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“Incivili quei fischi durante il minuto di silenzio”

La commemorazione degli alpini è stata disturbata da un gruppo di tifosi della squadra granata. Il quotidiano La Stampa ha dedicato allo spiacevole episodio un corsivo di Marco Ansaldo.

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Domenica sera, prima di Atalanta-Torino, è stato osservato un minuto di silenzio in memoria degli Alpini uccisi in Afghanistan. La commemorazione è stata disturbata da un gruppo di tifosi della squadra granata. Il quotidiano La Stampa ha dedicato allo spiacevole episodio un corsivo di Marco Ansaldo.

Non abbiamo mai capito il motivo per cui da una quindicina d’anni negli stadi e davanti alle chiese gli italiani applaudano i morti, quasi li si considerassero i protagonisti riusciti della «fiction» che si chiama vita e non le vittime di un fatto tragicamente reale che avrebbero evitato volentieri. Ancor meno capiamo la cinquantina di balordi incappucciati che ieri sera allo stadio di Bergamo hanno approfittato del minuto di silenzio per gli alpini uccisi in Afghanistan e hanno intonato insulti contro la squadra avversaria, l’Atalanta. Oppure la sceneggiata di Livorno dove una parte del pubblico (i «buoni») ha iniziato ad applaudire prima che cominciasse il silenzio così da coprire preventivamente i fischi della curva dei «cattivi», che da Nassiriya in poi contestano l’omaggio ai soldati italiani morti nelle varie missioni.
Si dirà che sono soltanto due episodi in un mare di centinaia, migliaia, di avvenimenti sportivi che si sono svolti nel fine settimana con il doveroso rispetto del lutto. Sabato sera, al Palazzo dello sport di Roma, c’erano dodicimila persone per Italia-Brasile di volley. Quando lo speaker ha chiesto il minuto di raccoglimento il silenzio è calato senza che quasi si sentisse un respiro: è stata una scena di una tale dignità che è passata attraverso il televisore imponendo pure a noi, sul sofà del salotto, di stare zitti a riflettere o a pregare. Raccontano che lo stesso atteggiamento si sia registrato in molti stadi e palestre dello sport definito «minore»: il problema è che non ci rassegniamo all’imbarbarimento del Paese di cui il calcio è una vetrina, la sacca che ne raccoglie gli umori popolari. Temiamo insomma che l’Italia vera sia quella che non ha più rispetto per nulla o lo esibisce con un applauso da «claque» teatrale.
Si discute molto di riportare il calcio ad una dimensione educativa. I protagonisti ne sentono il bisogno, forse hanno capito che ci si è spinti troppo oltre la soglia della decenza. Prandelli ne parla quasi ogni giorno, insistendo sull’idea che bisogna aprirsi ai bambini e ai buoni sentimenti. Ovunque si auspicano stadi per le famiglie, anche se poi non si fa troppo per invogliarle, visti i prezzi dei biglietti e i disagi cui si sottopone il cittadino perbene che li ha potuti acquistare. Tra tessere e tornelli è un percorso a ostacoli poco dignitoso per chi non ha niente da rimproverarsi.
Anche perché, entrato nello stadio, il cittadino perbene scoprirà che in qualche modo resistono gli striscioni incivili, i petardi e la mala gente e si chiederà come sia possibile. Ma forse la chiave di lettura degli episodi di Bergamo e Livorno e di quello, opposto, del Palasport romano è semplice e antica: dove c’è un pubblico di praticanti e di appassionati è più facile trovare un’educazione alla civiltà che non dove c’è un pubblico di tifosi. Lo sport educa chi lo fa. Non chi lo strilla.

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Commenti

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  1. Scritto da Coppa Italia 62/63

    DOMANDA X IL QUESTORE DI BERGAMO.
    Visro che con gli ultrà dell’Atalanta applica giustamenta la legge,anzi forse va anche oltre,considerato che i 44 Daspo x Alzano sono stati comminati probabilmente in maniera non legittima,come mai 50 ultrà del Toro entrano allo stadio gartis e senza tessera del tifoso?Visto che erano pochi non si poteva perquisirli meglio?Ma il Ministro Maroni,queste cose le sa?

  2. Scritto da corti-novis

    incivili chi fischia… mentre sono civili chi calpesta la nostra costituzione e chiede di armare in senso offensivo per uccidere civili. Fischiare non sono pallotole che uccidono ma è un strumento democratico di dissenso.

  3. Scritto da mitiar1

    di democrazia vi riempite la bocca ma non sapete cosa sia.
    ci sono sedi per discutere se sia giusto o meno armarsi, e ci sono sedi in cui se si decide di commemorare la morte di 4 alpini e 20000 persone si sentono di farlo, tu, corti-novis, democraticamente dovresti restare in silenzio.
    ma purtroppo il cervello non è stato distribuito con democratica uguaglianza.

  4. Scritto da il giudice

    Essendo una squadra di Torino, ed essendo Torino praticamente in mano agli stranieri, si evince che i tifosi granata presenti erano telebani, quindi i conti tornano.
    Il questore tiene altro per la testa ultimamente, e ben più importante che quattro facinorosi indisciplinati, lasciamolo in pace povero diavolo (affettuosamente).

  5. Scritto da francesco

    purtroppo dobbiamo prendere atto che il livello di intelligenza di molte persone che frequentano lo stadio è vicino allo zero. Si sentono in continuazione bestemmie, battute volgari, insulti a chi ha la pelle di colore diverso. E poi la curva, che cori! Si parte dalla bandierina che deve mettersela nel c…., alla madre del tifoso avversario che fa un mestiere non proprio edificante, al rompere il c…. ai tifosi avversari…
    Vedete, la civiltà dovrebbe partire da altri presupposti…

  6. Scritto da roby

    ho l’impressione che lo stadio sia sempre di più come l’arena al tempo degli antichi romani…………una valvola di sfogo per il popolo e il divertimento dei potenti………..fate altro che è meglio ed evitiamo spese esorbitanti per polizia e carabinieri che quando servono al cittadino non ci sono ………………

  7. Scritto da marino foletta

    ma il fatto che quegli ultrà del torino siano arrivati a bergamo senza biglietto e senza tessera del tifoso , nonchè senza scorta, e siano comunque entrati nel settore ospiti nonostante i divieti non fa notizia?
    l’ennesima contraddizione di questa “tessera del tifoso” è meglio tacerla?

  8. Scritto da genu

    sinceramente di cherichetti tipo franceso ne facciamo a meno,
    giusto che allo stadio non ci siano atti di violenza, giusto che nel minuto di silenzio 20,000 persone ad esclusione di 50 del torino stiano in solenne silenzio.
    ma che anche gli sfoto’ diano fastidio a qualcuno NO..
    avete rotto le scatole…stai a casa tua va..

  9. Scritto da corti-novis

    miltar1…. infatti io sto in silenzio e il cervello come materia è uguale al tuo e dico una preghiera per te e per i militari morti… ma non mi permetto di dare di incivile chi è contrario e lo manifesta democraticamente senza violenza.

  10. Scritto da Missione di "Pace" ??

    Possibile che in Italia chiunque non sia appiattito al pensiero unico imposto dal Palazzo, si debba indicare come incivile o (peggio) probabile “terrorista” ??
    I fischi non sono proiettili.. e’ un modo come un altro x mostrare dissenso verso una missione militare che dura ormai da anni, umanamente ed economicamente dispendiosa, in un Paese nel quale ci vedono come occupanti
    Chi e’ “Contro” non e’ un incivile o un “terrorista”
    Basta con questo Perbenismo esasperato (solo quando fa comodo)