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Attacco spuntato e calo nella ripresa gli acciacchi che fanno zoppicare la Dea

Dalla cronica fatica a far gol al calo del secondo tempo, passando per Ardemagni: ecco tutti i problemi dei nerazzurri in questo inizio stagione.

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L’Atalanta esce da Novara con la seconda sconfitta in campionato dopo quella rimediata a Siena, entrambe arrivate contro squadre dirette concorrenti (i bianconeri lo erano sulla carta, i piemontesi lo stanno diventando sul campo) per la promozione. Un ko che la fa scivolare al quarto posto in classifica (sorpassata dalla Reggina che ha bloccato al Comunale sul pareggio i bergamaschi), con sei punti di ritardo dal capolista Conte (che se la starà spassando riguardando la classifica). Cosa non va? Abbiamo individuato quattro punti fondamentali, dalla cronica fatica a far gol al calo del secondo tempo, passando per Doni ed Ardemagni.

ATTACCO SPUNTATO
I gol fatti dai nerazzurri in questo campionato sono 9, il peggior attacco tra le prime undici squadre in classifica, il terzo meno brillante se lo compariamo a tutte le 22 squadre del campionato cadetto. Per capire la sterilità del reparto offensivo di Colantuono basta dare questo dato: la coppia d’attacco del Novara (Bertani-Gonzalez) che con le sue giocate ha steso l’Atalanta, complessivamente, ha segnato le stesse reti dei bergamaschi.

ARDEMAGNI, IL MALESSERE PSICOFISICO CRONICO
“Matteo ha bisogno di tempo, deve ritrovare un equilibrio psico-fisico, ha la fiducia dei compagni e di tutta la società, noi lo stiamo aspettando”, le parole ripetute all’infinito da Colantuono in queste settimane a difesa del gioiello di mercato, pagato 4 milioni di euro e autore di una sola striminzita rete in B, quella di qualche settimana fa in trasferta contro il Sassuolo. Lo psicologo non sembra aver fatto miracoli e parafrasando Beckett o l’avvocato Agnelli il rischio è di “aspettare un Godot” che però non arriva mai; per tradurla alla bergamasca il pericolo è di trovarsi di fronte ad un “Acquafresca”, considerato i risultati prodotti fin qui dall’ex bomber del Cittadella (1 gol in 9 partite). Il paragone con Robert, dopo un quinto di campionato alle spalle, inizia a reggere e il tentativo di “recuperarlo” incomincia a far storcere il naso a tifosi e appassionati perché porta via spazio a gente (leggere Ruopolo in panchina contro il Novara) che qualcosa in più, fino ad ora, ha dimostrato e perché se davanti si segna con il contagocce, parte della colpa è anche sua.

SENZA DONI, SI SPEGNE LA LUCE
Le cose sono cominciate a migliorare quando si è messo da parte il 4-4-2 classico di sacchiana memoria per inserire nello scacchiere il trequartista. “Il triangolo no, non è un problema”, anzi diventa un arma fondamentale se al vertice si trova il vecchietto con la maglia 27 a giocare di prima con la testa (e il mento) ben alzato ad imbeccare con assist al bacio i movimenti delle punte o dei centrocampisti che si inseriscono. Novara ha dimostrato che non è stato il cambio di modulo a produrre risultati ma è stato l’inserimento in pianta stabile di Doni tra i titolari, a far cambiare le carte in tavola. Si credeva che con una semplice sostituzione, stile playstation, di un giocatore con un altro (Bonaventura) le cose sarebbero rimaste identiche. Un credo sbagliato. Ben chiaro, il numero 89 è un giocatore di talento e di prospettiva immensa ma forse non è ancora pronto per giocare in una posizione delicata come quella di suggeritore finale. Insomma, quando manca il capitano, è necessario trovare una soluzione diversa.

IL CALO NEL SECONDO TEMPO
Questo è il leit motiv della stagione: nella ripresa la squadra arranca e perde lucidità. L’ultimo esempio proprio contro il Novara che è riuscito a sfondare nel secondo tempo; un malessere che risalta ancor di più se paragonato ai primi tempi dei nerazzurri, sempre brillanti. Calo fisico o mentale? La risposta la può dare solo Colantuono. Di sicuro, per superare questo problema, al momento, è necessario chiudere prima la partita, nei quarantacinque minuti iniziali in cui la squadra sembra dare il meglio di sé.
 

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Commenti

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  1. Scritto da Forza ragazzi

    Digeo sono d’accordissimo con te su tutto e su Amoruso lo dico gia’ da quest’estate.Il problema e’ che fino a Gennaio nn possiamo schierarlo perche’ ogni squadra di B ha dovuto fornire una lista chiusa di giocatori alla lega(nn so’ quale sia il numero preciso) ed amoruso nn ne fa parte..So’ che e’ stato lasciato un posto libero per un eventuale svincolato se dovesse arrivare ed un posto e’ stato dato ad un certo Sam Dalla Bona…FINO A GENNAIO IMPOSSIBILE SCHIERARLO..so che e’ assurdo ma e’ cosi

  2. Scritto da Gabriele

    Da incompetente ma tifoso, credo sia fondamentale il recupero di Ferreira Pinto in questa categoria

  3. Scritto da digeo

    sulla condizione fisica io sono molto fiducioso,colantuono (con il preparatore atletico montesanto)ha sempre fatto più fatica nel girone di andata ed è sempre volato nel ritorno,che è decisivo in serie B. Il problema oggettivamente più grave oggi è ardemagni;produciamo gioco (anche ieri nel 1^ tempo) ma davanti non si punge.Trovo assurdo, in questa situazione, che amoruso continui a restare ai margini della squadra; ma perchè non portarlo almeno in panchina?E’ esperto e molto tecnico,proviamolo!