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Anche l’AlbinoLeffe saluta Juri, fratello del suo bomber fotogallery

Il presidente Andreoletti e Mondonico presenti all'addio al fratello di Omar, morto in un incidente l'8 ottobre. Faceva il restauratore, un amico: "Il Signore ti ha commissionato il restauro del paradiso".

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L’AlbinoLeffe ha voluto essere presente, per abbracciare Omar durante l’ultimo saluto a suo fratello Juri Torri, 25 anni, morto venerdì 8 ottobre in un incidente nella galleria a Lovere, sulla statale 42. Ed era un Omar in lacrime quello che ha dato l’addio al fratello Juri, pensando inevitabilmente anche alla scomparsa dei genitori, morti in un incidente anche loro, anni fa.
Rimane sempre seduto in prima fila, incredulo, il viso tra le mani. Ogni tanto alza lo sguardo e prova ad abbozzare un sorriso a nonna Elvira per cercare di alleviarle il dolore. E’ un dolore troppo grande per lei che per Juri in questi anni è stata nonna, mamma e amica. Prega in ginocchio, sorretta dai parenti, cercando inutilmente di trattenere le lacrime.
C’era anche tutta la prima squadra dell’AlbinoLeffe, c’erano il presidente Andreoletti e l’allenatore Emiliano Mondonico, le squadre giovanili. Tutti assorti, in silenzio, uniti nell’abbraccio al loro bomber. Il tecnico di Rivolta d’Adda assiste alla cerimonia tra le prime file, gli occhiali scuri nascondono lo sguardo compassionevole.
Ma i volti cupi, oggi ai funerali di Juri Torri, erano quelli di tutto il paese di Ranzanico
, dove da giorni si pensa e si ripensa alla storia drammatica della famiglia dell’attaccante dell’AlbinoLeffe. E si pensa a suo fratello, un gran lavoratore, un “grata cese” come ha ricordato un amico in chiesa: così Juri amava definirsi, per parlare del suo lavoro di restauratore.
Il Signore ti ha commissionato il tuo più grande lavoro, il restauro del paradiso – ha detto ancora quell’amico dal pulpito, salutando Juri dopo la Messa -. Voglio ricordarti come eri, sincero e leale, sempre sorridente”. Prima di andare a Lovere, nel giorno del drammatico incidente, Juri Torri era andato al cimitero di Ranzanico, a salutare i suoi genitori. Un episodio, questo, ricordato in chiesa dal parroco: “Questa è una ferita che non si rimarginerà facilmente. Pensavi a loro, eri passato dai tuoi genitori prima di andartene”.

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