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Follia ultrà al Marassi di Genova Sospesa la partita della Nazionale fotogallery

La partita valida per le qualificazioni per gli Europei si chiude dopo sei minuti dopo un lancio di fumogeni. La gara era iniziata con mezz'ora di ritardo a causa dei tafferugli provocati sugli spalti dei tifosi serbi.

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I cortei di alcune centinaia di tifosi serbi, molti dei quali ubriachi, che oggi hanno sconvolto il centro di Genova, e il tentativo di assalto al pullman della Nazionale serba durante il trasferimento dall’hotel al campo di gioco, sono stati solo il prologo della violenza scatenata poi all’interno dello stadio Luigi Ferraris in occasione della partita Italia-Serbia. Una violenza che ha portato alla chiusura della gara decretata dall’arbitro, lo scozzese Craig Thomson, dopo il secondo lancio di fumogeni, perchè non si riteneva più garantita la sicurezza dei giocatori in campo. Forti le polemiche che si sono scatenate sulla gestione dell’ordine pubblico. Secondo fonti del Viminale, le autorità di pubblica sicurezza della Serbia avrebbero fornito informazioni «assolutamente insufficienti» sui tifosi che avrebbero seguito in Italia la Nazionale ospite. Inoltre, la decisione delle forze dell’ordine di non intervenire con una carica nella curva occupata dai tifosi serbi sarebbe stata dettata dalla preoccupazione di evitare «scontri violenti che sarebbero potuti degenerare». Inoltre il non intervento sarebbe stato deciso anche per tutelare la sicurezza degli altri spettatori. Tutto è cominciato nel pomeriggio, quando due cortei spontanei dei tifosi della Nazionale serba hanno cominciato a sfilare nel centro cittadino mandando in tilt il traffico. Fin da subito i tifosi sono stati scortati dalle forze dell’ordine che li hanno diretti verso lo stadio Ferraris. La tensione è salita durante il tragitto quando gli ultrà si sono scatenati in lanci di bottiglie, petardi, e fumogeni contro la polizia, ma anche contro passanti e negozianti. Un giovane serbo è rimasto ferito, mentre un altro è stato fermato dai carabinieri. Nel frattempo un gruppo di una settantina di tifosi si è diretto verso l’hotel Savoia di via Balbi dove la squadra stava per essere trasferita al campo da gioco. Hanno accerchiato il pullman cercando di salire a bordo ed hanno lanciato un fumogeno all’interno, che tuttavia non ha provocato feriti. In particolare si sono accaniti contro il portiere Vladimir Stoikovic, accusato di aver fatto perdere la squadra in casa contro l’Estonia nell’incontro di venerdì. Il servizio di sicurezza è intervenuto tempestivamente facendoli desistere. Tutti i tifosi sono stati scortati fino allo stadio, dove la situazione sembrava essersi calmata. Ma la violenza è ripresa, con lanci di fumogeni e petardi, poco prima del fischio di inizio, facendo ritardare la gara. Gli ultrà hanno cercato di sfondare le barriere separatorie, sia sul lato del campo che sul laterale settore ospiti adiacente alla gradinata nord, che li divideva dagli italiani. A questo punto le forze dell’ordine hanno creato una cintura esterna di sicurezza anche sul terreno di gioco. Con oltre mezz’ora di ritardo le squadre si sono schierate in campo e la banda ha cominciato ad intonare gli inni, con tutto lo stadio che fischiava quello serbo. La partita è cominciata ma senza il portiere Stoikovic, che ha chiesto di non scendere in campo dopo le minacce subite fuori dall’albergo. La partita è stata sospesa dopo soli sei minuti di gioco per un nuovo lancio di fumogeni in campo che hanno rischiato di colpire il numero uno Zeljko Brkic e le squadre sono rientrate negli spogliatoi. In un’atmosfera surreale, la partita è stata poi chiusa definitivamente dall’arbitro, perchè «non era più garantita la sicurezza dei giocatori in campo». I tifosi serbi, posizionati nel settore 6, hanno abbandonato per la maggior parte il loro posto e sono usciti nella zona di prefiltraggio. Inevitabile lo scontro con un centinaio di tifosi italiani, con nuovi lanci di oggetti e fumogeni. Le forze dell’ordine in tenuta antisommossa hanno formato un cordone di sicurezza utilizzando anche i mezzi blindati. Rinforzi dai reparti mobili sono arrivati da Milano e Torino e si sta studiando il modo per allontanare i tifosi serbi dalla città. Mezzi del trasporto pubblico cittadino sono arrivati per trasferire, sotto scorta, parte dei tifosi fino alle loro auto in un parcheggio vicino all’autostrada.

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Commenti

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  1. Scritto da genu

    da quanto e’ successo si vede l’incompetanza della nostra polizia ,,
    L’INCOMPETENZA DI MARONI……..scortati fino alle macchine ?
    gli hanno pagato anche la benzina???sono entrati allo stadio con bengala e pinze

  2. Scritto da roberto

    non vado allo stadio perchè non mi piace il calcio però: hanno messo la tessera del tifoso poi però arriva uno gruppo xenofobo slavo e spacca tutto e dobbiamo pure usare i blindati per calmarli… ma dove siamo ? in Pakistan ? Io avrei fatto cosi: circondati dall’esercito e trattenuti ad oltranza dentro lo stadio per giorni e giorni fino alla fame poi fatti uscire 1 ad 1 e giu’ mazzate

  3. Scritto da ....FUORI DALLE COMPETIZIONI EUROPEE!!!

    ….d’accordo con roberto…. lasciati lì almeno una notte…..poi di mattina con la luce e con i rinforzi della polizia…fatti uscire 1 a 1 e identificati……invece il tipo con il tatuaggio lo hanno trovato solo dopo che erano già usciti nascosto nel vano motore di un pulmann….un altro pò e se lo lasciano scappare…dopo quello che ha fatto!