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Bombassei: la politica promuova la cultura del fare fotogallery

Il vice-presidente di Confindustria ha aperto i lavori della Conferenza organizzativa regionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia.

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“Dobbiamo far emergere la cultura del fare, spingere affinché la competitività del paese diventi per tutti il problema centrale. Noi imprenditori dobbiamo essere attivi, ma anche la politica, il mondo finanziario, le parti sociali, devono concentrare le energie su questo aspetto fondamentale, nel rispetto dei diversi ruoli”.
Il richiamo è di Alberto Bombassei, vice-presidente di Confindustria, che con Alessia Zucchi, presidente del Comitato regionale Giovani Imprenditori, Alberto Barcella, presidente di Confindustria Lombardia, e Gianmarco Gabrieli, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Bergamo, ha aperto i lavori della Conferenza organizzativa regionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia, riunita venerdì pomeriggio nella sede del Parco Scientifico Kilometro Rosso, alla quale sono stati chiamati a partecipare congiuntamente tutti i Direttivi dei Gruppi Giovani di Confindustria delle province lombarde.
“Solo un Paese competitivo – ha aggiunto Bombassei – potrà puntare a mantenere ed accrescere l’occupazione”. Bombassei ha anche ribadito l’importanza che le imprese crescano in dimensione o si aggreghino.
Rispetto al progetto di integrare Kilometro Rosso con Servitec lanciato recentemente da Confindustria Bergamo Bombassei ha sottolineato che “l’esistenza di due parchi scientifici nella stessa provincia non sembra essere la soluzione migliore” e che “Kilometro Rosso è un’iniziativa nata privata che non ha nessuna volontà futura di rimanere tale”. Ha inoltre aggiunto che Kilometro Rosso può essere un punto di riferimento sia per le grandi che per le piccole imprese, come dimostrano le molte realtà già insediate, e che è fondamentale la collaborazione con l’Università. Esempi positivi come il Consorzio per la meccatronica – ha aggiunto – dimostrano che gli imprenditori sanno mettere da parte la tendenza all’individualismo”.
Con 2500 iscritti siamo il motore creativo del movimento – ha ricordato la presidente del Comitato regionale Giovani Imprenditori Alessia Zucchi – che orienterà e declinerà la sua azione sui temi fondamentali individuati: Identità, Governance, Il movimento e i suoi stakeholders e Movimento in action”.
Duro il giudizio di Alberto Barcella su questa fase politica. “I Giovani Imprenditori – ha sottolineato – sono chiamati a dare un segnale preciso affinché si esca da una visione tutta orientata al presente. Occorre lavorare per aumentare la competitività, invece il paese si disperde in beghe inconcludenti”.
“I Giovani di Confindustria sono una grandissima risorsa” ha sottolineato anche il presidente di Confindustria Bergamo Carlo Mazzoleni
, che ne ha ricordato anche l’impegno in Bergamoscienza e li ha invitati a lavorare per far crescere e diffondere il valore della libera iniziativa.
Gianmarco Gabrieli ha sottolineato l’importanza della riflessione condotta a livello regionale, che assorbe e rielabora le proposte della base, e ha insistito sulla necessità che i giovani imprenditori siano attivi e propositivi non solo nel movimento ma più in generale nella società.

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Commenti

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  1. Scritto da andrea

    Cultura del fare? Si ma che cosa? il modello lombardo, basato sulla piccola e media impresa e sull’evasione fiscale tollerata dalla politica, non regge più di fronte alla globalizzazione. E che dire delle imprese che hanno delocalizzato selvaggiamente all’est o in estremo oriente? Ora i nodi vengono al pettine e la crisi chiama tutti ad un’assunzione di responsabilità senza sconti. Solo dopo aver chiarito tutto questo si potra ripartire

  2. Scritto da Purtroppo

    L’importante è il “fare cosa”. Sfruttare consulenze , corsi di formazione , pgt e appalti in ambito pubblico non ci porta da nessuna parte . Imprendere per innovare e produrre , ma in questa italia finora si sono fatti più soldi altrove.
    Il risultato è questo.