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La Valcavallina “strappa”: meglio l’Unione della Comunità

Chi sta nell'Unione può stare anche nella Comunità? Pareri discordanti. E per questo sindaco di Trescore Alberto Finazzi sta alla finestra aspettando la Regione.

La forzatura, maldigerita da tutti, sta creando le prime ribellioni. La forzatura è la creazione della extralarge Comunità dei laghi che ha messo insieme i 38 Comuni di tre ex Comunità montane, le due del Sebino bergamasco e quella della Valcavallina. La ribellione viene proprio dalla Valcavallina che ora vuol far da sè, almeno per quanto riguarda la gestione dei servizi sociali pensa di fondare un’Unione dei Comuni costituita dagli stessi paesi che hanno dato vita nel 2008 al Consorzio servizi Valcavallina che già aveva creato malumori nelle altre due Comunità. Il motivo della creazione dell’Unione è che, a differenza del Consorzio, questa potrà accedere a finanziamenti regionali e statali, mentre il Consorzio si avvale del sostegno economico dei soli Comuni che ne fanno parte: Berzo San Fermo, Bianzano, Casazza, Endine, Entratico, Gaverina, Grone, Unione dei comuni della media valle, Monasterolo, Ranzanico, Spinone e Zandobbio. 
Il punto è: chi sta nell’Unione può stare anche nella Comunità dei laghi? Il presidente della Comunità dei laghi Simone Scaburri sostiene che non ci sia incompatibilità, il presidente del Consorzio Valcavallina Edoardo Cambianica invece dice il contrario. 
Ha forse ragione il sindaco di Trescore Alberto Finazzi che non è ancora entrato a far parte del Consorzio e che, pur condividendo il progetto dell’Unione intende attendere le note esplicative alla normativa sulle Comunità montane che la Regione aveva promesso entro il 28 settembre e che invece ancora non ci sono: "Ritengo che per la gestione dei servizi la Comunità dei laghi sia troppo ampia con territori ed esigenze diverse, per questo sono favorevole all’Unione. Altro discorso è quello relativo ai compiti propri delle Comunità montane, la tutela del territorio montano e la protezione civile: in questo caso va bene l’attuale ente di 38 Comuni". 

Commenti

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  1. Scritto da tirry

    Ma perchè non si pensa, a Roma, a obbligare i Comuni sotto i 10.000 abitanti a unirsi in un solo Comune? Tanti problemi sarebbero risolti dalla “grandezza” dei Comuni. In Valcavallina abbiamo Comuni con 1000 o meno abitanti… Cioè un piccolissimo quartiere delle città.

  2. Scritto da SPQR

    le nuove leggi emanate dal governo inpongono l”aggregazione di servizi tra i vari comuni,poi lo stesso governo fà chiudere le comunità montane che non sono altro che la massima espressione dell’unione di servizi (dicasi :servizi associati) . è evidente che la lega ha le idee molto confuse , per non dire … ps Calderoli , una vera ‘cima’ !!!

  3. Scritto da andrea

    trovo che le COMUNITA’ MONTANE visto i servizi che offrono non siano enti inutili,eventualmente chi le porta alla chiusura è da ritenersi inutile alla politica italiana

  4. Scritto da Antonio

    Bisogna ringraziare Formigoni e la Lega per questo casino.(alla faccia del federalismo).
    E poi se non si puo aderire ad unioni (leggi comunità montana) come unione come mai in valcavalllina aderisce l’unione della media Val Cavallina????
    Tutti sanno che alla fine è solo una questione di potere e delle lunghe mani dl PdL sulle risorse e i beni dei vari locali, la tavola è apparecchiata……