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Pale eoliche al passo S. Marco: nulla di fatto a Roma

Nessuna decisione nonostante i pareri contrari al parco eolico siano molti, a cominciare da quelli delle Province di Bergamo e Sondrio e della Regione.

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Si è conclusa con un nulla di fatto la riunione indetta mercoledì mattina a Roma dal Dipartimento per il Coordinamento amministrativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri sulla questione del parco eolico al Passo San Marco.
L’incontro è stato convocato a causa del dissenso tra le Amministrazioni coinvolte durante le precedenti Conferenze dei servizi, il che ha fatto sì che il problema diventasse di competenza dal Dipartimento per il Coordinamento amministrativo, che ha cercato invano di trovare una soluzione condivisa.
La Provincia di Bergamo, rappresentata dall’assessore all’Ambiente Pietro Romanò, ha ribadito il proprio parere contrario al progetto, sottolineandone ancora una volta l’assoluta incompatibilità con il luogo scelto, per le sue caratteristiche naturali e paesaggistiche. Dello stesso parere la Provincia di Sondrio, per la quale era presente il Presidente, e il sindaco del Comune di Averara (in rappresentanza anche del Comune di Mezzoldo). Anche Regione Lombardia e Parco delle Orobie, che non erano presenti, hanno fatto pervenire il loro parere negativo.
Bocciatura anche da parte del Ministero dei Beni e Attività culturali, dalla Sovrintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio e dalla Sovrintendenza archeologica per la Lombardia, che ha sottolineato il grande interesse archeologico rivestito dall’area in questione e l’ingente costo, in termini di presidio e sorveglianza dei lavori, che un simile progetto comporterebbe.
Il Comune di Albaredo, rappresentato dall’assessore al bilancio Patrizio Del Nero, ha invece ribadito il proprio parere favorevole difendendo la proposta.
“I funzionari del Dipartimento per il coordinamento amministrativo sono apparsi stupiti e hanno detto che è la prima volta che capita loro una questione del genere – commenta l’assessore Romanò –. Da parte mia, oltre a ribadire la posizione di assoluta contrarietà della Provincia, non posso che augurarmi che la questione venga chiusa al più presto, come è giusto che sia di fronte a una presenza così massiccia di pareri negativi espressi con decisione e molto particolareggiati. Questo per il grande interesse ambientale del luogo e per i suoi cittadini, che lo amano molto e che in esso si identificano fortemente”.
“E’ inaudito che Del Nero, che è anche presidente del Consiglio della Provincia di Sondrio, e dovrebbe quindi essere in sintonia politica e amministrativa con il Presidente della sua stessa Provincia, la Giunta e il Consiglio, abbia invece indossato questa mattina la maglia di assessore del Comune di Albaredo – rimarca il Presidente della Provincia di Bergamo, Ettore Pirovano – e andando contro al parere di Regione, Provincia di Bergamo, Provincia di Sondrio, Parco delle Orobie, Sovrintendenze varie e Comuni della zona, primo tra tutti Averara, si ostini a volere la realizzazione di un impianto a pale – alte oltre 90 metri – tale da deturpare una delle più belle zone delle nostre montagne”.
 

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Commenti

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  1. Scritto da Michele Corti

    Segnalo la causa su Facebook attiva da questa primavera
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  2. Scritto da angelo

    Persone vecchie che prendono decisioni vecchie in un Paese per vecchi.

  3. Scritto da carmelo

    Preferisco mille pale eoliche a una centrale nucleare che ci lascia scorie radioattive per migliaia di anni e nessuno sa ancora dove posizionarel, perchè le uniche scorie stipate sono quelle a bassa radioattività. Per le rimanenti non c’è soluzione.

  4. Scritto da giorgio57

    Basta con tutti questi che dicono di no a tutto. Io voglio l’eolico , l’idroelettrico, le biomasse, il solare.
    Qualsiasi danno facciano è sempre il nulla rispetto al nucleare, all’amianto, al termoelettrico, al carbone e chi più ne ha più ne metta.
    1° risparmiare energia, 2° spingere le energie rinnovabili, 3° ricorrere a quelle non rinnovabili. Io mi lavo con i pannelli solari termici da un anno e non so più cos’è la caldaia. Provare per credere, altro che p…e.