. Dilvo Assolari: “Ciao Roby …. passa il tempo ma non la voglia di ricordarti”. Valeria: “Nelle foto, nei video, sei un ragazzo di 32 anni ma i tuoi occhi, nei tuoi occhi si legge l’entusiasmo di un bambino, il tuo sguardo regala serenità e lascia trasparire l’innocenza di sogni talmente alti che superano l’altezza del cielo. Tu quei sogni così alti li hai raggiunti tutti, hai visto più volte il confine dell’infinito E tante volte sei tornato a faci sognare, a raccontarci di viaggi, di montagne, ma prima di tutto di persone, incontrate lungo la salita e di emozioni. Ora che hai raggiunto l’infinito, ora che la Montagna che tanto amavi, ti ha voluto per se, lascia che ti ha amato in questa vita possa ritrovare il tuo sguardo nella verticalità di una parete, nella magia di una vetta, nell’emozione di scivolare su un pendio innevato, e come te possa amare le montagne. Grazie Roby”.

Noi vogliamo ricordarlo con le sue stesse parole scritte su Facebook.

"Non ho molto da dire, o meglio, non ho molto da scrivere. Più bello è sicuramente vivere delle esperienze, e raccontarle poi con tranquillità e amicizia a persone che capiscono guardando i tuoi occhi le sensazioni che provi, ma soprattutto…riescono a guardare con i tuoi occhi!"

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