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Bancomat clonati, in manette “lo zio”.

I carabinieri hanno preso un romeno 63enne ricercato perch?? a capo di un'organizzazione che effettuava truffe elettroniche.

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Finora, nonostante un mandato di cattura europeo, lo "zio" (come lo chiamavano i complici) era riuscito a farla franca. Ma gli è andata male sabato mattina, quando è stato fermato in un semplice controllo stradale vicino a orio dai carabinieri di Bergamo. Ai militari è bastato un accertamento d’identità per scoprire che il 63enne rumeno che avevano fermato era il capo dell’organizzazione che clonava bancomat e carte di credito. Sul suo conto indagava da più di un anno la Procura di Roma: «lo zio» circolava in Europa con documenti contraffatti, installando agli sportelli automatici dei circuiti bancari più diffusi, sofisticate apparecchiature che intercettavano i codici delle carte di credito e svuotavano decine di conti correnti. La tecnica utilizzata dalla banda di contraffattori, composta prevalentemente da rumeni, era semplice: dopo aver installato le apparecchiature agli sportelli bancomat, i dati "succhiati" durante le operazioni delle ignare vittime venivano inviati via sms ai complici, che provvedevano alla ‘clonazionè delle carte. Le carte contraffatte venivano poi utilizzate per effettuare ingenti acquisti in centri commerciali e noti siti di shopping on-line. Solo a Roma, la banda aveva speso 50 mila euro. Merce che poi i malviventi rivendevano su Internet, facendosi pagare in vaglia postali.
 Cinque componenti della banda, di cui il 63enne rumeno è sospettato di essere il capo, erano finiti in carcere a maggio. Un’altra dozzina erano riusciti invece a rendersi irrintracciabili. L’arrestato è stato sorpreso dai carabinieri vicino all’aeroporto di Orio al Serio (Bergamo) a bordo di un’autovettura appena noleggiata, condotta da un connazionale di 24 anni domiciliato a Curno (Bergamo). Il 63enne è stato trovato in possesso di alcune carte di credito contraffatte, 2.500 euro in contanti e un lingotto d’oro del peso di 50 grammi, acquistato on-line proprio mediante una carta clonata

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